¤ Recensione Vampire Hunter D

Vampire Hunter D nasce come serie di romanzi nel 1983 dallo scrittore Hideyuki Kikuchi e sono illustrati da Yoshitaka Amano. Sono passati 12 millenni dalla guerra atomica venuta nel 1999, i vampiri e altri mostri sono usciti allo scoperto e la razza umana vive in sperduti villaggi. In questa sorta di nuovo medioevo, viaggia il solitario cacciatore di vampiri D.


La serie di romanzi è composta da ventisei volumi e fonde le mitologie dell’occidente, horror e la fantascienza giapponese con un richiamo ai classici del genere western. Il protagonista è il misterioso e potente D, un Dampyr, cioè una creatura ibrida nata dall’unione di un vampiro e una donna mortale e possiede molti dei poteri dei non-morti e questo lo rende un perfetto cacciatore di vampiri. D sembra essere imparentato con Dracula, dopo tutto Dracula nel romanzo di Bram Stoker si firma proprio D nella lettera che manda a Jonathan Harker per dargli il benvenuto nei Carpazi.

Nel primo romanzo, D deve affrontare il conte Lee, un antico nobile (così vengono chiamati i vampiri). Doris Lang, giovane cacciatrice di licantropi, è stata morsa dal conte, ora l’unica sua speranza prima di diventare una non-morta è che qualcuno uccida il conte. Per questo assolda D, che deve affrontare vari mostri che s’annidano nel palazzo dell’antico vampiro, come ad esempio Rei Ginsei un mutante e Lamika la figlia del conte Lee, ma anche altri mostri come donne serpenti ed enormi Golem.

Al villaggio di Doris l’arrivo D non piace, nonostante sia un cacciatore di vampiri viene visto con diffidenza, soprattutto dal Sindaco e da suo figlio, l’unico ad aiutare Doris è suo fratello Dan, D e il Dottore Feringo.

Uno degli aspetti più interessanti del nostro protagonista è d’avere nel palmo della mano destra un volto mostruoso che rende il personaggio più vicino alle creature delle tenebre che agli esseri umani che difende, una scelta singolare e che offre molte possibilità soprattutto quando D e il mostro della mano interagiscono fra loro, la mano si dimostra cinica e sarcastica nei confronti del suo padrone che per lo più resta in silenzio.

Alla fine D riuscirà a uccidere il conte e liberare Doris dalla maledizione, per poi continuare il suo solitario viaggio.

Questa prima storia di Vampire Hunter D verrà adatta sia come OAV nel 1985 che come primo volume di una serie manga nel 2007 con sceneggiatura di Hideyuki Kikuchi e disegni di Saiko Takaki. Nonostante il romanzo, l’OAV ed il manga raccontino la stessa storia, abbiano tre approcci artistici completamente diversi. Il romanzo è stato illustrato da Yoshitaka Amano le cui illustrazioni ricordano molto l’arte russa o quella dei paesi dell’est europeo. Nell’OAV del 1985, il cui characater designer è sempre curato da Amano, il disegno è tipico dell’animazione degli anni 80 con una forte influenza da parte di Haruhiko Mikimoto Characater Designer di Macross e di alcuni prodotti dell’universo di Gundam. Il manga disegnato da Saiko Takaki ha un disegno che prende molto le distanze dai due prodotti precedenti, ma anche dal cosiddetto stile manga. Il disegno ha un tratto molto sporco e spigoloso paragonato alla media dei fumetti giapponesi, in più il manga ci mostra delle sequenze assenti nell’OAV in cui vediamo i personaggi minori interagire fra di loro.

Nei i tre prodotti il personaggio che cambia di più è Doris, nel romanzo e nell’OAV viene disegnata come una ragazza adolescente bionda con le trecce, iconografia che si trovava spesso Fritz Lang nell’animazione giapponese di quegli anni, nel manga diviene una donna più matura e sicura di se, lo stesso vale anche per Lamika la vampira figlia del conte.

Altri personaggi sono più o meno simili, soprattutto D che resta sempre lo stesso, un uomo alto dalla pelle bianca che brandisce una bellissima spada.

La storia in vari punti somiglia al film Vampyr – Il vampiro (Vampyr – Der Traum des Allan Grey) del 1932 diretto da Carl Theodor Dreyer.

L’ambientazione sembra rifarsi ai villaggi slavi visti nei film horror degli anni 30 della Universal tra tutti Dracula e Frankenstein, mentre il castello del conte Lee riprende le scenografe tipiche del cinema espressionista tedesco, ma anche la famosa serie TV di Bem il mostro umano.

Alcuni nomi sono delle citazioni al mondo del cinema: Doris Lang, come Fritz Lang registra tedesco famoso per Metropolis e il conte Lee che richiama Christopher Lee che ha interpretato più volte il ruolo di Dracula in molti film.

Nonostante il tema dell’OAV sia affascinante e ha un buon disegno, l’opera viene dimenticata in fretta, a far tornare popolare il personaggio di D è un nuovo Oav Vampire Hunter D: Bloodlust del 2001 sempre con Amano al characater designer che intanto è diventato molto famoso grazie al successo del videogioco di Final Fantasy.

Questo secondo capitolo di Vampire Hunter D in animazione è prodotto anche dalla Mad House, casa di produzione fra le più famose soprattutto per i suoi prodotti maturi e dal disegni d’altissimo livello; Amano è più libero di dare un sua interpretazione ai disegni con tutta la potenza della sua arte in modo barocco e ricercato soprattutto nei particolari.

In questa seconda storia vediamo D assoldato per liberare Charlotte figlia del ricco mercante John Elbourne rapita dal vampiro Meier Link. Charlotte dev’essere sacrificata per riportare in vita Carmilla. Insieme a D ad inseguire la carrozza di Meier Link c’è un gruppo molto organizzato di cacciatori di vampiri, loro e D si ritroverano mal volentieri a dover lavorare insieme.

Una parte importante viene data agli scontri tra i cacciatori di vampiri e ai mostri servi del non-morto.

L’inseguimento della carrozza corazzata trainata da cavalli vampiri, può ricordare un po’ il film Ombre Rosse, dove però a differenza del famoso classico western qui l’attenzione si concentra molto sugli inseguitori. Sul finale ci sono molti colpi di scena con qualche idea che lascia un po’ perplessi, un castello gotico che diviene un razzo per lo spazio è fin troppo strano per un titolo che punta molto sulle tematiche horror. Nell’epilogo vediamo D partecipare da lontano a un funerale che pone allo spettatore il dilemma se il Dampyr non sia immortale come i non-morti a cui dà la caccia.

Fra le tante curiosità leggete al personaggio di D, c’era un progetto mai realizzato per il mercato statunitense dove il Dampyr avrebbe raggiunto gli Stati uniti per dare la caccia ai vampiri.

In Italia i due Oav sono entrambi venduti dalla Yamato Video, il primo è uno dei primi titoli usciti in VHS della casa milanese. Il manga è stato pubblicato per noi dalla Jpop. Purtroppo i romanzi restano inediti, anche se è possibile comprarli in inglese dagli stati uniti.

A cura di Filippo Caracciolo

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