Your Name

¤ Recensione Your Name

Your Name, è un film d’animazione giapponese del 2016 scritto e diretto da Makoto Shinkai. Prodotto da CoMix Wave Films e distribuito da Toho, il lungometraggio è correlato all’omonimo romanzo dello stesso Shinkai, pubblicato il 18 giugno 2016.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Ryunosuke Kamiki, Mone Kamishiraishi, Masami Nagasawa, Etsuko Ichihara, Ryo Narita, Aoi Yūki, Nobunaga Shimazaki, Kaito Ishikawa, Kanon Tani, Masaki Terasoma, Sayaka Ohara, Kana Hanazawa.

Il cast vocale italiano della pellicola è composto da: Manuel Meli, Emanuela Ionica, Ludovica Bebi, Lorenza Biella, Fabrizio Russotto, Elena Perino, Emanuele Ruzza, Gabriele Tacchi, Giorgia Ionica, Gerolamo Alchieri, Chiara Colizzi.

Giappone, anni 2010. Mitsuha Miyamizu, una studentessa delle superiori che vive nella piccola cittadina di montagna di Itomori, nei pressi di Tokyo, è stufa della sua vita monotona: vorrebbe essere infatti un affascinante ragazzo della metropoli. Sua madre è morta per malattia, mentre suo padre, il sindaco della città, è quasi un estraneo. Vive così in un tempio insieme alla sorella minore, Yotsuha, e all’anziana nonna Hitoha, sacerdotessa. Parallelamente Taki Tachibana, liceale che vive nel centro di Tokyo e svolge un lavoro part-time nel ristorante italiano Il giardino delle parole (riferimento alla precedente opera di Shinkai), si sveglia nel corpo di Mitsuha, senza sapere che quest’ultima si è invece svegliata nel suo.

Dopo aver compreso quanto accaduto, cercano di comunicare scambiandosi messaggi scritti su carta, o promemoria sul cellulare, poiché gli scambi sembrano durare solo fino al risveglio successivo. Abituatisi alla strana situazione, iniziano ad intervenire l’uno sulla vita dell’altra: Mitsuha organizza per Taki il primo appuntamento con la collega Miki Okudera, una ragazza più grande che lavora con lui al ristorante, della quale è innamorato, mentre Taki aiuta Mitsuha ad essere più popolare a scuola. Successivamente, Mitsuha racconta a Taki di una cometa che passerà vicino al Giappone proprio nel giorno del suo appuntamento e della festa del suo villaggio, ma il ragazzo non capisce di cosa parli.

Un giorno, Taki si sveglia nel suo corpo. Dopo che il primo appuntamento con Miki si rivela un fallimento, cerca invano di chiamare Mitsuha. Successivamente capisce che per loro non è più possibile scambiarsi i corpi e pochi giorni dopo decide di andare direttamente a incontrare Mitsuha. Preoccupati per il recente comportamento bizzarro di Taki, Okudera e l’amico Tsukasa si uniscono alla ricerca. Senza conoscere il nome del villaggio, egli si reca in varie aree rurali del Giappone, chiedendo informazioni e mostrando i suoi disegni del posto alla gente. Alla fine riesce a sapere il nome del paese, Itomori, da un anziano proprietario di un ristorante che era nato lì, ma gli viene purtroppo raccontato che tre anni prima, durante la festa del paese, un frammento della cometa Tiamat era precipitato su di esso, distruggendolo ed uccidendo un terzo degli abitanti. Cercando fra le notizie riguardanti l’incidente in una biblioteca, scopre che anche Mitsuha è morta quel giorno.

Per cercare di risolvere la situazione, con l’aiuto del ristoratore Taki si reca al tempio della famiglia di Mitsuha, poco distante da Itomori: scopre così che le linee temporali in cui erano avvenuti gli scambi di corpi erano state distanziate di all’incirca 3 anni fin dall’inizio. Al tempio, decide di bere del kuchikamizake preparato da Mitsuha e che lui stesso, nei panni di lei, aveva lasciato lì come offerta, riuscendo in questo modo a ricongiungersi al corpo di Mitsuha prima della caduta della cometa. Consapevole che non ci saranno altri scambi di corpo dopo quello, decide di incontrare la ragazza in cima al monte Hida che circonda il tempio. Taki le raccomanda di convincere il padre, il sindaco, a far evacuare il paese, poiché la caduta della cometa sarebbe per il villaggio una catastrofe.

