Recensione Vampire Princess Miyu (Anime)

“Era più alta della media delle donne, snella e molto aggraziata. Tranne il fatto che i suoi movimenti erano languidi…molto languidi, non c’era nulla in lei che lasciasse sospettare che fosse malata. La sua carnagione era colorita e brillante; i lineamenti minuti e meravigliosamente modellati; i grandi occhi erano scuri e lucenti […] Cielo! Se avessi saputo!”

Questa è la descrizione che Laura fa della sua ospite Carmilla, la vampira protagonista del romanzo breve di Sheridan Le Fanu del 1872, che servi a Bram Stoker per il suo Dracula. Carmilla è la prima donna vampira della letteratura, ed è completamente diversa dall’idea della vampira sexy di molti film horror. Vampire Princess Miyu sembra proprio ispirarsi a Carmilla.

Il decennio degli anni 80 fu uno dei più prolifici per le serie TV anime, finita l’epoca dei grandi robot e della fantascienza, l’animazione si mise alla ricerca di nuovi temi e generi, così trovarono spazio avventure fantasy, serie di lotta e sportive, le commedie sentimentali e anche parodie comiche;  offrendo allo spettatore un’enorme possibilità di scelta, ma fu il mercato dei OAV che ne venne particolarmente arricchito tra i tanti titoli di successo ci fu una breve serie di quattro OAV di genere horror che diventò un vero successo  restando nel cuore dei fans anche dopo molto tempo. Vampire Princess Miyu è uno di quelle opere che non è tratta da un manga, ma che nasce come un’opera multimediale tra vari media come animazione, manga, romanzi e persino audio-drama prodotti tra la classica seria radiofonica e l’audio libro ancora in voga in Giappone.

La protagonista è una “giovane” vampira di nome Miyu, il suo nome è composto dagli ideogrammi notte e bellezza, il suo compito è rimandare gli Shinma nelle tenebre, gli Shinma sono delle creature tra demoni e vampiri che si nutrono dei sentimenti degli esseri umani spesso portandoli alla disperazione e alla morte, il loro aspetto è sempre diverso a volte più simile alle creature della mitologia giapponese altre volte, a quella occidentale, o ai mostri dei racconti di Poe e di Lovecraft.

Vampire Princess Miyu, a differenza di molte altre opere giapponesi, non nasce dalla mente di un solo autore, ma da un team dove ognuno portò un suo contributo, nonostante questo le storie sono molto affascinanti e si concentrato sia sul genere horror, che su personaggi molto ben caratterizzati.

L’horror in Miyu trae ispirazione tra le classiche storie di vampiri di chiaro modello occidentale anche se si svolgono spesso in antiche e classiche case giapponesi, è incredibile come le storie mantengano un fascino gotico nonostante siamo lontani dai classici topos del genere occidentale e spesso cercano ritmi e idee più tipiche delle storia di fantasmi giapponesi.

Nel primo OAV Ayakashi no miyako (inquietante capitale) facciamo la conoscenza di Himeko, esorcista (ruolo da non confondere con quello cattolico) nella storia il suo personaggio sembra abbia anche il ruolo di narratore. Himeko viene chiamata a Kyoto per risolvere lo strano coma di una ragazzina. Qui incontra Miyu che si rivela subito come una vampira. La storia continua tra vari colpi di scena, mentre il personaggio della protagonista resta ambiguo e misterioso.

Nel secondo OAV Ayatsuri no utage (Lo spettacolo delle marionette), forse questo è l’episodio più inquietante, per la presenza delle tipiche marionette giapponesi. In una scuola che richiama molto gli istituti inglesi iniziano ad avvenire strane sparizioni tra gli studenti, un genitore si convince che sua figlia è stata trasformata in una marionetta ed a risolvere il mistero viene chiamata Himeko. Arrivata, l’esorcista ha una visione di Miyu, le due si parlano e si scopre che Miyu oltre ad essere una vampira e anche la guardiana degli shinma, come tale li deve imprigionare nelle tenebre, ad aiutarla c’è Larvae uno strano essere coperto da un mantello e con una maschera inespressiva sul volto. Miyu vuole per se un bel ragazzo di nome Kei, ma Kei è innamorato di Ranka nonostante la ragazza non sia umana. Alla fine Miyu sconfiggerà il suo nemico, ma perderà la sua vittima. A differenza del primo OAV questo è più legato alla tradizione horror giapponese con le sue inquietanti storie di fantasmi.

