¤ Recensione Spider-Man – Un nuovo universo

Spider-Man – Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse) è un film d’animazione statunitense del 2018 diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman.


Il cast vocale della pellicola è composto da: Shameik Moore, Hailee Steinfeld, Mahershala Ali, Tobey Maguire, Liev Schreiber, Brian Tyree Henry, Luna Lauren Velez, Lily Tomlin, Nicolas Cage, John Mulaney, Oscar Isaac, Jorma Taccone, Chris Pine, Zoë Kravitz, Kathryn Hahn, Kimiko Glenn, Stan Lee, Greta Lee.

Il cast vocale italiano è composto da: Tommaso Di Giacomo, Roisin Nicosia, Luca Ward, Stefano Crescentini, Paolo Marchese, Monica Migliori, Simone Mori, Ilaria Latini, Serena Verdirosi, Pasquale Anselmo, Daniele De Lisi, Emanuele Ruzza, Angela Brusa, Alessandro Rossi, Jacopo Venturiero, Valentina Favazza, Olivia Costantini, Giovanni Petrucci, Sara Ferranti, Stefano Brusa.

Miles Morales è un adolescente di Brooklyn che ammira Spider-Man e ha problemi ad adattarsi nel suo nuovo college e ad essere all’altezza delle aspettative dei suoi genitori, in special modo suo padre Jefferson Davis, un poliziotto che non vede di buon occhio Spider-Man e il suo agire fuori dalla legge. Dopo essere rimasto attratto dalla sua compagna di classe Gwanda, Miles chiede consiglio a suo zio Aaron Davis, a cui è molto legato, nonostante il legame difficile tra lui e suo padre. Aaron incoraggia Miles a perseguire la sua passione per i graffiti e lo porta in una zona abbandonata della metropolitana dove può disegnare per sfogare le sue frustrazioni. Mentre è lì, Miles viene morso da un ragno radioattivo e la mattina successiva si accorge di aver sviluppato abilità simili a quelle di Spider-Man, inclusa una maggiore agilità, un’altezza più elevata e la capacità di aderire ai muri.

     

Incapace di contattare zio Aaron, Miles torna al loro nascondiglio nella metropolitana e scopre un laboratorio segreto in cui Kingpin ha costruito un acceleratore di particelle per accedere a universi paralleli e riconnettersi con versioni alternative di sua moglie Venssa e suo figlio, morti in un incidente d’auto, sebbene conscio che ciò causerà la distruzione della città e la morte di tutti i suoi abitanti. Spider-Man arriva per disabilitare l’acceleratore e combatte Green Goblin. Nella mischia, Spider-Man incontra Miles e percepisce i suoi sensi di ragno. Goblin tenta di uccidere Spider-Man infilandolo nel flusso di energia dell’acceleratore, che invece lo sovraccarica. L’esplosione risultante uccide Goblin e ferisce mortalmente Spider-Man, che dà a Miles una chiavetta USB per disabilitare l’acceleratore e lo informa che la macchina potrebbe distruggere la città se riaccesa. Poco dopo, Kingpin smaschera Spider-Man, rivelando la sua identità di Peter Parker e lo uccide mentre Miles viene inseguito e sfugge da Prowler.

Su tutti i notiziari viene annunciata la morte di Spider-Man e Miles, ispirato dal suo sacrificio e dopo aver sentito un discorso di Mary Jane Watson, rimasta vedova di Peter, cerca di padroneggiare le sue nuove abilità, ma non riesce a controllare i suoi poteri e per sbaglio rompe la chiavetta. Miles viene poi avvicinato da Peter B. Parker, uno Spider-Man proveniente da un’altra dimensione, che ha divorziato da Mary Jane e ha recentemente perso la zia May, cosa che lo ha fatto precipitare nello sconforto. Peter è stato portato nella dimensione di Miles dall’acceleratore e vuole tornare a casa, quindi accetta di addestrare Miles in cambio del suo aiuto per rubare i dati perduti della chiavetta dai laboratori di Kingpin. Mentre irrompono nell’edificio, Miles dimostra di essere capace di rendersi invisibile e di possedere un veleno che fulmina e stordisce i nemici al tocco. Peter e Miles vanno incontro alla scienziata Olivia Octavius, che spiega a Peter che si deteriorerà e morirà se resta troppo a lungo fuori dalla sua dimensione, per poi rivelare la sua vera identità criminale di Dottor Octopus.

