Silent Möbius è un manga di fantascienza scritto e disegnato da Kia Asamiya nel 1988, da cui sono stati tratti due film e una serie televisiva anime.
La storia è ambientata nella megalopoli di Tokyo le piogge acide cadevano torrenziali, la popolazione era in costante aumento e l’inquinamento ambientale aveva raggiunto proporzioni drammatiche. A peggiorare le cose, a partire dall’inizio del 2000, si verifico’ una serie di misteriosi crimini e sciagure in rapida successione.
La gente rimase profondamente scossa quando apprese che questi erano causati da creature mostruose che avevano iniziato a dimorare sulla Terra. La polizia battezzo’ questi casi “Creatures’ Trap” e si rese necessaria un’organizzazione in grado di affrontarli. Fu cosi’ che nacque il dipartimento della “Attacked Mistyfication Police”.
Correva l’anno 2023…
Le tavole sono estremamente curate in ogni dettaglio, dal design dei personaggi agli sfondi: la ricchezza di dettagli nelle divise, la varietà di abiti civili e acconciature mostrano gli studi alla scuola di design che ha formato Asamiya; gli ambienti e gli edifici denotano particolare meticolosità nella rappresentazione affinché la Tokyo del futuro sia credibile e di atmosfera.
L’esperienza maturata nel campo dell’animazione la si può notare nella dinamicità delle scene d’azione ricche di “effetti speciali“, e nella retinatura massiccia che fa le veci del colore, che infonde vitalità ai disegni, e che ha reso Silent Mobius un modello cui ispirarsi per artisti coevi e successivi (ad esempio le Clamp e Hagiwara).
La vita editoriale in Italia di questo manga è stata travagliata e tormentata, infatti, prima s’imbatte nella chiusura di Zero e della Granata Press, poi viene interrotto dopo appena sei mesi di pubblicazione monografica per l’allora Marvel Manga ed in fine, il manga cult di Kia Asamiya, viene rilevato dalla d/visual che ne ha curato una superbe edizione pubblicata con una discreta regolarità e continuità, la quale, in circa tre anni ha pubblicato 12 corposi volumi sui 15 annunciati prima della chiusura dell’editore.
Nonostante la prematura chiusura della d/visual, il manga possiamo considerarlo ugualmente completo, infatti, si tratta di una complete edition in cui il mangaka ha riorganizzato il materiale realizzato a partire dalla fine degli anni ottanta in un continuum narrativo organico: i primi dodici tankobon presentano la saga principale, il 13 e il 14 le storie pubblicate come Silent Mobius Tales, mentre l’ultimo raccoglie il prequel, Mobius Klein arrivato in Italia e pubblicato dalla Planet Manga.
Come accennavamo poc’anzi, l’edizione della d/visual è sicuramente tra le migliori mai viste in Italia (ed all’estero), sia per i materiali usati che per la resa di stampa che esalta le tonalità di grigio e i virtuosismi dei retini; presenti pagine a colori in ciascun volume, con un numero che oscilla dalle circa 20 del primo tankobon alle 8 dei seguenti: queste comprendono tanto illustrazioni da cover per cd o laser disc, o poster o pin up per riviste, tanto tavole a colori del manga situate sia nei capitoli di apertura che in quelli successivi.
L’opera è ulteriormente arricchita dall’apparato redazionale che contestualizza l’opera e ne ricostruisce le vicende editoriali e che ne approfondisce i temi legati alla magia tradizionale nipponica. I volumi sono accompagnati anche da schede tecniche molto esaustive che presentano ai lettori i vari profili dei personaggi.
In conclusione possiamo affermare che l’inconfondibile tratto grafico di Asamiya contribuisce a rendere la lettura molto piacevole, ma soprattutto è la trama complessa e ricca di colpi di scena a risultare particolarmente avvincente fa di questo manga una di quelle opere fondamentali che non possono mancare nella collezione di un appassionato di manga che si rispetti quindi, se ancora non siete in possesso di quest’opera, provvedete immediatamente prima che i volumi della d/visual risultino irrimediabilmente introvabili.
