Shark Tale

¤ Recensione Shark Tale

Shark Tale è un film d’animazione del 2004 diretto da Bibo Bergeron, Vicky Jenson e Rob Letterman. Prodotta dalla DreamWorks, la pellicola è stata presentata come evento speciale alla 61ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Will Smith, Jack Black, Robert De Niro, Renée Zellweger, Martin Scorsese, Angelina Jolie, Ziggy Marley, Doug E. Doug, Michael Imperioli, Vincent Pastore, Peter Falk, Katie Couric, David P. Smith, James Madio.

Il cast vocale italiano della pellicola è composto da: Tiziano Ferro, Luca Laurenti, Stefano De Sando, Laura Cosenza, Marco Mete, Luisa Corna, Capsula, Nucleo, Massimo Lodolo, Nino Prester, Franco Chillemi, Cristina Parodi, Pino Ammendola, Alex Polidori, Oreste Baldini, Nanni Baldini, Cinzia De Carolis, Silvia Tognoloni, Stefano De Sando, Marco Mete.

Oscar è un simpatico pesce pulitore che lavora in un “autolavaggio di balene” ma sogna di arrivare in cima al Reef: il suo problema è la mancanza di denaro. Un giorno, il suo capo Sykes gli chiede 5000 cucozze (i soldi locali) perché minacciato dallo squalo Don Lino, il boss del reef: così Oscar viene aiutato dalla sua amica Angie (un pesce angelo), la quale gli dà una sua cara perla così che Oscar possa rivenderla. Intanto, in un relitto (casa degli squali) Don Lino sta discutendo con il figlio Lenny: Lenny, infatti, non ha mai mangiato un pesce (è vegetariano ma nessuno lo sa) e questo preoccupa il padre poiché se “il figlio fa il debole anche lui sembra debole” e non può accettarlo; allora costringe il figlio a mangiare un gambero, ma Lenny invece di mangiarlo lo libera insieme a tutti gli altri gamberi; Don Lino allora dà ordine a Frankie, fratello maggiore di Lenny, di prenderlo con sé e di insegnargli ad “essere uno squalo”. Intanto, Oscar ha rivenduto la perla e ha guadagnato i soldi per saldare il debito, ma invece di consegnarli a Sykes all’ippodromo, decide di scommetterli su un ippocampo, Lucky Day; tutto sembra andare bene, e anche Sykes festeggia, ma il cavallo inciampa e Oscar viene torturato su ordine di Sykes dai suoi scagnozzi medusa, Ernie e Bernie. Nel frattempo Frankie insegna a Lenny a cacciare e per coincidenza trovano Oscar che viene tormentato da Ernie e Bernie.

     

Frankie ordina a Lenny di mangiare Oscar sotto il suo sguardo e le due meduse, vedendo Lenny avvicinarsi scappano; tuttavia Lenny tenta di far scappare Oscar, ma Frankie se ne accorge e insegue il protagonista, finendo per essere ucciso da un’àncora. Lenny pensa di essere il responsabile del suo decesso e scappa, piangendo disperato, ma in quell’istante Ernie e Bernie, sentendo il rumore causato dall’àncora, tornano indietro e trovano Oscar vicino al corpo dello squalo. Oscar racconta a tutto il reef di essere stato lui a uccidere lo squalo, diventando così lo “scanna-squali”. Con Sykes che diventerà suo agente col 50% del guadagno, Oscar andrà a coronare il suo sogno, ma dovrà fare i conti con le sue bugie. Infatti, dopo il funerale di Frankie, Lenny scappa di casa e incontra per caso Oscar, al quale chiede aiuto promettendo che non avrebbe svelato la sua bugia.

Il giorno dopo, Oscar, dopo aver parlato con Lola, una ricca e attraente pesciolina, decide di parlare con Lenny per farlo andare via. Ma quando arriva da Lenny, trova Angie, che gli rivela di aver scoperto tutto. A quel punto, Angie chiede a Oscar di dire la verità, ma lui ha un’idea migliore: fingerà di combattere e sconfiggere Lenny davanti a tutto il reef. Il piano funziona. Lenny viene sconfitto (per finta) da Oscar, poi i parenti di Lenny, venuti per uccidere Oscar, tornano indietro. Poco dopo, Lola e Oscar si baciano, davanti agli occhi di tutto il Reef (compresa Angie, che si adira). Subito dopo, Oscar torna da Lenny e Angie, la quale si infuria con Oscar per Lola. Dopo continui insulti ed offese a Lola, Angie rivela di essere innamorata di Oscar, per poi cacciarlo via. Oscar, furioso e disperato per la discussione con Angie, si reca poi nel palazzo dove vive ora, per cercare consolazione. Il pesciolino, dopo averci pensato per un po’, lascia Lola, la quale, non prendendo bene la cosa, lo scaraventa contro il vetro, per poi andare via.