I due ragazzi, che sanno che al tramonto del sole riprenderanno le loro vite normali e probabilmente scorderanno tutte le esperienze vissute nel corpo dell’altro, decidono di scriversi i rispettivi nomi uno sulla mano dell’altro. Mitsuha però scompare prima di avere scritto il suo, mentre Taki, come poi la ragazza scoprirà, scrive sulla mano di Mitsuha «Ti amo». Ritornati nel proprio corpo, come da loro previsto, i due non riescono più a ricordarsi niente di quello che era avvenuto nel loro «sogno». Tuttavia con rinnovata determinazione Mitsuha si rivolge nuovamente al padre per cercare di evacuare il paese e cambiare così il corso degli eventi: poco dopo il frammento di cometa si schianta su Itomori, radendola al suolo.

Otto anni dopo, si viene a sapere che quella volta Mitsuha riuscì a convincere il padre a far evacuare il paese appena in tempo e a scongiurare la strage. Taki si è laureato e sta cercando un lavoro, ma ha ancora la costante sensazione di dover ritrovare qualcosa o qualcuno. Inoltre, è rimasto stranamente legato a riviste e persone riguardanti Itomori, che gli sembrano stranamente familiari. Mentre i due si trovano su treni diversi e guardano il finestrino, quando i mezzi scorrono l’uno accanto all’altro i loro sguardi si incrociano, suscitando in Mitsuha e Taki una strana e intensa sensazione. Entrambi scendono alla fermata successiva ed iniziano a cercarsi, incontrandosi infine ai piedi di una scalinata, ma passandosi accanto esitanti ed incerti. Taki trova il coraggio di rivolgere la parola a Mitsuha e, piangendo, i due si chiedono: “Qual è il tuo nome?”.

In genere un successo come quello di Your Name. è il frutto di una combinazione di fattori: da un lato il fatto di sapersi prendere qualche rischio, dall’altro quello di rendere il tutto fruibile da parte del maggior numero possibile di persone. Il segreto di questa formula vincente è chiaro fin dai primi minuti del film. Shinkai Makoto gioca su un topos come lo scambio di anime e corpi, nonché di sessi: il cosiddetto body swap. Un espediente antico, quasi consunto, del cinema, la cui origine nella terra del Sol Levante risale addirittura a un testo millenario come il Torikaebaya Monogatari, anche se è soprattutto I Are You, You Am Me di Obayashi Nobuhiko a influenzare il mondo degli anime. Tra Mitsuha e Taki il regista introduce una lieve differenza di età e un leggero sfasamento spaziale e temporale, proseguendo con coerenza su un percorso che – attraverso Il giardino delle parole e, prima ancora, 5 centimetri al secondo – da sempre si sofferma sulla difficoltà di comunicazione tra i due sessi. Che inseguono un obiettivo ora comune e ora distinto, quando non inconciliabile. Come già nella saga di Ritorno al Futuro, è la discrasia temporale a permettere di vedere oltre la cortina del pregiudizio e della maschera sociale. Ma, nella sua doppia natura di riflessione esistenziale e oggetto di intrattenimento per adolescenti, Your Name. non sottovaluta mai le esigenze narrative. Nella prima metà del film, Shinkai si avvale di un registro leggero: i ragazzi imparano a conoscere i corpi altrui e a sviluppare un sentimento che assomiglia sempre più all’amore, prima che tutto – sfasamenti compresi – acquisisca un senso. La svolta drammatica che seguirà, il cui parallelismo con la storia recente giapponese è più che evidente, mescola le carte e chiarisce l’intento di Shinkai, che dalla minuscola vicenda di Mitsuha e Taki arriva a sondare misteri universali e insieme estremamente “locali”. Il contrasto tra tradizione e modernità, tra campagna e metropoli, tra riti millenari – in cui il sakè viene sputato e poi conservato – e il dominio degli smartphone, viene evidenziato e scandito da porte scorrevoli (o sliding doors, per dirla con un altro film incentrato sulle vie imperscrutabili del destino) che Shinkai sceglie di riprendere perpendicolarmente, da una visuale opposta a quella consueta. Come a raccontare la storia più semplice possibile, quella di un amore che nasce e di due sconosciuti che tali non sono più, nella maniera più peculiare, fantasiosa e contemporanea che si possa immaginare. Miyazaki Hayao non ha eredi e forse è sciocco ostinarsi a cercarne. Shinkai Makoto è innanzitutto Shinkai Makoto: una voce nuova, originale, unica.

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