Recensione Siamo in 11!

Sull’astronave A22 si trovano 700 esaminandi di entrambi sessi e senza limite d’età che hanno superato le prime due selezioni effettuate nei distretti stellari. La percentuale degli esaminandi che hanno superato la prima selezione è dello 0.1%, del 10% per la seconda selezione e del 70% per l’ultima.
Gli esami per entrare nell’accademia spaziale si tengono una volta ogni due anni e mezzo; quindi chi si trova ora sull’astronave A22 è in possesso di un quoziente intellettivo al di sopra della media.
Siamo alla terza prova, i candidati vengono divisi in gruppi da dieci elementi l’uno e noi seguiremo le vicende del gruppo numero 1 composto da soli uomini.
Il gruppo dovrà restare nell’astronave bianca per 53 giorni. Si tratta di un mezzo spaziale in avaria in un punto imprecisato dello spazio, con a bordo i generi di prima necessità, ma senza aver la possibilità di fuga da essa, in quanto i dieci uomini saranno lasciati a se stessi. La prova consiste in un’osservazione da parte degli esaminatori dello spirito di collaborazione dei dieci all’interno di una ipotetica nave alla deriva. Se anche un solo esaminando non riuscisse a resistere l’intero gruppo sarà respinto. L’unico contatto con il mondo esterno è il pulsante d’emergenza ed il premerlo equivale a non superare l’esame.
Tutto potrebbe sembrare anche fin troppo facile, ma come vi comportereste voi se all’interno della nave anziché essere in 10 foste in 11? Chi è l’undicesimo membro dell’equipaggio? Un intruso? Un amico o un nemico? Perché si trova lì? Che intenzioni ha?

Ecco il clima che s’instaura sin dalle prime battute all’interno della navicella spaziale: il sospetto; incominciano i primi “tafferugli” e accadono i primi incidenti ambigui.
Sicuramente non si tratta della solita storia shoujo convenzionale in quanto la costante suspance terrà con il fiato sospeso il lettore per scoprire chi è e il perché dell’undicesimo.

Questa è la sinossi del primo dei due racconti che compongono il volume, una vicenda intrigante e piena di tensione, che merita senza dubbio di essere letta. I dieci (undici!) protagonisti, ciascuno sviscerato nelle proprie motivazioni e nelle proprie capacità, si incontrano come sconosciuti in un ambiente ostile, con un pericolo sempre presente, dando vita ad una storia che può essere assimilata tranquillamente ad un “survival horror” che, se trasposto in cinema, riuscirebbe facilmente ad ottenere molti consensi.
Tra i protagonisti troviamo Tadatos Lane, proveniente dal sistema centrale e punto di osservazione dell’intera vicenda, e Frolbericheri Frol, ermafrodita proveniente dal pianeta Vene che desidera entrare in accademia per diventare un maschio, contrariamente alle imposizioni della sua famiglia. Proprio loro avranno un ruolo centrale nell’albo, avendo un approfondimento ed un coinvolgimento maggiore rispetto agli altri.

Saranno inoltre i protagonisti anche del secondo racconto, leggibile e piacevole, anche se in misura molto inferiore rispetto al primo. I due ragazzi si troveranno questa volta invischiati in una lotta di pretendenti al trono di un pianeta periferico della galassia, che finirà per coinvolgere anche le istituzioni centrali.

Siamo in 11! è un manga di Moto Hagio, pubblicato da Kodansha su Shōjo Comic nel 1975. Il manga ha vinto il premio Shogakukan Manga Award degli shōnen ed è stato pubblicato in Italia da Star Comics.

Il manga, un volume unico, è diviso in due parti. Nella prima c’è la storia che dà il titolo all’opera. Anche se in alcuni punti la trama è un po’ prevedibile, rimane sempre intrigante e ben congeniata, capace di creare quella tensione e quella suspance che tengono incollato il lettore fino alla fine. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e, grazie a questo, la seconda parte risulta altrettanto appassionante, nonostante la storia sia un po’ più pesante. Il disegno a mio parere risente molto dell’età: è una storia pubblicata per la prima volta nel 1975 e segue i classici canoni degli shojo di quell’epoca, come ad esempio alcuni personaggi maschili parecchio effeminati, ma nel complesso comunque godibile.

Era decisamente tempo che in Italia venisse pubblicata un’opera di Moto Hagio. Quest’autrice, apprezzata moltissimo in Giappone, è una delle icone shojo per eccellenza. Lei, insieme alle altre del “Gruppo delle 24”, ha rivoluzionato negli anni ’70 il mondo dei manga per ragazze. Insomma, un must per gli appassionati del genere!

Il fumetto ebbe talmente tanto successo che è stato poi adattato in un episodio speciale di 40 minuti andato in onda su NHK nel 1977. Quasi dieci anni dopo, fu proiettato un film prodotto da Kitty Films e nel 2004 è andato in scena anche un’opera teatrale basata sul manga.

Come accennato pocanzi, il manga è arrivato in Italia grazie all’editore Star Comics. Edizione davvero ottima con un rapporto qualità prezzo che (7,00 €) , tutto sommato accettabile. Composto da circa 400 pagine il volume presenta la sovraccoperta, una brossatura davvero molto solida, la carta spessa anche se non superiore alla media, ma abbastanza da non essere trasparente. Volendo trovare un difetto all’edizione è totale assenza delle pagine a colori presente nell’edizione originale, male comune di quasi tutte le opere importate dalla quasi totalità degli editori italiani.

Prima di concludere segnaliamo una “stranezza” rilevata nella lettura del volume. Le traduzioni, pur essendo buone, presentano tuttavia una “stranezza” degli adattamenti di un personaggio che a volte viene chiamato con un nome inglese, ovvero Fourth, ed altre volte in italiano, Quarto.

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