Smallfoot - Il mio amico delle nevi

¤ Recensione Smallfoot – Il mio amico delle nevi

Smallfoot – Il mio amico delle nevi (Smallfoot) è un film d’animazione del 2018 diretto da Karey Kirkpatrick e Jason Reisig e prodotto dalla Warner Animation Group. È basato sul libro Yeti Tracks di Sergio Pablos.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Channing Tatum, James Corden, Zendaya, Common, LeBron James, Danny DeVito, Gina Rodriguez, Yara Shahidi, Ely Henry, Jimmy Tatro, Patricia Heaton, Justin Roiland, Jack Quaid, Sarah Baker.

Il cast vocale italiano della pellicola è composto da: Lorenzo Licitra, Massimiliano Alto, Lodovica Comello, Sofia Scalia, Luigi Calagna, Dodo Versino, Carlo Valli, Andrea Mete, Gemma Donati, Gabriele Patriarca, Laura Boccanera, Edoardo Nevola, Luigi Ferraro.

Gli yeti vivono sulla cima di una montagna dell’Himalaya, in Nepal, al di sopra delle nuvole. Migo è uno yeti che si attiene alla legge delle pietre antiche, detenute dal guardiano delle pietre, il capo. Come da tradizione di famiglia Dorgle, il padre di Migo, gli sta insegnando a suonare il gong lanciandosi con un casco. Migo è infatti destinato a far sorgere il sole grazie al gong, come il padre da molti anni e i suoi antenati prima di lui. Mentre impara a suonare il gong, Migo viene distratto dalla figlia del guardiano delle pietre, Meechee, di cui è innamorato, non colpisce il gong atterrando fuori dal villaggio.

     

Lì, Migo assiste ad un incidente aereo e trova uno smallfoot (“piede piccolo”), un umano che gli yeti ritenevano mitologico. Migo corre indietro per dire agli abitanti del villaggio cosa ha visto, ma non ha prove. Data la sua insistenza il guardiano delle pietre lo bandisce dal villaggio. Migo viene avvicinato da Gwangi, Kolka e Fleem che lo portano alla Smallfoot Evidentiary Society (S.E.S.), che è guidata da Meechee. Convince Migo a scendere sotto le nuvole a cercare gli smallfoot, nonostante le pietre dicano loro che al di sotto delle nuvole non ci sia niente. Dopo un attimo di esitazione, Migo accetta, si cala legato ad una corda ma la corda scivola e Migo precipita e,atterrando sulla neve, scopre la terra sotto le nuvole.

Percy Patterson è un regista di documentari naturalistici che ha perso la sua integrità. Incontra il pilota che ha visto lo yeti e cerca di convincere la sua assistente, Brenda, a vestirsi da yeti in modo da poter girare un video che li porti a fare più ascolti. Lei, delusa dalla sua proposta se ne va. Migo arriva al pub locale e inconsapevolmente spaventa Percy quando cerca di comunicare con lui. Migo prende lo smallfoot con sé e si rifugia in una grotta. Qui Percy e lo yeti iniziano a comunicare attraverso i gesti, e Migo lo convince a salire con lui al villaggio degli yeti per dimostrare la sua esistenza. Il villaggio rimane confuso dall’aspetto di Percy, ma lo accetta felicemente e apprende la sua cultura.

In seguito, guardiano delle pietre porta Migo all’interno del palazzo e gli rivela la verità sugli yeti e gli umani: molti anni prima gli umani e gli yeti abitavano al di sotto delle nuvole, insieme, ma un giorno gli smallfoot attaccarono gli yeti, che si ritirarono in cima al monte per non poter essere raggiunti, affidando questa verità ai guardiani delle pietre. Migo, saputo cosa successe in passato, accetta di mantenere la menzogna, dicendo a tutti di essersi sbagliato e che Percy in realtà non è uno smallfoot. Il guardiano delle pietre sequestra Percy la cui salute va peggiorando a causa dell’altitudine. Meechee lo va a prendere per riportarlo a casa, quando Migo lo scopre, la segue accompagnato da Gwangi e Kolka.

Dopo aver lasciato Percy, Meechee viene distratta dalle meraviglie della città e inizia a causare accidentalmente confusione. Meechee viene attaccata dalla polizia, ed interviene Migo. Gli yeti cercano di tornare sulla montagna, ma vengono inseguiti da un elicottero SWAT che viene poi abbattuto dal guardiano delle pietre. A parte Migo, gli yeti scappano mettendosi in salvo. Successivamente, Percy arriva sulla sua motoslitta e salva Migo mascherandosi da yeti e facendosi inseguire dalla polizia che lo arresta. Di ritorno al villaggio, all’interno del palazzo, Migo e il guardiano delle pietre spiegano la verità agli yeti. Migo dice agli altri che yeti e umani dovrebbero comunicare nonostante la paura che l’uno prova per l’altro. Tutto il villaggio si mette in cammino e raggiungono gli umani. Affrontati dalla polizia ottengono il supporto di Percy e Brenda, che si schierano dalla loro parte e vengono seguiti dal resto degli smallfoot, sancendo così la pace tra le due specie.

La gang di Kirkpatrick allestisce un’allegoria efficace e divertente sul tema della paura del diverso e sul difficile rapporto tra conoscenza e credenza, rivoluzione del pensiero e tendenza a conservare lo status quo, talvolta anche per ottimi motivi.

Tutto è curato nei particolari perché l’architettura del mondo immaginato risulti credibile e affascinante (un po’ come il villaggio dei vichinghi di Dragon Trainer, ma con altre, più morbide ed ingenue fattezze) e soprattutto sufficientemente lontana dal mondo tutto schermi e ansia di riconoscimento dello smallfoot, l’essere umano. Ma chiaramente si scoprirà che la differenza non è poi così abissale e che le fake news sono un problema in entrambi i contesti.

Anche se non possiede la vertiginosa intelligenza dei racconti di un dottor Seuss, nei momenti migliori il film di Kirkpatrick ricorda la splendida lezione di filosofia di Ortone e il mondo dei Chi e, in generale, sa girare il telescopio da un capo e dell’altro, alternando fantasia e realtà, per ricordare che spesso è soltanto una questione di prospettiva.

Sebbene il rovesciamento di prospettiva non sia una trovata nuova ma sia anzi un topos vero e proprio della narrazione contemporanea di animazione (da Monsters & Co. a Hotel Transylvania, per dirne due soltanto), questo non toglie nulla alla fondatezza dell’idea e alla riuscita dell’impresa, quando a sostenerla ci sono le qualità tecniche e quelle di scrittura.

I colori, le canzoni, le pellicce soffici e buffe degli yeti e la sproporzione dimensionale tra loro e gli umani collocano Smallfoot al posto giusto per rientrare tranquillamente nel gusto dei più piccoli. L’etichetta distributiva che lo indica “per tutta la famiglia” questa volta sta dalla parte della verità, ma nel dubbio è sempre meglio andare in sala a controllare.

Scheda Film

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