¤ Recensione Saint Seiya: Soul of Gold episodi 1 e 2 (Anime)

Saint Seiya: Soul of Gold è la nuova serie dedicata al mondo dei Saints Seiya creato dal mangaka Masami Kurumada nella seconda meta degli anni 80, da cui fu tratta la famosa serie tv di successo sia in patria che all’estero, da noi trasmessa la prima volta nei primi anni 90 con il titolo: I cavalieri dello zodiaco.


Dopo la serie di OAV di Saint Seiya: Hades molti sono stati i progetti legati a questa famosa serie TV. I manga: il prequel Lost Canvas che racconta la precedente guerra sacra tra Athena e Hades svolta nel 1600, Episodio G anche questo un prequel della storia originale, ma molto più vicina alla storia classica che racconta dello scontro tra i Gold Saint e i Titani del Dio Crono, Saint Seiya Next Dimension dell’autore originale Masami Kurumada che è sia un prequel che un sequel del fumetto originale, dove si narra del viaggio nel tempo dei Bronze nel Santuario della guerra sacra precedente con una nuova corsa attraverso le case dello zodiaco e che probabilmente ci porterà alla battaglia tra Athena e Zeus; in fine il nuovo Saint Seiya: Saintia Sho, spin off che si colloca dopo la corsa attraverso le 12 case e che vede protagoniste della guerriere che proteggono Saori/Athena dalla Dea Eris dea della discordia nemica del primo film.

Molti sono anche i prodotti fatti in animazione legati ai Saints: la serie TV Lost Canvas, tratta appunto dalla manga, il molto discusso Saint Seiya Omega composto da 2 serie, e lo strano film in CG Saint Seiya: la leggenda del Santuario (di cui si può leggere la recensione).

Questi nuovi progetti legati al mondo di Saint Seiya fecero molto discutere i fans, soprattutto quelli legati alla serie TV classica, così la Toei Animation nell’autunno dello scorso anno annunciò per la primavera 2015 una nuova serie, questa volta con protagonisti i Gold Saint (i cavalieri d’oro), questa era appunto Saint Seiya: Soul of Gold

Questa nuova serie la possiamo definire uno Spin off all’interno della saga di Hades e vede i Gold Saints ritornare in vita ad Asgard.

Il primo episodio è senza sigla iniziale e si apre appunto con tutti i Gold Saints che uniscono i loro cosmi per abbattere il muro del lamento per permettere ai cinque Bronze protagonisti di raggiungere Elisio, la scena è ripresa esattamente dall’OAV della saga di Hades.

Comparso il logo della nuova serie, la scena si apre in un paesaggio nordico durante una tempesta di neve e da una sfera d’energia compare Aioria, Gold Saint del Leone, ed è completamente ignoro di dove si trovi e di come ci sia giunto in quel luogo tanto inospitale.

Viene rinchiuso di una prigione insieme con una ragazza di nome Lithia, qui scopre d’essere a Asgard, dopo essere riuscito facilmente a evadere scopre che il Greatest Eclipse di Hades minaccia ancora la Terra, ma un grande pericolo incombe pure sulle terre del nord di Asgard.

Secondo le parole di Lithia, Hilda è stata colta da malore mentre pregava Odino ed è stata sostituita da Andreas Riise questo ha fatto rinascere l’albero proibito Iggdrasil e crea sette God Saint, che prendono il posto dei God Warriors della serie classica.

Nonostante Aioria sia deciso a tornare al Santuario corre in aiuto di Lithia, quando questa è in pericolo e il Gold Saint combatte contro Frodi di Gullimbursti, God Saint di Asgard armato della Saig Schwert, ma durante lo scontro il Gold scopre di non poter battere l’avversario perchè questo viene potenziato dall’Iggdrasil, riesce a sconfiggerlo solo grazie all’intervento di suo fratello Aiolos Saint del Sagittario.

Questa nuova serie di Soul of Gold sembra voler riprendere i fasti della vecchia serie sia dal punto di vista grafico che nella storia, anche se siamo lontani dal classico scherma della “corsa contro il tempo” di Saint Seiya. L’idea di far combattere i Gold Saint ad Asgard sembra un modo per accontentare sia i fans giapponesi che quelli occidentali, i primi amano molto i Gold Saint, mentre per i secondi la saga di Asgard è una delle più belle della vecchia serie, e in più si possono dotare i Gold di nuove armature divine e quindi nuovi Myth Bandai.

