¤ Recensione Tetsujin-28 go Pilot

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Giapponese realizzata nel 1960 ed il cui titolo è Tetsujin-28 go Pilot.


Come dicevamo pocanzi, Tetsujin-28 go Pilot è un film del 1960 ed era un film pilota di un’eventuale serie tv live action tratta dal manga Tetsujin 28-go di Yokoyama Mitsuteru, ma la serie alla fine non venne mai girata, in favore di una serie animata nel 1963 che riscosse un notevole successo in tutto il mondo.

Nel pilot, come nel manga, durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, l’esercito giapponese sta lavorando segretamente allo sviluppo d’una super arma che dovrebbe essere destinata, nelle intenzioni dei loro creatori, a contribuire a salvare dalla sconfitta l’impero.

I dottori Shikishima e Kaneda, collaboratori del centro di ricerche militari giapponesi, sono impegnati da tempo nella realizzazione di imponenti robot particolarmente sofisticati. Nessuno di essi, però, è risultato all’altezza delle aspettative.

Finché finalmente, dopo 27 tentativi falliti riescono a realizzare un esemplare perfetto di robot telecomandato, che sarà ufficialmente chiamato Tetsujin28Go: la guerra tuttavia si è già conclusa (nel frattempo il laboratorio era stato bombardato ed il robot reso inutilizzabile per scopi bellici) e il dottor Kaneda muore di scompenso cardiaco poco dopo averlo completato.

Così, invece di diventare un’arma fondamentale nelle mani dei militari, la complessa macchina messa a punto dai due scienziati viene affidata al figlio dodicenne (decenne nel manga) di Kaneda, Shotaro, che viene incaricato di pilotarlo tramite un apposito telecomando.

   

Il ragazzino si dimostra subito particolarmente abile nel manovrare il colosso di ferro e Tetsujin è messo al servizio della giustizia, in special modo contro il crimine organizzato: i due saranno impegnati nella lotta contro il perfido professor Franken, ma poi anche contro esseri extraterrestri.

La serie giunta in Italia non è la prima, bensì la seconda realizzata in Giappone e risale al 1980. La precedente, addirittura edita in bianco e nero, è della prima metà degli anni Sessanta. Concepito ancora come un robot comandato dall’esterno, è il precursore dei giganti meccanici della stirpe di Mazinga, apparso qualche anno dopo e, diversamente dal robot di Shotaro, pilotato da un uomo seduto in una cabina di pilotaggio all’interno del robot stesso.

Come accennavamo in apertura, Tetsujin 28-go è un manga scritto e disegnato nel 1956 da Mitsuteru Yokoyama, creatore tra gli altri di Giant Robot.

Si tratta del primo robot gigante apparso nei manga giapponesi e nella storia del fumetto in genere, dando così il via ad un genere fumettistico tra i più fiorenti.

Il progetto Tetsujin era un’arma fabbricata dal professor Haneda per vincere la Seconda guerra mondiale, ma mai utilizzata. Dopo la morte dello scienziato, mentre la sicurezza pubblica è minacciata da una serie di crimini perpetuati da alcuni robot giganti; i figli del professore, divenuti poliziotti, scoprono che i resti del progetto del padre è caduto nelle mani di criminali che utilizzano i robot per i propri scopi. Rientrati quindi in possesso del modello 28, il più forte dei robot progettati dal professor Haneda, decidono di combattere con esso la nuova criminalità`.

Nel 1960 uscì un film pilota di un’eventuale serie TV Live Action, che però non venne mai realizzata. Seguì nel 1963 una fortunata serie di anime, grazie alla quale Tetsujin 28 venne conosciuto in tutto il mondo: negli USA con il nome di Gigantor, in Italia come Superrobot 28. Altre serie seguirono nei decenni successivi.

Nonostante il grande riscontro del pubblico, registrato in tutto il mondo sul manga e la relativa serie tv anime e vista l’età del pilot ed il suo paese d’origine, non esiste un’edizione home video di questa storica opera e, purtroppo non è reperibile da nessuna parte. Chi fosse interessato a vederlo potrà tentare, perché di tentativo si parla vista la scarsità di informazioni che si hanno persino in Giappone, di vedere se qualche catena dell’audiovisivo estero ne possiede una rara copia, altrimenti ci si dovrà accontentare del manga e della relativa serie tv da qui è stata tratta quest’opera.

Va anche detto, che questo pilot non è l’unico live tratto dal manga, infatti, nel 2007 è stato realizzato un lungometraggio cinematografico dal titolo Tetsujin 28-go: hakuchū no zangetsu, che riprende le tematiche del manga senza proseguire e/o collegarsi in alcun modo con le serie animate prodotte.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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