Zanna Bianca

¤ Recensione Zanna Bianca

Zanna Bianca (Croc-Blanc) è un film di animazione diretto da Alexandre Espigares, il primo realizzato per il grande schermo ispirato all’omonimo romanzo di Jack London.


Il cast vocale della versione originale è composto da: Virginie Efira, Raphaël Personnaz, Dominique Pinon, Nick Offerman, Rashida Jones, Paul Giamatti, Eddie Spears, David Boat, Sean Kenin, Raquel Antonia, Daniel Hagen, Stephen Kramer Glickman, William Calvert. Nella versione italiana il film è narrato da Toni Servillo.

La storia è ambientata nel Canada innevato del Grande Nord alla fine del 1800.

Il cucciolo (metà sangue di lupo e metà di cane) sopravvive con sua mamma tra la neve e i pericoli della natura incontaminata: la madre viene ferita durante un attacco di una lince e la indebolisce tanto da farla riavvicinare alla tribù indiana di Castoro Grigio, che la riconosce come Kiche, la lupa capo branco della slitta, fuggita tempo addietro.

     

Castoro grigio li accoglie con favore nella comunità ed attribuisce al cucciolo il nome di Zanna Bianca, dato il colore insolito e raro delle sue zanne.

Cresciuto robusto e forte, diventa egli stesso capobranco: questo momento segna il passaggio all’età adulta.

I pericoli non sono però finiti: la sua struttura fisica, a metà tra quella di un cane e di un lupo, fa gola a molti uomini impegnati nelle scommesse dai combattimenti tra animali, in particolar modo a Smith Bellezza, che riesce a farselo vendere da Castoro Grigio, arrivato in villaggio a vendere i guanti per poter comprare la terra dove vive la sua tribù.

Purtroppo viene raggirato e l’unico modo per poter ottenere il denaro è vendere Zanna Bianca.

Il lupo viene quindi duramente preparato ai combattimenti e solo l’arrivo provvidenziale dello sceriffo Weedon Scott cambia le sue sorti.

Questo Zanna Bianca è la prima versione animata del capolavoro di Jack London dopo ben otto live action, sei dei quali a firma italiana.

Diretto da Alexandre Espigares, regista spagnolo cresciuto in Lussemburgo e già premio Oscar per il corto animato Mr. Hublot, Zanna Bianca è di produzione prevalentemente francese (la Superprod di Clément Calvet e Jérémie Fajner) e annovera nel team di scrittura anche il regista e sceneggiatore Philippe Lioret.

Nella versione italiana la voce narrante, presente all’inizio e alla fine, è di Toni Servillo, che legge con consumata abilità teatrale il testo originale di Jack London facendocene apprezzare tutta la raffinatezza letteraria. Sono proprio le parole e la struttura narrativa ideate da London e la regia muscolare di Espigares, che non risparmia le scene esplicite di combattimento contenute già nel romanzo, i punti di forza di questo Zanna Bianca, riflessione intramontabile sulla natura animale ma anche umana, e sulla nobiltà, ma anche la crudeltà, della fauna, in tutte le sue declinazioni.

Il film non è per i più piccoli, che potrebbero spaventarsi davanti alla (contenuta) violenza della natura e dell’uomo, ma piacerà molto ai più grandicelli, che respireranno un senso autentico di avventura e il brivido del rischio reale affrontato con coraggio. Allo stesso modo la narrazione di Servillo potrebbe risultare troppo difficile per i piccolissimi, ma sarà di grande stimolo per bambini dagli 8 anni in su, ricordando loro (e forse facendo loro scoprire per la prima volta) la forza espressiva della grande letteratura.

Meno riuscita l’animazione, che tradisce una presenza eccessiva della grafica computerizzata, forse dovuta ad un budget contenuto, a sfavore del tratto artistico generato dalla mano e la pazienza artigianale dell’uomo. Molta cura è data invece alle musiche di Bruno Coulais, eseguite dall’Orchestra filarmonica del Lussemburgo.

Zanna Bianca resta un racconto di formazione di straordinaria potenza drammaturgica e un’importante lezione di vita per i più giovani, perché insegna loro a seguire il richiamo della foresta senza dimenticare la (potenziale) bellezza di fare parte della società civile.

Il regista Alexandre Espigàres riesce a ricavare dal più volte adattato romanzo di Jack London un film di animazione con una sua personalità. C’è rispetto per lo spirito originale: gli animali non sono antropomorfizzati e non parlano. Apprezzabile anche il metodo di rendering suggestivo, che ricopre i modelli tridimensionali dei personaggi con pennellate utili anche a coprire i limiti di budget. Del resto si occupa una regia attenta al ritmo e alla luce, umile nel farsi guidare dalle parole di London e dalla sua visione della natura, dove uomo e animale possono convivere in un’alleanza, nel rispetto di due identità che non sono però per lo scrittore mai assimilabili.

Scheda Film

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