La scelta poi di promuovere al ruolo di protagonista Aioria sembra ripresa dal manga di Episodio G.

In questo primo episodio si può notare uno sforzo della produzione di riprendere il classico Chara del grande e compianto Shingo Araki, anche se molti Gold sembrano essere ringiovaniti rispetto alla serie classica e somigliare di più alle loro versioni degli OAV di Hades.

Molto belle sono le musiche da sempre molto importati per Saint Seiya, quando Aioria indossa l’armatura la musica ricorda un po’ il tema principale dei film delle Cronache di Narnia.

Soul of Gold sembra voler legarsi molto strettamente dalla serie e ai film classici di Saint Seiya, ci sono dei forti riferimenti alla saga di Hades come appunto la distruzione del muro del lamento, ma anche un flashback di Aioria, che da ragazzo incontra una volta suo fratello Aiolos del Sagitario prima che lui scappi con la piccola Saori per poi rincontrarsi nell’ultima battaglia negli inferi.

Andreas Riise, il nuovo celebrante d’Odino al posto di Hilda nonostante sia molto giovane ha delle vesti simili a Balder, il cattivo del secondo film che ha ispirato appunto la saga di Asgard nella serie tv.

Interessante notare come i semplici soldati del nord abbiano lo stesso armamento della serie classica.

Frodi di Gullimbursti il primo God Saint è armato di una spada, questa sembra essere una caratteristica anche degli altri Saints di Asgard, oggi come nelle produzioni precedenti per esempio Url nel secondo film e Alberich di Megrez. La spada Saig Schwert di Frodi richiama un po’ le armi dei titani visti alla fine della seconda serie Omega come anche l’oscurità che indebolisce Aioria è molto simile a quella vista nella prima serie di Omega. Il Gullimbursti fa riferimento al Gullinbursti della mitologia norrena, un maiale domestico dai peli d’oro appartenuto al Dio Freyr costruito dai nani Eitri e Brokkr al pari di Mjöllnir, il martello di Thor.

Nel secondo episodio finalmente abbiamo la sigla iniziale, una nuova fantastica versione di Soldier Dream, canzone della seconda serie di Saint Seiya. La sigla si apre con Aioria e le ombre degli altri Gold correre lontano dalla statua d’Athena, un forte riferimento alla serie Classica.

In questo secondo episodio rincontriamo altri Gold, nel caso specifico Mu dell’Ariete, Aldeberan del Toro, Dohko di Libra.

Lithia cerca aiuto per Aioria indebolito dall’oscurità e incontra Mu in un villaggio ormai deserto ad eccezione di un ragazzino trovato dal Gold dell’Ariete. Mu saputo del Gold del Leone decide di investigare anche sul destino degli abitanti, intanto in un’altra villaggio di Asgard giunge Aldebaran che incontra in un’arena Dohko di Libra.

Dohko, il vecchio maestro di Shiryu il Dragone, ha pensato che il modo miglior di trovare gli altri Gold sia malmenare a dovere i guerrieri d’Asgard. Dohko e Aldebaran pensano di festeggiare il loro incontro in una taverna del villaggio. Intanto nell’Arena arriva un God Saint Heracles di Tanngrisnir, che vuole sfidare il Gold della bilancia, ma questo lo fa combattere contro il Toro.

Intanto Mu affronta Fafnir di Nidhoggr, God Saint che studia Yggdrasil, il Gold dell’Ariete cadde sotto i colpi di Fefnir e finisce suo prigioniero tra le radici dell’albero della vita, che sembra ricavare energia attraverso gli esseri umani.

Mu ha ingannato il nemico e si è fatto battere semplicemente per scoprire il mistero del Yggdrasil, e aspettando così l’intervento di Aioria tornato pronto a combattere, intanto Aldebaran ha sconfitto il suo nemico. Alla fine dell’episodio un altro Gold farà la sua comparsa.

In questo secondo capitolo s’approfondisce poco la storia, piena ancora di misteri soprattutto sul ritorno in vita dei Gold e sul pericolo che corre Asgard.

La casa in cui Lithia e Aioria trovano rifugio è molto simile a quella in cui Kiki porta Flare svenuta dopo la battaglia tra Hagen di Merak e Hyoga, che sia la stessa?

