Recensione Orfani (terza serie)

La prima serie di Orfani era quasi didascalica e didattica, la seconda un road movie sorprendete, crudele e violento in un Italia post-apocalittica mai vista prima, questa terza stagione è superficiale e retorica.


La terza serie di Orfani vuole essere un fumetto di fantascienza politico, il genere fantascientifico è da sempre una metafora per critica e la satira politica fin dalle sue origini scrittori e registri di fantascienza hanno messo fra le righe delle loro storie dei riferimenti politici, tanto che molte storie sono diventate delle profezie della nostra società.

Ma a differenza di molte storie di fantascienza dove la critica politica è nascosta e per questa fa riflettere ancora di più il lettore, in questa terza serie di Orfani ci troviamo di fronte a un parallelismo fin troppo facile nel vedere i prodighi della terra verso il nuovo mondo come gli immigrati che arrivano sulle nostre coste dalla Libia.

Nei primi numeri di questa nuova serie vediamo le difficoltà dei profughi, prima nel trovarsi in un ambiente ostile, in un ecosistema che, come Pandora di Avatar, non è fatto per i deboli, poi lo scontro tra i profughi clandestini e gli uomini della Juric tra cui la cyborg, Sam il mostro e unica sopravissuta fin dalla prima serie. Dopo alcuni numeri riempitivi la serie è andata verso il finale, dove gli eventi si susseguono troppo velocemente, ma più che essere adrenalinico, sembra voler chiudere al più presto la storia, senza troppe riflessioni.

Le serie d’Orfani vogliono essere un cambiamento per la Bonelli, vogliono rivolgersi a un pubblico giovane, è forse per questo soffrono di un po’ d’ingenuità e un po’ di quei sentimenti tipicamente adolescenziali di rivolta e rivoluzione dove le cose sono per forza bianche o nere, e dove anche se i buoni sono visti come criminali e terroristi, restano sempre buoni e dove i cattivi sono cattivi senza motivazioni, senza ragioni.

Un’occasione mancata per poter raccontare una guerra dove non ci sono buoni o cattivi, ma due parti dove ognuno poteva avere le sue ragioni, ma concentrando tutto il male sul solo personaggio della Juric trasformandola in una sorta di l’imperatore di Star Wars o di Mad Doctor, si è reso il male stupido quasi da film d’animazione Disney. Alla fine questo conflitto tra Rosa e la Juric, è stato solo questo uno scontro tra due donne se vogliamo due madri, ma a differenza di altri storie dal conflitto non c’è stato cambiamento, in questa serie di 12 numeri, i protagonisti non sono cambiati, non sono evoluti, e neanche la situazione politica è cambiata.

Con questa serie si è voluto entrare in una questione politica attuale che divide il nostro paese, questo va bene, ma lo si è voluto fare in modo troppo superficiale e senza entrarci troppo con una ideologia politica da ragazzini o da Bar.

La verità è che il paragone fra la realtà degli immigrati e la fantascienza dei profughi verso il nuovo mondo regge poco, questo perchè nella situazione narrata in questa serie, far arrivare più persone possibili sarebbe stato positivo per tutti, sopratutto in virtù di uno sviluppo futuro della colonia, la spiegazione della Juric, su un programma di eugenica è assurdo e serve solo a rendere il personaggio più odioso e simile ai nazisti. Fin dalla fine della prima stagione la Juric è piaciuta al pubblico come cattivo, ma in realtà si è dimostra essere un cattivo bidimensionale talmente ossessionata dai suoi scopi da essere irreale e che si giustifica dicendo che ha salvato l’umanità, ma più che altro vuole sempre provare la validità delle sue tesi. Vedremo come sarà la mini serie a lei dedicata, dove ci verrà raccontata la sua storia.

Orfani resta comunque un progetto interessante e innovativo della Bonelli, ma che è stato destinato alla ricerca di un nuovo pubblico e di un nuovo target, e che sembra volersi rivolgere solo a una certa generazione con sentimenti e politica fin troppo adolescenziali. Questo è un grosso errore perché le storie sono create e scritte per tutti e devono essere comprese a qualunque età.

A Cura di Alan Gray

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