Scompare Talus Taylor, creatore dei Barbapapà

Il disegnatore americano Talus Taylor, creatore della serie dei Barbapapà, è morto a Parigi il 19 febbraio. La notizia è stata però diffusa il 1° marzo: come scrive il quotidiano francese Le Figaro si trattava di una persona molto discreta.


Di Talus, che quando è morto aveva 82 anni, si sa poco: era nato il 1933 a San Francisco, era sposato con Annette Tison, la co-creatrice del fumetto.

Considerato uno dei primi fumetti portatori di un messaggio ecologista e animalista, Barbapapà nacque ufficialmente nel 1969 dalla fantasia di due autori, l’architetto e designer francese Annette Tison e da suo marito, Talus Taylor, all’epoca professore di matematica e biologia americano con cattedra a San Francisco e da poco arrivato a Parigi. La serie a fumetti è stata pubblicata prima in Francia a partire dal 1970 e in seguito tradotta in oltre trenta lingue, raccolta in decine di albi e libri.

La successiva serie animata di Barbapapà (45 episodi da 5 minuti ciascuno) fu interamente realizzata in Giappone nel 1974 grazie ad una produzione franco-olandese-nipponica. In Italia la serie fu trasmessa a partire dal 13 gennaio 1976 da Rai2, diventando a tutti gli effetti il primo ‘anime’ giapponese a sbarcare nel nostro paese.

Barbapapà e Barbamamma hanno una coloratissima famiglia composta da sette barbabebé, ognuno con una caratteristica ben definita: Barbabella (viola), Barbaforte (rosso), Barbalalla (verde), Barbabarba (nero come la madre e peloso), Barbottina (arancione), Barbazoo (giallo), Barbabravo (blu). Barbapapà, una sorta di grosso ed amichevole “blob” a forma di pera dal curioso colore rosa, nasce spuntando dal sottosuolo del giardino di una normale casa di provincia.

Caratteristica principale di Barbapapà è quella di modellare a suo piacimento il proprio corpo, assumendo la forma della cosa o dell’animale più indicato per risolvere una situazione. La trasformazione è sempre accompagnata dalla frase che diventerà il vero e proprio tormentone della serie: “Resta di stucco, è un barbatrucco”! Leggenda vuole che mentre soffiavano i venti di rivolta del maggio francese del 1968, Talus Taylor e la sua compagna Annette Tison si ritrovarono con alcuni amici in un bistrò parigino concependo Barbapapà, che però nacque realmente solo l’anno dopo, nel 1969. La gestazione del fumetto fu comunque complessa. Quando Annette e Talus fecero vedere i primi disegni alla nipotina, lei iniziò a interpretarli a modo suo. Ed è allora che Barbapapà divenne capace di cambiare aspetto. Il secondo passo fu il nome, frutto di un’incomprensione linguistica. Storpiatura dello stesso Taylor di “barbe a’ papa”, zucchero filato in francese. Perfetto perché pieno di “p” e “b”, che assieme alla “m” sono le consonanti che i bambini di tutto il mondo pronunciano per prime.

Oggi, i 10 volumetti delle sue storie hanno venduto milioni di esemplari in tutto il mondo, e sono stati tradotti in più di 30 lingue, così come la loro versione in cartone animato, creata a metà degli anni Settanta.

Della vita personal di Taylor, professore di scienze americano di nascita ma ormai francese d’adozione, e della moglie si sa molto poco. Da sempre discreti e poco propensi alle apparizioni pubbliche, avevano sempre preferito esprimersi attraverso i loro fantasiosi disegni.

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