Miles e Peter vengono salvati dall’intervento di Gwanda, che si rivela essere Gwen Stacy, strappata via dalla sua dimensione come Peter; nel suo mondo Gwen è stata morsa anche lei da un ragno ed è diventata Spiderm-Woman mentre il Peter dalla sua dimensione è morto. Gwen conduce Peter e Miles da May Parker, che sta usando il covo segreto appartenuto al suo Peter per accogliere gli altri Spider-Man che sono stati presi dalle altre dimensioni a seguito dell’incidente dell’acceleratore; questi sono Spider-Man Noir, Spider-Ham e Peni Parker con il robot SP//DR. Tutti quanti presentano lo stesso deterioramento che affligge Peter, quindi Miles propone di disabilitare l’acceleratore per riportare ciascuno nella propria dimensione essendo l’unico a non essere afflitto da quel problema. Mentre Peni ripara la chiavetta, Peter e gli altri Spider-Man tentano invano di insegnare a Miles come controllare i suoi poteri. La pressione del gruppo fa gettare la spugna a Miles, che si rifugia nell’appartamento di Aaron, scoprendo che suo zio è Prowler.

Miles ritorna a casa di May e il gruppo viene rintracciato e attaccato da Kingpin, Prowler, Doc Ock, Scorpion e Tombstone, portando a un combattimento. Miles fugge dalla casa di May, ma viene inseguito e catturato da Aaron. Prima che lo zio lo uccida, Miles si smaschera e Aaron si ferma, realizzando che stava dando la caccia al suo nipote. Quando Aaron si rifiuta di uccidere Miles, Kingpin gli spara. Miles trasporta Aaron in salvo, ma quest’ultimo muore per la ferita. Jefferson si imbatte in Miles nel suo costume da Spider-Man sul corpo di Aaron, e, senza vedere la faccia di suo figlio, incolpa Spider-Man della morte del fratello e avverte il corpo della polizia. Peter e gli altri Spider-Man raggiungono Miles e, non volendo metterlo in pericolo per via della sua inesperienza, lo immobilizzano nel suo dormitorio per impedirgli di seguirli quando andranno a riparare l’acceleratore, e sarà Peter a inserire la chiavetta al posto di Miles, anche se per fare ciò dovrà restare in quella dimensione e morire. Poco dopo Jefferson giunge da Miles informandolo della morte di Aaron e, presumendo che il ragazzo non voglia parlargli dall’altra parte della porta, si scusa per i suoi errori e lo rassicura che sarà fiero di lui per qualsiasi strada scelga.

Risollevato, Miles torna da May e si crea il proprio costume modificando la vecchia tuta appartenuta a Peter. Dopo aver testato i suoi poteri e aver imparato ad usarli a comando, si unisce agli altri Spider-Man che hanno rintracciato Kingpin a una festa di beneficenza, proprio mentre quest’ultimo sta per riattivare il suo acceleratore. Miles aiuta gli altri a e a sconfiggere Octavius, Scorpion e Tombstone; poi attiva la chiavetta USB e riesce a mandare ciascuno Spider-Man nella propria dimensione prima che arrivi Kingpin. I due combattono nell’acceleratore, attirando l’attenzione di Jefferson, il quale si rende conto che Spider-Man non è un nemico e lo incoraggia, dando a Miles la motivazione per resistere agli attacchi di Kingpin e per sconfiggerlo con il suo veleno, causando la distruzione dell’acceleratore. Mentre le autorità arrestano Kingpin e i suoi sgherri, Jefferson ringrazia Spider-Man riconoscendolo come un eroe e Miles accetta le responsabilità della sua nuova vita. Nella sua dimensione, Peter riallaccia i rapporti con la sua Mary Jane, gli altri riprendono le loro vite mentre Gwen trova un modo per contattare Miles attraverso le dimensioni.

In una scena dopo i titoli di coda, Miguel O’Hara, lo Spider-Man del 2099, viene a sapere che la crisi interdimensionale si è risolta e costruisce il proprio ordigno per viaggiare nel multiverso e raggiungere il primo Spider-Man nella “Terra-67”. Tuttavia, quell’universo si rivela essere la dimensione nella quale si svolge la serie animata del 1967.

