Recensione Orfani Vol.1

Orfani è la nuova serie Bonelli, la seconda dopo la serie fantasy Dragonero. Al timone di questo nuovo progetto c’è uno dei più interessanti sceneggiatori italiani: Roberto Recchioni, che ha anche il compito di far tornare uno dei personaggi di punta di Bonelli, Dynal Dog, agli antichi fasti di un tempo.

La novità più importante di Orfani è sicuramente il colore, questa serie sarà interamente a colori, qualcosa di veramente nuovo in casa Bonelli visto che il colore fino a pochi anni fa veniva usato solo in numeri speciali come i centinai, per importanti anniversari o pubblicazioni come il Dylan Dog Color Fest o il Color Tex.

La storia è di fantascienza. L’Europa è attaccata da un’arma aliena e viene distrutta. I bambini sopravissuti vengono portati in speciali campi d’addestramento dove diventeranno dei soldati per colpire gli alieni che hanno causato la distruzione e la morte dei loro genitori.

Il fumetto si divide in due parti nella prima vediamo i bambini nel campo e come iniziano il loro difficile addestramento, nella seconda parte più fantascientifica li vediamo alcuni anni dopo entrare in azione combattendo gli alieni sul loro pianeta.

Più che puntare sulla guerra, questo primo numero vuole puntare sui protagonisti ancora bambini, sulle loro dinamiche di gruppo e sulla loro lotta per sopravvivere ancor prima che l’addestramento militare sia iniziato.

La prima parte sembra trarre ispirazioni da diverse opere, e se le prime vignette ricordano l’esplosione nucleare di Terminator 2 con il solito parco giochi, il resto sembra preso dal signore delle mosche di William Golding, mentre l’attacco dell’orso ricorda un po’ la storia di Leonida bambino di 300 di Frank Miller.

Dalla lettura di questa prima parte non sembra voler tanto analizzare i protagonisti come singoli, più che sui bambini vuole concentrare l’attenzione sui loro maestri e addestratori: la professoressa Jsana Juric e il colonnello Takeshi Nakamura. Jsana rossa con una benda sul occhio, sicuramente d’origine russa, sembra la controparte femminile del Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket, il colonnello Nakamura invece sembra, da quel poco che si capisce, un vero guerriero dotato di codice d’onore, non per niente in alcune vignette lo si vede indossare l’armatura d’antico samurai.

Nella seconda parte vediamo la guerra contro gli alieni, per quanto sono gli umani a invadere il loro mondo. La battaglia su mondo alieno inizia, ma i soldati umani sembrano avere la peggio contro questi alieni. Gli alieni sono molto grossi e sembrano ricordare degli orsi, anche se il loro corpo arancione trasparente fa intravedere l’interno del loro scheletro ricordano gli alieni del film di Final Fantasy.

Quando sembra che i soldati stiano per essere massacrati arrivano in loro soccorso una unità di cinque soldati specializzati con strane armature che sembrano uscite direttamente da Halo e, senza troppi problemi, uccidono molti alieni e fanno battere in ritirata gli altri. Poi alla richiesta di uno dei soldati, il loro capo detto Boyscout risponde che può chiamarli orfani.

Il primo riferimento che viene in mente è sicuramente starship troopers il libro di Robert Heinlein, ma è ancora presto per capire che direzione prenderà la storia.

I disegni sono molto ben realizzati, e sembrano prendere ispirazione dai manga, mentre la colorazione che, come si è detto, è la grande novità di questa serie, si avvicina molto a quella di certi anime, la prima parte ha una netta presenza di colori chiari, mentre nella seconda con la battaglia e il pianeta alieno, propone un forte uso del nero e del rosso.

Lascia un commento