I God Saint purtroppo restano poco analizzati e approfonditi, Fafnir di Nidhoggr sembra ispirato fortemente dai medici nazisti o dagli scienziati pazzi che svolgono ricerche senza preoccuparsi della vita umana. Il suo aspetto ricorda molti altri personaggi visti nella serie classica tra questi Jamian del Corvo, Kaysa di Lymnades, generale degli abissi di Poseidone.

Per quanto riguarda i riferimenti alle vecchie serie si può notare che il corno dell’Elmo del Saint del Toro e ancora spezzato dalla battaglia delle dodici case nello scontro contro Seiya, anche se per un istante viene sostituito da quello dell’armatura divina.

Dohko per far combattere Aldebaran fa riferimento alla battaglia che lui ha sostenuto contro Syd di Mizar sempre nella serie classica.

E chi lo avrebbe mai detto che il saggio Dohko, maestro dei cinque picchi fosse un tale attaccabrighe da giovane, anche se questo carattere si era visto anche in Lost Canvas e in Next Dimension.

Il riferimento poi a Syd è molto strano visto che nella serie di OAV di Hades, non si fa mai accenno alla saga di Asgard della serie TV, ma solo al manga di Kurumada questo si capisce da alcuni particolari per esempio il fatto che nel manga Hyoga perda un occhio nella battaglia contro Isaac di Kraken, se nella serie TV è solo una ferita superficiale nel fumetto è una ferita molto più seria.

Per i riferimenti mitologici, si può notare che Nidhoggr è il serpente che dimora tra le radici dell’Yggdrasil, mentre Tanngrisnir è una delle capre che trainano il carro del Dio Thor.

L’arena che si vede nell’episodio è del tutto uguale al nostro Colosseo, addirittura con la stessa parte distrutta, forse qualcuno dovrebbe dire agli autori giapponesi che i romani costruivano le loro arene integre.

Naturalmente è ancora presto per esprimere un vero e proprio giudizio su questa nuova serie sul mondo dei Saints, ma da quello che si è visto fin’ora si può essere sicuramente più ottimisti rispetto ad altri prodotti come Omega e il film della leggenda del santuario. Qualcuno potrebbe anche obiettare che questa serie sia stata fatta solo per vendere i Myth, ma anche la vecchia serie era stata creata più o meno con la stessa finalità. Non vediamo l’ora di vedere il resto degli episodi e di conoscere alcuni Gold che sono sempre rimasti un po’ nell’ombra rispetto agli altri per esempio come saranno in questa nuova vita Saints malvagi Death Mask di Cancro e Aphrodite di Pesci, ma anche Saga dei Gemelli e soprattutto di Aiolos del Sagittario. Ci chiediamo però quanto spazio si possa dare a ogni singolo Gold Saints visto che sono ben dodici, cioè se alla fine un numero così vasto di protagonisti non possa creare problemi all’evoluzione della storia.

Per quanto riguarda i God Saint finora ne abbiamo conosciuti tre su sette, e ognuno di loro è riuscito a fuggire finita la lotta contro i Gold, sicuramente li rivedremo nel corso della serie, non sembrano essere forti quanti i Saints d’Athena che sono invece molto indeboliti. I God Saint di Asgard non sono per niente carismatici quanto i precedenti della serie classica, noi avremmo preferito riavere i God Warrior delle stelle dell’Orsa Maggiore, magari nuovi personaggi con le vecchie armature avrebbe dato un che di continuità e maggior fascino alla storia.

Fuori poi dall’universo dei Saints questa nuova serie dimostra quanto oramai il mercato estero sia importante per i produttori giapponesi visto che la seire viene trasmessa gratuitamente sui più importanti canali video del web quali Daisuki, Crunchroll e Youtube e sottotitolata in molte lingue tra cui pure l’italiano, dopotutto questa scelta ci sembra naturale visto che nel nostro paese Saint Seiya ha avuto un successo senza pari e molto duraturo nel tempo, è questo vale anche per la Francia, la Spagna e l’America Latina, basti vedere come il primo episodio di Soul of Gold sia stato visto da ben 2 milioni di persone nel mondo. Ci spiace per i fans di altre serie anime, ma quando si tratta di veri miti i Saint non possono essere mai sconfitti, dopo tutto quando si ha un cosmo che arde e come stelle…

A Cura di Alan Gray

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