¤ Recensione Palle Di Neve

Palle Di Neve è un film del 2016, diretto da Jean-Francois Pouliot e François Brisson e sceneggiato da Roger Cantin, Danyèle Patenaude.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Angela Galuppo, Mariloup Wolfe, Lucinda Davis, Nicholas Savard-L’Herbier, Sophie Cadieux, Anne Casabonne, Hélène Bourgeois Leclerc, Ross Lynch, Catherine Trudeau, Gildor Roy, André Sauvé, Sebastién Reding, Heidi Lynne Weeks.

Il cast vocale italiano della pellicola è così composto: Paolo Villaggio, Fabiano Vagnarelli, Alessandro Haber, Leo Gullotta, Monica Bellucci, Anna Falchi, Luis Molteni, Federico Pacifici, Angelo Orlando, Xiao Dong Mei, Osvaldo Salvi, Néstor Garay, Enrico Grazioli, Roberto Della Casa, Maurizio Nichetti.

Billy, un attore che lavora in una nave da crociera, diventa amico di Theo, un bambino in vacanza con la madre. Per mettere al sicuro il libretto dei contributi per la pensione, Billy lo nasconde in una bottiglia che però cade in mare ed è ingoiata da Palla di Neve, un beluga bianco. Palla di Neve è appena fuggito dall’acquario dove viveva e segue la nave per mangiare gli avanzi gettati in mare, non sapendo procurarsi il cibo.

   

Billy cerca con ogni mezzo di recuperare la sua pensione e si unisce a Marcov, il proprietario del beluga, per ritrovarlo; in seguito però l’anziano si lascia convincere da Theo a salvare Palla di neve, che nel frattempo è stato catturato. Marcov intende infatti compiere un attentato su una nave mandandovi contro il delfino con una bomba addosso, sperando di provocare una guerra in cui lui si arricchirebbe, essendo un trafficante d’armi. Con l’aiuto di Elena, l’addestratrice del delfino ribellatasi al suo capo, Billy ed il bambino raggiungono Palla di Neve togliendogli la bomba, mentre Marcov che li inseguiva salta in aria a causa del suo stesso ordigno.

Terminato il suo lavoro Billy vorrebbe lasciare la Grecia, ma il beluga mentre gli restituisce la bottiglia con il libretto, lanciandogliela lo colpisce alla testa e lui cade in mare, quindi decide di restare assieme ai suoi amici e al delfino.

Primo blockbuster d’animazione 3D per il Québéc, Palle di neve è il remake di un film di culto della metà degli anni Ottanta, con attori in carne e ossa, firmato André Mélancon. Più di diecimila voci si sono sollevate in rete per chiederne la realizzazione, non paghe di altri numerosi derivati del titolo originale, tra cui uno spin-off e un documentario. Di qua dall’oceano, fatichiamo un po’ a condividere tanto entusiasmo, non avendo nella memoria emotiva il film di base, ma ciò non toglie che possiamo goderci in ogni modo lo spettacolo e la sua indubbia originalità.

“La guerra dei bottoni” è il racconto archetipico che sta alla base della guerra dei berretti di Mélancon e di questa fedele rivisitazione animata, che riprende persino i costumi e devìa dal seminato solo con il personaggio di Luc, che è anche il più delicato e irrisolto. Il tema della morte, che aleggia attorno a lui e alla tromba che ha ereditato dal padre, è un elemento in apparente contrasto con la commedia della neve e del divertimento, e aiuta a riposizionare il target di riferimento del film, che è quello del precedente in live action, vale a dire non per piccolissimi (anche se nulla impedisce l’allargamento dei margini e l’animazione mira certamente anche a questo scopo).

Il racconto è insolitamente lineare, talmente concentrato sul momento del gioco – che comincia dal nulla e con nulla finisce – al punto da annullare tutto ciò che sta attorno e che gioco non è. Gli adulti non esistono, non sono fisicamente presenti nel film, e lo spirito di quest’avventura animata è lo spirito stesso dell’infanzia, con i suoi momenti trascinati e ripetuti per diventare codice, con le sue cattiverie gratuite, con le sue piccole grandi epifanie quotidiane. Anche l’universo visivo trova una sintesi convincente tra direttrici lontane: da un lato l’eco di Henry Selick, dall’altro il ricordo dei giocattoli di legno, con i panni di feltro, le gote arrossate e il sorriso tagliato per tutti allo stesso modo, in attesa di essere personalizzato dalle voci e dalle pieghe del gioco.

Un film che, nella sua essenzialità espositiva, è quasi spiazzante; come un salto nel tempo, o una battaglia di palle di neve.


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