Sing

¤ Recensione Sing

Sing è un film d’animazione del 2016 diretto da Garth Jennings, prodotto da Illumination Entertainment. Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Tori Kelly, Scarlett Johansson, Seth MacFarlane, Taron Egerton, Nick Kroll, John C. Reilly, Jon Robert Hall, Jen Faith Brown.


Il cast vocale italiano è composto da: Francesco Prando, Federica De Bortoli, David Chevalier, Domitilla D’Amico, Massimiliano Alto, Alessandro Campaiola, Chiara Gioncardi, Carlo Scipioni, Riccardo Scarafoni, Anna Cesareni, Rita Savagnone, Fabrizio Vidale, Sara Ferranti, Pino Insegno, Paolo Macedonio, Andrea Mete, Stefanella Marrama, Marco Mete.

Per salvare il suo teatro dal fallimento, il koala Buster Moon indice una gara di talenti canori per racimolare quanto necessita per salvare il suo stabile. All’appello rispondono vari personaggi, con alle spalle la loro vita privata, che per un motivo o per l’altro desiderano dare il meglio di sé nella competizione canora: la maialina Rosita madre stressata di 25 maialini, Meena un’elefantessa adolescente che ama cantare ma è terrorizzata dal palco, Johnny un gorilla di montagna adolescente che vuole diventare un cantante ma il cui padre è a capo di una banda di rapinatori, Ash un istrice femmina che vuole formare una band con il suo fidanzato Lance e Mike un topo bianco dagli atteggiamenti di Frank Sinatra.

     

I genitori di tutto il mondo s’incollano davanti al televisore di casa a guardare i talent show di maggior successo? Nessun problema. Ora anche i bambini hanno il loro, molto più romantico, elegante, scatenato e -cosa di gran lunga più importante- interamente popolato di animali. Alla Illumination Entertainment (quella dei Minions, per capirci) sanno come fare di un film una festa, preparando il crescendo di ritmo e di emozione e riportando giustamente il discorso ab ovo, al concetto di spettacolo, con il suo tempio al centro e il suo gioco del travestimento.

Mescolando fantasia e citazionismo, Sing modella Buster Moon sul Bob Hoskins di Lady Henderson Presenta, mentre Nana Noodleman è Norma Desmond e la segretaria di Moon sembra una versione invecchiata della Borlotta di Rango. Ma c’è di più, perché il film contiene al suo interno tanti piccoli film di generi diversi, esattamente come un varietà musicale contiene i suoi numeri e una playlist le sue tracce. C’è la favola di Rosita, sbalzata dagli scaffali del supermarket alla soirée in abito di paillettes, c’è il noir di Mike, tutto bulli e pupe, il prison movie di Jhonny, il mélo suburbano di Mina e quello indie di Ash.

Il copione è classico, così classico da rischiare la rigidità, ma il film sa aprire delle spassose digressioni (l’autolavaggio di Buster e Eddie, la macchina parlante che sostituisce Rosita in sua assenza, la girl-band giapponese che non si dà mai per vinta) e soprattutto azzecca l’atmosfera, portandoci dentro la villa d’altri tempi di Nana o nei ristoranti dove si chiudono gli affari, quelli veri.

Non c’è la sorpesa in Sing, in fondo le cose vanno esattamente come devono andare, ma c’è la qualità. E c’è la passione. E ce le facciamo volentieri bastare.

C’è qualcosa di convincente e poetico nel percorso di Buster, nel suo ottimismo a oltranza che finisce per essere contagioso, scena dopo scena, trascinandoci nella malinconia sincera quando il mondo sembrerà non dargli ragione: stereotipo o non stereotipo, la sensazione è che Jennings al film ci creda sul serio, e riesce a trasmetterlo. I dialoghi sono spiritosi, senza ricorrere a urla e botta & risposta sovraccarichi, dando il tempo di decifrare le personalità di questo solare zoo. Il ritmo è omogeneo, il climax è perfetto, e con difficoltà si contengono i bimbi danzanti in sala: con difficoltà, perché un po’ avremmo voglia di ballare anche noi.

E comunque, lo ammettiamo: abbiamo deciso per le quattro stelle a causa dell’entusiasta ed energico maiale tedesco Gunter. Secondo noi, se avesse visto meno di quattro stelle, ci sarebbe rimasto molto male, dopo essersi speso con tutto quell’impegno e quella grinta.


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