Nel terzo OAV Moroki yoroi (Fragile armatura), qui i riflettori sono puntati sul personaggio di Larvae, lo strano servitore muto di Miyu, sul suo passato e sull’incontro tra i due. Miyu è costretta a chiedere aiuto di Himeko per combattere con una gigantesca armatura che sembra la causa della sparizione di Larvae. Dietro tutto si cela Lemures antico amico di Larvae quando non era ancora insieme a Miyu. Scopriamo che Larvae avrebbe dovuto uccidere Miyu, ma per un errore lei lo morse trasformandolo nel suo compagno. Due note interessanti su questo episodio: Larvae e Lemures sono due antichi spiriti vampiro tratti dalla mitologia dell’antica Roma; all’inizio della creazione di Miyu, Larvae doveva essere solo un servitore di Miyu si era pensato che sotto il mantello ci fosse un cuore pulsante, ma molte fans della serie iniziarono a credere che dietro quella strana maschera ci fosse il viso di un bel ragazzo.

Nel quarto OAV Kogoeru toki (Tempo immobile) ultimo episodio della serie, qui la protagonista assoluta è Miyu e la sua storia e le sue origini, la storia viene raccontata dalla stessa principessa vampira a Himeko, si scopre il suo tragico destino e il fato dei suoi genitori imprigionati in un limbo fin quando la figlia rimanderà tutti gli Shima nelle tenebre. Questo episodio ha un colpo di scena finale che sembra uscito proprio dalla Carmilla di Le Fanu.

Dopo la serie di OAV la storia di Miyu continua su varie serie di manga, su romanzi e su una serie TV di 26 episodi. La principessa vampira compare in quattro serie manga, due in cui è protagonista assoluta (Vampire Princess Miyu e Shin Vampire Princess Miyu); un manga (vampire princess Yui) dove ha il ruolo di personaggio ricorrente, ma dove la protagonista è Yui, altra vampira, che sembra essere una versione più giovane e più umana di Miyu, e l’ultimo Vampire Princess dove le protagoniste sono Miyu e Yui, anche se questo universo sembra essere alternativo alle storie delle due vampire.

Con tanti prodotti e storie dedicate a Miyu, si è creato un vero e proprio universo intorno alla vampira, con tanti personaggi differenti che spesso sono creatura non-umane sempre a confine tra la luce e le tenebre. Il mondo oscuro di Miyu ha le sue regole e vive a stretto contato con il mondo degli uomini. Nei fumetti Miyu è un personaggio meno evanescente e molto più umano, questo al contrario della serie di OAV dove spesso il ruolo di “protagonista” è affidato ai personaggi umani della storia, mentre Miyu, Larvae e Himeko svolgono solo il ruolo di Deus ex machina.

Nelle saghe di Miyu sicuramente un ruolo molto importante lo svolge Larvae, il suo misterioso servitore, come già accennato pocanzi, si tratta di uno Shinma occidentale, forse d’origine europea. Anche se le sue origini vengono spesso narrate in modo diverso, la storia del suo legame con Miyu è sempre la stessa. Larvae fu vittima di Miyu, al loro primo scontro la vampira riuscì a renderlo schiavo mordendolo. Nella serie di OAV Larvae fu costretto a una maschera inespressiva e un ampio mantello nero, ed è privato della parola. Sembra però che nel progetto iniziale Larvae non avrebbe dovuto avere un vero corpo, ma doveva avere un aspetto più horror e terrificante, sotto il mantello si doveva nascondere un cuore pulsante e con tanto di vasi sanguigni. Ma il pubblico femmine credeva che sotto la maschera ci fosse un giovane e bel ragazzo ed ecco che al terzo OAV si scopre che Larvae è in realtà un ragazzo di circa 20 anni dai capelli blu.

Nelle due serie manga, la storia si svolge sempre nel mondo di tenebra di Miyu, dove oltre che affrontare gli Shinma giapponesi, deve vedersela con gli Shinma Occidentali ex amici di Larvae. Appunto in tutte due i manga la storia ruota sempre nel far tornare Larvae libero, anche se non si riesce mai bene a capire se il vampiro resti con Miyu perché ne è schiavo o perché ne è innamorato. Ma la strana relazione tra Miyu e Larvae è uno dei punti di forza delle storie della vampira.

