Trolls

¤ Recensione Trolls

Trolls è un film del 2016 diretto da Mike Mitchell e Walt Dohrn, basato sulle Troll dolls ideate da Thomas Dam. Il cast vocale originale della pellicola è così composto: Anna Kendrick, Justin Timberlake, Zooey Deschanel, Russell Brand, James Corden, Gwen Stefani, Icona Pop, Christopher Mintz-Plasse, John Cleese, Jeffrey Tambor, Christine Baranski, Ron Funches, Kunal Nayyar, GloZell Green, Meg DeAngelis, Ricky Dillon, Kandee Johnson, Walt Dohrn.


Mentre il cast vocale italiano è composto da: Elisa, Alessio Bernabei, Francesca Manicone, Carlotta Centanni, Emiliano Coltorti, Luigi Morville, Giuppy Izzo, Rossa Caputo, Gemma Donati, Gabriele Patriarca, Giorgio Lopez, Pino Insegno, Emanuela Rossi, Nanni Baldini, Stefano Thermes, Mirta Pepe, Micaela Incitti, Giulia Catania, Irene Trotta, Francesco De Francesco.

I Troll sono piccole creature che vivono in uno stato quasi perpetuo di felicità, cantando, ballando ed abbracciandosi tutto il giorno. Tuttavia vengono scoperti dai Bergen, enormi creature che pensano di non poter provare allegria, e che si convincono di poterla ottenere mangiando un Troll; Re Peppy, sovrano dei Trolls, riesce però a scappare col suo popolo attraverso dei tunnel sotterranei il giorno in cui il principe dei Bergen, Gristle, avrebbe dovuto cibarsi del suo primo Troll. Il Re Gristle Senior, furioso, bandisce Chef, che era responsabile della preparazione dei Troll. Vent’anni dopo Poppy, l’euforica e raggiante figlia ventitreenne di Re Peppy, organizza una grande festa per celebrare l’anniversario della fuga dei Troll, nonostante i timori e gli avvertimenti del cupo e paranoico ventiseinne Branch, secondo cui il rumore dei festeggiamenti attirerà i Bergen. Effettivamente Chef nota i fuochi d’artificio e cattura un certo numero di Troll. Poppy è tra i Troll che sono riusciti a nascondersi, ma scopre che nessuno tra quelli rimasti ha il coraggio di avventurarsi nella città dei Bergen per salvare i loro amici. Riesce comunque a convincere il riluttante Branch, e insieme si dirigono verso la città dei Bergen. Grazie all’aiuto di una nuvola antropomorfa, Poppy e Branch riuscirono ad entrare nella città dei Bergen. Lì conoscono una sguattera, Brigida, che accetta di aiutarli in cambio di un appuntamento con il principe, di cui è innamorata. Tutti i Trolls vengono liberati. Tutti tranne uno: Creek, che tutti pensano sia stato mangiato dal principe. Inaspettatamente, scoprono che è vivo, e decidono di salvarlo; purtroppo, però, così facendo cadono in una trappola architettata da Chef e il loro amico, che si era venduto ai Bergen. Diventano tutti tristi ma Branch canta per far ritornare i colori, in cui dopo Poppy scoprirà che Branch la ama, e lei lo ricambia. Brigida però ha intenzione di farli scappare così decide di sacrificarsi per i Trolls. Ma Poppy non vuole che Brigida sia uccisa. Così fa vedere al re che lei è Lady Glitter Brillantina, nome con cui si era presentata al re durante l’appuntamento, che doveva pranzare con lui. Chef la vuole uccidere ma i Troll spiegano che per essere felici non bisogna che loro vengano sacrificati, bensì una cosa che i Bergen non fanno, star insieme. Chef vuole uccidere i Troll stavolta ma viene fatta operazioni orribili che Chef e Creek (che era con lei) caddero dalla città dei Bergen. Così il Trollstizio viene annullato, i malvagi pappati e tutti salvi.

     

La DreamWorks ha trasformato i pupazzetti dai capelli a ciuffo tanto amati dai più piccoli in eroi di cartone creando per loro una fiaba fracassona che tracima colori psichedelici e canzoni pop. Ma il vero motore del film è la strana coppia Poppy-Branch, in inglese doppiati da Anna Kendrick e Justin Timberlake, in italiano da Elisa e Alessio Bernabei. Timberlake, che è anche produttore esecutivo del film, ha costruito la colonna sonora con brani inediti suoi, di Gwen Stefani e Ariana Grande, ma il vero “gancio” sono le hit del passato (molto ben tradotte in italiano da Fiamma Izzo, responsabile del doppiaggio) incorporate all’interno della trama come se fossero elementi narrativi di un musical. I dialoghi sono veloci, vivaci e a tratti garbatamente irriverenti, pensati per intrattenere anche i genitori degli under-10 che sono l’audience naturale del film.

C’è tutta l’energia DreamWorks dietro a questo progetto disegnato a tavolino per scatenare l’allegria nei più piccoli, che usciranno di sala canticchiando e sognando di possedere la capigliatura indomita dei Troll. La trascinante Poppy, sorella ideale della Joy di Inside Out, è l’ennesimo esempio di come il cinema di animazione stia raffigurando sempre più spesso una leadership femminile, così come il timoroso Branch rappresenta invece il maschile contemporaneo, paralizzato dalla preoccupazione per un futuro che vede denso di incognite e di pericoli. Loro alleata occasionale è una nuvola consigliera burlona e faceta, classico esempio di “comic relief” per alleviare l’occasionale tensione della storia.

Alla confezione pirotecnica che si avvale di split screen e montaggi veloci si alterna (saggiamente) un richiamo vintage all’artigianalità nella cucitura di album di ritagli di panno pop up che riassumono periodicamente la narrazione riportandola al passato: perché DreamWorks sa che nessuno deve essere lasciato indietro, compresi i genitori dei bambini che hanno ancora nel Dna un modo più tradizionale di raccontare le favole.


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