La mattina seguente, Oscar compra dei regali e corre da Angie per dirle che la ama. Ma, appena arrivato, scopre che Don Lino ha rapito Angie e che la tiene prigioniera. Dopo aver detto la verità a Sykes, va da lui, assieme a Lenny, per salvarla. Arrivati li, i tre trovano Angie, legata e imbavagliata. Inizialmente Oscar, per liberarla, finge di non conoscerla, ma poi spunta fuori Lola che rivela agli squali il contrario. A quel punto, Oscar ordina a Lenny, travestito da delfino, di divorare Angie, però, poco dopo averla messa in bocca, la risputa, facendo capire a Don Lino che si tratta di Lenny. Dopo aver detto al figlio che stare con Oscar è sbagliato, Don Lino insegue Oscar.

Finito un lungo inseguimento, Oscar riesce a intrappolare sia don Lino che Lenny ai macchinari del lavaggio balena e si appresta a rivelare il proprio amore a Angie, ma viene interrotto dai fan. A quel punto, Oscar, stanco dei fan, dice la verità, affermando di averli ingannati. Don Lino, confuso, non capisce perché Lenny sia scappato. Quando Lenny gli risponde, Oscar convince Don Lino che qualunque cosa sia Lenny lui, come padre, deve volergli bene e accettarlo per quello che è. Don Lino, dopo essere stato liberato da Oscar, abbraccia il figlio riconciliandosi. Poi Oscar ha finalmente la possibilità di confessare a Angie di amarla. Dopo questa confessione, i due si baciano, dopo essersi riappacificati. Da quel giorno, Oscar diventa direttore del lavaggio balene insieme a Sykes, Ernie e Bernie, e gli squali diventano tutti amici dei pesci che abitano il Reef. Il film si conclude con Lola che intanto è alla ricerca di Oscar, cercando di riprenderselo, ma viene adocchiata dal paguro Folle Joe, un amico di Oscar.

Sembrava che i film di animazione godessero di una sorta di aura magica: ogni produzione era perfetta tecnicamente, divertente, entusiasmante, capace di suscitare solo elogi e poche critiche. Poi è arrivato Shark Tale, e tutto è rientrato nella normalità. Leggi: finalmente un brutto film di animazione digitale che, ovviamente, il trattamento italiano ha reso ancora peggiore dell’originale. Presentato in pompa magna a Venezia, in una serata che resterà impressa nelle menti di tutti coloro che vi hanno partecipato (nel silenzio di Piazza San Marco, 5000 e passa persone dotate di cuffie senza fili ascoltarono il film, alla presenza del cast di voci originali, davanti ad un enorme schermo panoramico montato per l’occasione), Shark Tale delude su tutti i fronti. La trama è semplicistica e banale e gli spunti comici si sviluppano solo grazie a numerossimi riferimenti metacinatografici, che alla fine però sanno un po’ di stantio. Ovviamente la moraletta di contorno non può mancare, ma Nemo è lontano anni luce. Si salverebbero le interpretazioni degli attori-pesci originali (Smith, Deniro, Zelleweger, Jolie, Blsck e Scorsese) se non fossero annientate dal doppiaggio italiano. Tiziano Ferro è completamente fuori registro, Laurenti fa la solita vocina insopportabile, mentre si salvano i “Pari e Dispari” che però utilizzano le stesse battute che fanno a “Zelig”. Ok, magari salta una pubblicità gratuita a Verissimo (c’è pure la Parodi) o in qualche squallido programma di mezza sera su Italia 1, ma mantenere le voci dei doppiatori storici pareva brutto? Come? Robots lo doppia Dj Francesco? Ah, beh. Dove sono pinze e saldatore?

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