¤ Recensione Yawara (manga)

Yawara – Jenny la ragazza del judo (YAWARA! YAWARA!?) è un manga scritto e illustrato da Naoki Urasawa, serializzato sulla rivista Weekly Big Comic Spirits dal 1986 al 1993. In seguito è stato adattato in un anime di 123 episodi prodotto dalla Madhouse, andato in onda in Giappone dal 1989 al 1992. Sono anche usciti due film rispettivamente nel 1992 e del 1996.


La storia appare ovvia a chi mastica il genere sportivo/amoroso, ma è molto meno banale di quel sembra. I tipici cliché delle manga-commedie sono davvero pochi e nell’aria si respira un non so che di novità. La leggerezza dell’opera è scandita da episodi sostanzialmente auto-conclusivi, contemporaneamente fondamentali per la storia, che permettono di gustarsi il tutto anche a piccole dosi. Razionando i colpi di scena (ovviamente commisurati all’opera in questione) e aggiungendo risvolti interessanti, Urasawa riesce a far interessare e appassionare il lettore a vicende semplici, quotidiane. Aggiungiamo a quest’insalatona un ulteriore condimento, ovvero l’ampia visione che ci offre il manga, il quale ci porta fra le vite e le vicende non solo di Yawara, ma di molti altri personaggi. Questi ultimi sono, come sempre, ben caratterizzati da Urasawa.. capacità degna di nota, soprattutto in un genere trito e ritrito come questo in cui i ruoli sono spesso prestabiliti, se non abusati. Un’ultima lode va fatta alla cura che l’autore ha utilizzato nella sceneggiatura e nella scelta di alcune chicche (comportamenti, azioni, frasi ripetute nel tempo da alcuni personaggi) a me molto gradite, che permettono quindi di affezionarsi e conoscere appieno il mondo di Yawara.

Spostandoci sul lato grafico non c’è molto da dire quando si conoscono gli standard di un disegnatore come Naoki Urasawa. Chi lo conosce, sa bene che ci troviamo di fronte a uno stile che non ha conservato, ma non per questo è da definirsi misero o imperfetto. È il disegno comune a “Gli Esordi” o “Master Keaton”, molto più leggero e adatto alle vicende trattate. Tratto morbido, meno spigoloso di oggi, anni luce distante da Monster, Pluto, BB o 20th Century Boys, ma ripeto, tuttavia molto gradevole.

Penso sia inutile presentare ai lettori un autore così famoso come Naoki Urasawa, ormai superstar in tutto il mondo, agli occhi di critica e pubblico, grazie a manga di culto del livello di Master Keaton (1988), Monster (1994) e 20th Century Boys (1999), thriller dalla trama complessa e ramificata vincitori di un numero sconfinato di premi prestigiosi, che faranno spesso meritare all’autore l’appellativo di “successore” di Osamu Tezuka. Nulla da dire sulla qualità intrinseca di tali lavori (per quanto, spesso, si esalti la potenza evocativa delle loro storie, affascinanti e complesse, dimenticandosi del numero quasi imbarazzante di forzature incredibili che contengono, pena il crollare su sé stesse), ma è giusto riconoscere che il merito principale della loro riuscita va ben distribuito tra i disegni e parte della storia di Urasawa e altrettanta parte di soggetto e script a cura del suo eterno collaboratore Takashi Nagasaki, il cui apporto è venuto fuori in tempi solo recenti e in un coming out abbastanza sensazionale (non per nulla, da quel momento, il nome del secondo inizia a campeggiare in tutte le ristampe e riedizioni delle suddette opere)1. Se si vogliono assaporare, almeno in Italia, i veri lavori totalmente di Urasawa, bisognerà rassegnarsi a cambiare atmosfere: Yawara! (1986) e Happy! (1993) sono infatti, abbastanza sorprendentemente, delle piacevoli commistioni tra la commedia sentimentale e il genere sportivo, e, dal punto di vista della scrittura, manco a dirlo, linearissimi.

Mi sento di consigliare questa serie a chiunque abbia apprezzato Happy!, a chi vuole leggere una serie sulle arti marziali dove a farla da padrone non siano litri di testosterone e dove vengano abilmente mischiati tensione agonistica e buffe gag. Riuscirà Yawara a fare un vero debutto nel mondo dello sport? Diventerà una vera campionessa, conquistando delle medaglie in gara? Riuscirà a coronare il sogno del nonno? Troverà il fidanzato che tanto desidera? Le risposte a tutte queste domande le si potrà avere solo dopo aver letto pagina dopo pagina tutto il manga che, sicuramente, si rivelerà una piacevole (ri)scoperta.

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