Sherlock Gnomes è un film di genere animazione, commedia, family, fantasy, sentimentale del 2018, diretto da John Stevenson e sequel di Gnomeo e Giulietta del 2011.
Il cast di doppiatori originali è composto da: James McAvoy, Mary J. Blige, Michael Caine, Johnny Depp, Chiwetel Ejiofor, Emily Blunt.
Il cast di doppiatori italiani è composto da: Stefano Brusa, Chiara Gioncardi, Paola Fulciniti, Fabio Boccanera, Roberto Stocchi, Massimo Lodolo, Pino Insegno, Simone Mori.
Una nuova divertentissima parodia letteraria prende forma in Gnomeo & Giulietta: Sherlock Gnomes, sequel dell’originale film d’animazione che rivisita in chiave comica e cartoon la tragedia shakespeariana.
Partiti in luna di miele sul romantico tagliaerba nuziale, Gnomeo e Giulietta tornano nei giardini monumentali di Lady Montecchi e Lord Capuleti per vivere per sempre felici e contenti.
Ma sulle decorazioni da giardino della capitale inglese incombe una nuova terribile minaccia: alcuni gnomi cominciano a sparire senza lasciare traccia. L’unico abbastanza astuto da rintracciare e riportare indietro gli ornamenti rapiti è il famigerato detective Sherlock Gnomes. Il segugio di terracotta, meno brillante e più goffo della controparte letteraria, unirà le forze con i due protagonisti e il fidato assistente Watson per risolvere il mistero che turba gli abitanti di Verona Drive e gli gnomi di tutta Londra.
In questi sette anni trascorsi tra il primo e il secondo film sono avvenuti non pochi cambiamenti. Non solo il regista non è più Kelly Asbury (suoi anche Spirit – Cavallo selvaggio, Shrek 2 e I puffi – Viaggio nella foresta segreta) ma anche la casa di produzione è cambiata. Touchstone Pictures, Miramax e Starz Animation hanno infatti ceduto il progetto del sequel a Paramount Animation, MGM e Spy Kids 4 SPV. Un cambio di registro avvenuto in armonia, tanto che Kelly Asbury ha ceduto il timone del sequel al suo amico John Stevenson, story artist di Shrek 2 e già co-regista del primo Kung Fu Panda insieme a Mark Osborne. E si è tenuto per sé il doppiaggio originale dei piccoli nanetti tutti uguali.
Un breve prologo ribadisce la natura letteraria classica del sequel che stiamo per vedere, ventilando e scartando furbescamente una decina di idee, a dimostrazione dell’inesauribilità del potenziale narrativo e dell’estrema adattabilità degli gnomi da giardino, i quali, al secondo film, si propongono dunque come nuovi Puffi: perfetti personaggi da franchise, cucinabili un po’ in tutte le salse.
Dopodiché l’avventura entra nel vivo, e il passaggio dalla commedia musicale di “Gnomeo e Giulietta” all’action di questo secondo capitolo si rivela subito una scelta felice: nel primo film, infatti, l’ambientazione confinata al prato del giardino suscitava la claustrofobia, la babele dei dialetti sfiorava la cacofonia assordante e la commedia ad ogni costo lasciava sfiniti per lo sforzo.
Sherlock Gnomes, invece, offre tutt’altra esperienza, divertente e movimentata, assestata su una lingua più neutrale e simpatica (l’inglese dello gnomo detective, nel doppiaggio italiano, è l’equivalente del francese di Clouseau) e impreziosita dalla presenza di un cattivissimo degno di questo nome: Moriarty, potente signore del crimine e nemesi letteraria del detective di Baker Street, qui trasfigurato in un folle addobbo, mascotte di una marca di torte e motore assoluto dell’avventura.
Non sono facili da individuare, ma se siete fan di Benedict Cumberbatch e avete l’occhio fine potrete notare alcuni omaggi alla serie tv. A partire dalla scritta Moffat and Gattiss scritta sullo scafo della nave che sta a indicare i nomi dei creatori della serie BBC fino al negozio di chincaglierie a Chinatown chiamato Curly Fu, il soprannome dato a Benedict Cumberbatch dai fan cinesi. Se ne individuate altri fatecelo sapere…