La visione di Spider-Man – Un nuovo universo è, senza mezzi termini, un’esperienza entusiasmante e qualcosa di mai visto prima al cinema. Il dinamismo e la stilizzazione dell’animazione 2D ha finalmente incontrato i volumi, la profondità e la libertà dei movimenti di macchina di quella in 3D, in una sintesi sbalorditiva.

Non si crede quasi ai propri occhi di fronte a un film così radicalmente diverso da quello che abbiamo finora visto in animazione, sia dagli studi americani che nel 3D tendono a somigliarsi fin troppo, sia da quelli giapponesi, che hanno già tentato la strada una strada simile ma con risultati molto più freddi. Il colpo di genio di Spider-Man – Un nuovo universo è stato di caricare il tutto degli elementi grafici più tipici del fumetto, a partire dai pallini della colorazione a retini e dalle onomatopee. Soprattutto i retini si sposano benissimo alla storia di Miles Morales che qui è uno street artist, diversamente dalla versione originale di Brian Michael Bendis e dalla romana Sara Pichelli (di cui a un certo punto è inclusa nel film una finta cover realizzata appositamente per la pellicola). Questo tipo di colorazione “low-fi” si amalgama allo spruzzo dello spray e ad altre tecniche di street art, inoltre cancella ogni tentazione fotorealistica e permette di godere appieno di un’animazione scatenata.

Geniale poi l’uso delle onomatopee per come entrano a tempo nell’immagine, spesso dialogando con le parole e con la musica. A tal proposito la colonna sonora hip hop è straordinaria e ricca di scratch come non se ne sentivano da molto tempo, ancora una volta coerentemente a un gusto graffitaro dove l’energia del gesto e del segno viene prima di tutto. Non contenti di aver realizzato già così una tavolozza perfetta per una comicbook animato, gli autori moltiplicano le situazioni, gli stili e le varianti.

Ci sono momenti urbani, ma pure scenari hi-tech e una fuga nella foresta, fino alla parte più visionaria quando le dimensioni collidono, dove il crepitare dell’energia emerge in grosse bolle che non possono non ricordare agli appassionati i punti neri di Jack Kirby, i cosiddetti “Kirby Dots”. Allo stesso tempo il massiccio Kingpin richiama alla mente la versione data del personaggio da Bill Sienkiewicz, in Daredevil: Amore e guerra, ed è un dettaglio perfetto quando i suoi flashback si rivelano essere nello stesso stile pittorico di questo disegnatore. Non si tratta di fanservice ma di attingere e omaggiare alla ricchissima storia grafica di questi personaggi ed è una cosa possibile solo in un film animato come questo. Non che manchino citazioni dal cinema in live action, per esempio già nella prima sequenza si gioca a ribaltare il celebre bacio con Mary Jane, dove questa volta è lei a testa in giù, e si dileggia la danza per strada di Tobey Maguire nel terzo Spider-Man di Sam Raimi, anche se qui il ballo è in costume e con la maschera.

Arricchisce ulteriormente il tutto la moltiplicazione degli Spider-Men che popolano il film. Senza rovinare le sorprese ci limitiamo a dire che uno di loro guarda al cinema in bianco e nero (e infatti ci sono battute che sottolineano come non veda i colori), uno ai cartoon slapstick tipo Looney Tunes (tanto da citarne la più celebre battuta) e un altro ancora agli anime giapponesi, con occhioni e iperbolici gesti nelle scene d’azione. E ancora non basta: nella sequenza dopo tutti i titoli di coda ci sono ulteriori sorprese e stili. Davvero quasi troppa grazia per un film solo, che riempie i suoi 117 minuti con un tale fuoco di raffica di idee come non se ne vedevano da The LEGO Movie, non a caso firmato dagli stessi autori.

Sebbene infatti siano accreditati tre registi, il film è dall’inizio un progetto di Phil Lord e Christopher Miller che si dimostrano ancora una volta dotati di fantasia fuori scala e geniali nei tempi comici – aiutati in lingua inglese anche da uno straordinario cast vocale oltre che dai numerosi animatori della Sony Pictures Animation. Il loro Spider-Man – Un nuovo universo non solo stupisce e appassiona da ogni punto di vista, ma dimostra che esistono nuove e più eccitanti possibilità per l’animazione in computer graphic.

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