¤ RW Lion presenta Terra 33

Direttamente dalle pagine del proprio sito web, l’editore RW Lion rilascia un comunicato stampa ufficiale per presentare ai lettori l’importanza di Terra 33.


Vista l’importanza e la portata dell’annuncio, riportiamo di seguito il comunicato stampa in versione integrale.

Una delle più sbalorditive capacità dell’essere umano è quella di raccontare storie.

Che venissero ascoltate attorno al fuoco scoppiettante di una piccola comunità primitiva o lette nell’intimo della propria mente comodamente seduti in poltrona, le storie sono sempre state motore di aggregazione, filtro per l’esperienza, custodi di memoria.

Nei secoli, le storie sono evolute: hanno travalicato le barriere dell’oralità, dei pittogrammi, del romanzo, del dipinto, solcato le acque impervie dei media tradizionali e digitali per approdare alle nostre menti assetate.

Se come diceva Marshall McLuhan: “il mezzo è il messaggio”,  possiamo affermare con sicurezza che ogni tipologia narrativa sia figlia del suo tempo: specchio impietoso delle velleità e delle insicurezze di un’epoca.

Cosa dicono esattamente di noi, le storie che raccontiamo?

Tutto. Un esempio concreto può essere l’utilizzo sempre più massiccio di tecniche e funzioni narrative, un tempo riservate alla fiaba e al racconto popolare, nel racconto della vita di un brand. La nostra attenzione, oggi, è infatti più che mai focalizzata su cosa comprare e abbiamo bisogno delle storie per spingerci in una direzione d’acquisto o nell’altra.

Certo, messa in questi termini, un mondo che si affanna a creare e fruire narrazioni sulla merce – i cui parametri di felicità dipendono quasi esclusivamente dalla quantità e qualità dei prodotti che si consumano – sembra assolutamente disinteressato ad altre tipologie di racconto che esaltino gli aspetti inconfessabili della vita, le ambizioni, i valori di giustizia e nobiltà d’animo presenti nel cuore degli uomini.

Eppure, proprio ora, assistiamo a una seconda età dell’oro del genere popolare per antonomasia, che ha fatto di quei valori  il punto focale della propria essenza: i comics.

 Abbiamo disperatamente bisogno degli eroi. Forse proprio perchè ci restituiscono la speranza, in un’epoca in cui tutto si compra tranne i sogni.

I supereroi rispondono all’esigenza tutta umana di aspirare ad essere qualcosa di meglio, qualcosa di più. Alla paura del fallimento contrappongono il coraggio dell’azione. Sono personaggi di fantasia, ma si muovono in un universo che pone sfide disperatamente simili a quelle di cui siamo testimoni ogni giorno.

Le storie di supereroi hanno sempre risentito della propria estrema popolarità: in molti, negli ambienti intellettuali, si tende a classificare i comics come intrattenimento di scarsa qualità, specialmente se paragonati al loro cugino più acclamato, il graphic novel.

Eppure, la costruzione di un’avventura di Superman, di Batman o degli altri è estremamente complessa.

Si tratta di personaggi che hanno alle spalle decenni di storia: in ogni avventura deve essere possibile rintracciare il legame con il passato e intrecciarlo alla giusta dose di novità, che, dopotutto, serve a tenere i lettori con il naso incollato alle pagine. Questa modalità narrativa si chiama continuity.

Immaginatevi la continuity come un Triangolo di Sierpiński: si ripete nella sua forma innumerevoli volte, sempre allo stesso modo, ma su scale di dimensioni diverse. Questo è un po’ anche il concetto che si trova alla base dell’idea di Multiverso, così cara ai lettori di comics, grazie alla quale il racconto di uno stesso personaggio si arricchisce di infinite versioni su infinite Terre parallele.

All’interno della continuity di un personaggio può succedere tutto e il contrario di tutto, purché il protagonista della serie, l’eroe di cui si cantano le gesta, resti fedele a sé stesso e ai suoi presupposti d’origine.

Non importa quanto spingiamo il personaggio di Batman nel passato o nel futuro, con quali nemesi lo facciamo interagire, con quanta ironia lo facciamo esprimere, quanta cupezza decidiamo di attribruirgli.

Se il Cavaliere Oscuro del capolavoro di Frank Miller e il personaggio interpretato da Adam West nella serie televisiva degli anni ’60 sono entrambi immediatamente riconoscibili come Batman è perchè prestano fede alla genesi del personaggio: Batman è nato e nascerà sempre quella notte in cui assistette impotente all’assassinio dei genitori in un vicolo.

Il suo tormento, la sua rabbia, il suo ingegno e la sua volontà di reazione sono le caratteristiche che lo rendono ancora attuale dopo 75 anni.

Settantacinque anni sono un tempo lunghissimo, una vita umana, impossibile da percorrere senza riadattare, modernizzare, sconvolgere un personaggio. Il Batman di oggi affronta minacce diverse, parla in modo diverso, attrae un pubblico diverso da quello degli anni ’40.

Proprio la capacità di evolvere restando sempre fedeli a sè stessi permette ai supereroi di essere depositari della cultura popolare, una sorta di archivio che raccoglie preoccupazioni, ideali, costumi e ambizioni sociali attraverso i decenni.

Ecco che, paradossalmente, il punto di vista si rovescia e sono i supereroi a raccontare di noi.

Così come oggi sappiamo moltissimo delle civiltà e dei popoli che ci hanno preceduto grazie ai miti della classicità greca, egizia o norrena, leggendo e scrivendo di supereroi possiamo conoscere moltissimo del nostro tempo e imparare a giudicarlo con coscienza, aiutandoci a diventare la versione migliore di noi stessi.

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