¤ Recensione Pets 2 – Vita da animali

Pets 2 – Vita da animali (The Secret Life of Pets 2) è un film d’animazione del 2019 diretto da Chris Renaud.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Patton Oswalt, Jenny Slate, Kevin Hart, Eric Stonestreet, Alessandro Cattelan, Laura Chiatti, Francesco Mandelli, Pasquale Petrolo, Lake Bell, Dana Carvey, Albert Brooks, Hannibal Buress, Bobby Moynihan, Nick Kroll.

Il cast vocale italiano è composto da: Alessandro Cattelan, Pasquale Petrolo, Francesco Mandelli, Michele Gammino, Laura Chiatti, Luigi Ferraro, Francesca Manicone, Domitilla D’Amico, Selvaggia Quattrini, Fabrizio Vidale, Carlo Valli, Paolo Vivio, Andrea Mete.

Qualche tempo dopo gli eventi del primo film, la padrona di Max e Duke, Katie, incontra e sposa un uomo di nome Chuck. I due hanno un figlio, Liam, che Max inizialmente non approva a causa delle sue molestie. Più tardi, dopo che Liam mostra affetto e adorazione per i due cani, i sentimenti di Max si addolciscono e il cane diventa iperprotettivo, sentimento che si accuisce quando il bambino parte per la scuola materna. La sensazione iperprotettiva di Max per Liam gli provoca un prurito che spinge Katie a procurargli un cono elisabettiano, nel tentativo di abbassarne i sintomi.

   

Quando la famiglia di Max raggiunge una fattoria per una gita fuori città, Max si abitua alle abitudini del luogo, abitato da uno scontroso pastore gallese di nome Galletto. Dopo un incidente con le pecore della fattoria, Galletto porta Max a cercare una delle pecore scomparse che è fuggita. L’insegnamento e l’incoraggiamento di Galletto sull’agire senza paura spinge Max a recuperare con successo la pecorella. Di conseguenza, Galletto consente a Max di rimanere con lui durante la notte e, prima della partenza, gli consegna una sua bandana come souvenir.

Prima di andarsene, Max aveva affidato il suo giocattolo preferito, Busy Bee (una pallina che suona a forma di ape), a Gidget. Sfortunatamente, Gidget perde il giocattolo in un appartamento infestato da gatti che vivono con una signora anziana. La cagnolina riceve lezioni per diventare una gatta dai suoi amici Chloe, Mel, Buddy e Pisellino, in modo che possa intrufolarsi più facilmente nell’appartamento. Con l’aiuto del porcellino d’India Norman, recupera con successo Busy Bee e viene pure acclamata come la “regina dei gatti”, grazie ad una messa in scena con cui sconfigge e mangia un punto laser rosso.

Nel frattempo, Chloe e il coniglio Nevosetto incontrano lo shih tzu Marghi, che entra nel loro appartamento e spiega che ha bisogno di “Capitan Nevosetto” (la versione supereroistica di Nevosetto) per aiutarla a salvare una tigre bianca di nome Hu. Mentre era in volo per la città, Marghi incontrò Hu, tenuto prigioniero dal proprietario di un circo abusivo, il crudele Sergei. Marghi e Capitan Nevosetto si intrufolano nel circo e, dopo essersi sbarazzati con molta difficoltà dei lupi neri di Sergei, liberano Hu. Nella confusione della fuga, Marghi perde la sua molletta, che i lupi annusano per rintracciarla.

Lei e Capitan Nevosetto portano la tigre nell’appartamento del basset hound Nonnotto. Nonnotto è riluttante a tenere Hu, mentre Marghi e Nevosetto si nascondono nell’appartamento di Max. In quel momento, la famiglia di Max ritorna dalla gita e inizia ad addormentarsi. Max si sveglia e scopre il trio, proprio mentre Sergei e i suoi lupi rintracciano Marghi e catturano Hu. Marghi lo vede fuggire sul suo treno, che Nevosetto, Max e Norman inseguono mentre contattano Gidget per avere un’assistenza nell’inseguimento. Gidget e i gatti partono, con l’aiuto dell’anziana signora, alla ricerca del treno.

Nevosetto, Max e Norman sconfiggono i lupi e la scimmia da compagnia di Sergei, liberando Marghi e Hu. Max, usando il nuovo coraggio che gli ha dato Galletto, si infiltra con successo nella locomotiva del treno in cui si trova Sergei. Il resto degli animali va a cacciarlo dal treno. Prima che stiano per essere uccisi da Sergei, Gidget, dopo aver fatto squadra con i suoi gatti, lo butta fuori dalla sua macchina e offre agli animali un passaggio a casa. La vita riprende normalmente, con la famiglia di Liam che dice “ciao” a Liam mentre entra nel suo primo giorno di scuola materna. In una scena a metà dei crediti, Capitan Nevosetto crea una troupe rap, che dura solo pochi istanti prima che la sua padroncina, Molly, entri nella stanza e l’abbracci.

Come e dove convoleranno insieme queste tre linee narrative, apparentemente non comunicanti tra loro, è la domanda di Pets 2. La risposta giunge all’ultimo, ma è confezionata coi fiocchi e manda tutti a casa felici e contenti.

Nel mentre, il film di Chris Renaud lavora su vari livelli: dalla comicità degli animali travolti da problematiche tipicamente umane, al gioco sui generi cinematografici – assalto al treno, racconto di formazione, super-hero movie e gangster movie- al doppio gioco (anche di marketing) del citarsi addosso.

La filmografia della Illumination Entertainment è, infatti, il personaggio nascosto di Pets 2 , tanto che ci si può divertire a riconoscere il parallelo grafico tra la scena di Max nella sala d’aspetto dello psicologo per animali domestici e quella di Cattivissimo me con Gru al centro delle madri in attesa della fine della lezione di danza, o i tratti della madre di Gru dietro la vecchia gattara, di bassa statura e alto potenziale umoristico, o più di una citazione da Sing, per esempio nel personaggio di Nuvoletto, che vive dentro un’immagine alternativa di sé, proprio come il topo Mike, che si atteggiava a Frank Sinatra.

Film per famiglie, che non sacrifica i più piccoli ma, anzi, rivolge loro un occhio di riguardo, il sequel di Pets è lento a ingranare ma poi procede con sicurezza e divertimento, regalando qualche scena memorabile, come quella del comportamento collettivo dei gatti in presenza di un puntatore laser o quella del cane tagesmutter.

Costruito come un trittico di piccole parabole, rispettivamente sul coraggio, sul potere e sulla solidarietà (intesa come unione che fa la forza tra specie diverse per il soccorso del più debole), pennellato del minimo indispensabile di anticonformismo (il più debole può anche essere il più grosso e spaventoso), chiuso da un finale tutto azione che ristabilisce nettamente il confine tra buoni e cattivi, Pets 2 non va a caccia di originalità ma, come la tartaruga della nota favoletta, raggiunge comunque la meta in anticipo su altri e più ambiziosi film-lepre.

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