La serie TV in 26 episodi del 1997, riprende alcune tematiche delle storie della principessa vampira. A differenza degli OAV qui Miyu appare molto umana, frequenta la scuola, ha un gruppo di amiche, anche se ha avventure spesso da sola e fuori dal tempo. Qui la lotta contro gli Shinma è molto più presente e questi sembrano sempre più minacciare gli esseri umani in diversi modi. Molti Shinma hanno la capacità di prendere sembianze umane e non sempre sembrano essere cattivi. Nella serie la caratterizzazione di Miyu appare più approfondita e con maggiori sfumature, lo stesso accade a Larvae che può “finalmente” parlare. Anche se la serie in molti episodi sembra avere la stessa struttura degli OAV cioè con i personaggi umani vittime di Shinma o della stessa Miyu, ci sono molti personaggi ricorrenti come le amiche di scuola: Chisato Inoue, Yukari Kashima, Hisae Aoki, e la rivale/alleata di Miyu, Reiha. Reiha può quasi dirsi l’altra faccia di Miyu, spesso aiuta la protagonista nella caccia agli Shinma, ma sembra che voglia prendere il posto di Miyu nel ruolo di guardiana. Se Miyu usa le fiamme per distruggere gli avversari, Reiha ha il potere dei ghiacci, sembra riprendere il mito giapponese della regina delle nevi, e mentre la vampira ha accanto il fido Larvae, Reiha ha sempre in braccio un bambolotto parlante: Matsukaze, che sembra però essere uno sdoppiamento della personalità della sua padrona. Reiha poi, a differenza di Miyu, non ha legami con il mondo e non ha alcun interesse per gli esseri umani. Reiha richiama molto il personaggio di Ranka visto nel secondo OAV.

All’inizio della serie Miyu sembra che cerchi di tenere ben separati il suo mondo umano da quello delle tenebre. Quando è con le amiche umane ha sempre una parvenza da essere normale ragazza, anche se indossa sempre l’uniforme scolastica, al contrario delle amiche che compaiono spesso con vestiti normali. Forse all’origine di questa scelta sta il fatto che sembrerebbe strano che una creatura delle tenebre abbia un guardaroba.

Quando combatte gli Shinma, Miyu indossa un kimono da notte senza scarpe, con un nastro rosso legato a un piede, ma anche i suoi occhi cambiano diventando dorati, cioè lo stesso aspetto che si vede nella serie di OAV.

Di episodio in episodio il mondo degli shinma entra sempre di più in contato con quello umano, arrivando a minacciare anche le amiche di Miyu, ma prima della conclusione della serie c’è lo scontro finale tra Miyu e Reiha (23 ep), e si scopre quanto le storie delle due siano legate, e perché Reiha odia tanto Miyu.

Nell’episodio 22° scopriamo il passato di Miyu, questo è molto diverso da quello del 4° OAV, la storia si svolge nel periodo Meiji cioè dopo il 1854, quando il Giappone iniziò la sua apertura verso l’occidente, mentre negli OAV le origini di Miyu sembravano molto più recenti.

Il finale della serie ha dei forti colpi di scena che coinvolgerà soprattutto Chisato, la migliore amica di Miyu.

La sere TV è stata realizzata grazie al supporto di alcune scuole d’animazione, e forse per questa ragione non sempre tutti gli episodi sono d’alto livello, anche se alcuni sono davvero realizzati con molta cura e con una qualità superiore rispetto alle normali produzione TV. Il Character Design sembra essere particolarmente influenzato dai lavori di Akemi Takada, in particolar modo Orange Road. La colona sonora sottolinea bene i vari momenti degli episodi, in modo particolare i combattimenti, da ricordare soprattutto la musica del flauto con cui Miyu annuncia spesso la sua presenza agli Shinma prima della battaglia.

Sia i quattro OAV che la serie TV sono distribuiti da noi dalla Yamato Video, che ha usato lo stesso cast di doppiatori per entrambi i prodotti a differenza del Giappone. I manga sono stati distribuiti per prima dalla Play Press, poi dalla Goen/RW a mesi alterni entrambe le serie di Miyu che lo spin-off dedicato a Yui, mentre Vampire Princess è della Planet Manga.

A Cura di Alan Gray

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