Starship Troopers: Attacco su Marte

¤ Recensione Starship Troopers: Attacco su Marte

Starship Troopers: Attacco su Marte (Starship Troopers: Traitor of Mars) è un film animato di coproduzione giapponese-statunitense del 2017, diretto da Shinji Aramaki e Masaru Matsumoto.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Casper Van Dien, Dina Meyer, Justin Doran, Luci Christian, Emily Neves, Scott Gibbs, DeRay Davis, Juliet Simmons, Chris Gibson, Greg Ayres, Leraldo Anzaldua, Andrew Love, John Swasey, Kyle C. Jones, Rob Mungle, Ashley Forshaw, Maggie Flecknoe.

Il film è un sequel del film Starship Troopers – L’invasione e il quinto film dei film ispirati a Fanteria dello spazio. Questo film segna anche il ritorno di due attori originali del primo film Starship Troopers – Fanteria dello spazio: Casper Van Dien torna nel ruolo di Johnny Rico dal primo e terzo film e Dina Meyer riprende il ruolo di Dizzy Flores dal primo film.

Dopo gli eventi di Invasion, Johnny Rico è stato degradato a colonnello e trasferito in un satellite marziano per addestrare un nuovo gruppo di soldati. Tuttavia, questi trooper sono i peggiori che Rico abbia mai addestrato, non mostrando alcuno spirito bellico dato che Marte non è ancora stato coinvolto nella guerra contro gli insetti e anzi spinge per la pacificazione. A causa del loro atteggiamento rilassato, gli abitanti di Marte vengono quindi colti di sorpresa dall’attacco degli insetti. Intanto, in gran segreto, Sky Marshall Amy Snapp manda avanti i suoi piani per prendere il potere.

     

Starship Troopers è diventato un amato cult nel corso degli anni, nonostante sia stato un flop enorme al box-office quando è uscito nel 1997. Il film incassò 121 milioni di dollari da un budget enorme di ben 105 milioni. Dopo la concente delusione al box-office il franchise ha traslocato nell’home-video con il sequel indipendente Starship Troopers 2 – Eroi della federazione del 2004, seguito da Starship Troopers 3 – L’arma segreta del 2008 prodotto dallo stesso Verhoeven e sequel diretto dell’originale con il ritorno del personaggio del colonnello Rico e di un cast ex-novo.

Parallelamente alla trilogia appena citata è stata sviluppata una serie dal titolo Roughnecks: Starship Troopers Chronicles, una serie televisiva animata realizzaata in computer graphic, basata sia sul romanzo Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein (che ha ispirato la pellicola originaria del franchise) che sul film Starship Troopers del 1997 diretto da Paul Verhoeven, che ha lavorato in questa serie in veste di produttore esecutivo. La serie segue le vicende dello squadrone di fanteria mobile “Razak’s Roughnecks”, durante la guerra fra la razza umana ed una forma di vita extraterestre ostile. Questa non è il primo progetto animato dedicato a Starship Troopers, infatti, nell’ormai lontano 1988 e quasi dieci anni prima del primo film cinematografico della saga, venne realizzato Starship Troopers – Uchū no Senshi, una serie di OAV in sei parti diretta da Tetsurō Amino.

Nel 2012 è stato realizzato un altro sequel, il film d”animazione in CG Starship Troopers: l’Invasione, un direct-to-video che si ricollegava direttamente al primo film ignorando i capitoli successivi. Una coproduzione tra Giappone e Stati Uniti che ha visto alla regia Shinji Aramaki.

Pochi sanno che, ancora prima di tutti questi progetti, nell’ormai lontanissimo 1979, venne realizzata un’altra serie animata divenuta Cult e che è fortemente ispirata dal romanzo di Starshio Troopers e che, a sua volta, ha generato un suo universo. Stiamo parlando di Mobile Suit Gundam realizzata da Yoshiyuki Tomino e dallo staff creativo della Sunrise sotto lo pseudonimo collettivo di Hajime Yatate. Diretta dallo stesso Tomino e composta di 43 episodi, fu trasmessa per la prima volta in Giappone dal 7 aprile 1979 al 26 gennaio 1980. Capostipite del media franchise Gundam, la serie appartiene alla linea temporale dell’Universal Century (UC). L’innovativo character design è opera di Yoshikazu Yasuhiko, il mecha design originale è di Kunio Okawara, mentre autore delle musiche è Takeo Watanabe.

Tornando a Starship Troopers: Attacco su Marte, fare una recensione senza tenere conto di tutto quello che, negli anni, è stato prodotto e distribuito, è difficilissimo quindi piuttosto che lodare o smontare questo titolo, vi consigliamo di leggere il romanzo originale che ha lasciato un segno così importante sia nel mondo del cinema che in quello dell’animazione e lasciamo che siate voi a giudicarlo.

Scheda Film

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