Con il 12° numero si è conclusa la seconda serie di Orfani. Orfani è fin dalla prima serie l’opera più nuova e rivoluzionaria della Bonelli. Fin dal prima serie Orfani si stacca fortemente dai tradizionali fumetti della casa editrice di Tex e company.
Orfani vuole essere una serie nuova destinata a nuovi e giovani lettori cresciuti con nuovi miti rispetto a quello che può essere abituato un classico fan della Bonelli ma, nonostante si rivolga a un nuovo bacino di lettori, queste serie prendono a piene mani dalla fantascienza classica.
Se nella prima serie troviamo una fantascienza classica più mainstream con non pochi riferimenti tematici al manga e all’animazione giapponese di genere science fiction, e forti sono i rimandi al romanzo Starship Troopers di Robert Heinlein del 1959. Questa seconda serie cambia registro diventato una sorta di Road Movie su carta, in una Italia devasta e post apocalittica.
La storia si apre con le conseguenze del finale nella prima serie, l’umanità ha scoperto che non è stato un attacco alieno a portare la terra alla distruzione, ma un esperimento fallito sulla fisica delle particelle. Scoperta la verità Ringo, dopo aver ucciso e visti morire i suoi compagni, arriva sulla Terra e svela l’inganno sperando che in questo modo l’umanità si ribelli, ma l’umanità della verità non sa che farsene quando si è oramai sull’orlo dell’estinzione e preferisce affidarsi a un governo di crisi presieduto da Jsana Juric colei che ha inscenato l’attacco alieno e che adesso promette agli uomini una via di scampo verso un nuovo mondo.
La seconda serie si apre in questo mondo devastato con un governo dispotico al comando, ma
non tutti si vogliono piegare a questo stato di cose e a Napoli un gruppo di ragazzi cercano d’uccidere la Juric con un attentato, ma falliscono e vengono catturati. Rosa, Nue e Seba sono condannati all’esecuzione, ma a liberarli giungerà Ringo, l’eroe della prima serie, invecchiato che si è allontanato dalla lotta quando ha capito d’aver perso la scommessa sull’umanità con la Juric.
Ringo è stato coinvolto a salvare i tre ragazzi da Barbara sua ex compagna della resistenza e amante, che gli confida che uno dei tre giovani prigionieri è suo figlio, senza però dirgli quale, Ringo li aiuta a fuggire e nel farlo deve affrontare i corvi, guardia del corpo della Juric, cioè i vecchi compagni del pistolero uccisi nella prima serie e trasformati in potenti cyborg. Ringo riesce a salvare i tre ragazzi, e adesso deve fuggire con loro attraverso l’Italia in macerie per raggiungere il nord, vicino al luogo dove c’è stata l’esplosione che ha distrutto il mondo, lì c’è un astroporto clandestino da dove si può partire per un nuovo pianeta.
I dodici numeri della serie parlano appunto del viaggio di Ringo con i tre ragazzi, una delle parti più affascinati è vedere come vengono rappresentate le città italiane dopo l’apocalisse. Dopo una Napoli simile a una megalopoli uscita da Blade Runner, ma al tempo stesso uguale alla se stessa del suo presente e del suo passato, troviamo una Cassino “distrutta” per la terza volta, c’è una Roma dove sul sagrato di San Pietro si coltiva il grano, Lucca divenuta una città fortezza dove le sue mura sono tornate a essere uno sbarramento insormontabile, Bologna diventata una palude con bambini simili a quelli del Signore delle Mosche e l’inizio dell’epilogo che si svolge a Milano oramai una città fantasma. L’ambientazione post-apocalittica diviene un personaggio aggiuntivo della serie.
La famiglia improvvisata di Ringo e dei ragazzi che viaggia e affronta i diversi pericoli e gli incontri sono sempre poco amichevoli. Questa seconda serie è un racconto di strada, di un viaggio di crescita sia per i ragazzi che per Ringo. Lui si trova nella scomoda posizione di figura paterna improvvisata, ma al tempo stesso ritrova nei ragazzi una famiglia, seppur diversa da quella dei suoi compagni d’armi della prima serie.
Anche se questa seconda serie ha come titolo: Orfani: Ringo, il fumetto dimostra d’essere un’opera corale dove spesso l’attenzione si concentra su uno dei ragazzi del gruppo, come anche sul mistero di chi sia davvero il figlio del pistolero, anche se questo particolare diventerà via via sempre meno importante. Da notare il completo cambio di registro rispetto alla prima serie, non solo a livello di trama, non abbiamo più la storia che s’articola tra il passato (cioè l’addestramento) e il futuro degli orfani con la guerra. In questa seconda serie tutto si svolge in una stessa linea temporale. Spesso l’azione passa dal gruppo di Ringo agli intrighi della Juric. I corvi, gli ex orfani sono ancora più affascinanti e caratterizzati rispetto la prima serie, questo in particolar modo vale per Sam che si dimostra più psicopatica che mai.
In ogni albo c’è qualche paragrafo del Mondo dopo la fine, uno pseudo libro scritto dalla Juric, che introduce e chiude le tematiche di quella singola avventura, ci sono messaggi di regime e sulla forza dell’umanità a cercare di continuare a esistere. Questa resta una delle parti più interessanti e originali di questa seconda serie. La Juric è, dopo tutto, uno dei personaggi più carismatici nonostante sia la cattiva della storia, ma dopo tutto non è la prima volta che in un racconto l’attenzione degli scrittori, e di conseguenza dei lettori, si concentri sui personaggi negativi. La Juric è cambiata, se nella prima serie era una sociologa che doveva evitare che la popolazione mondiale si ribellasse ai potenti creando una menzogna ad arte, era cioè un ingranaggio del sistema, in questa seconda serie diviene la leader del mondo, un mondo oramai sull’orlo della distruzione e sembra ossessionata dal potere e dall’ordine. È preoccupata per il ritorno di Ringo e dalla fuga dei ragazzi perché questo potrebbe dare all’umanità una nuova speranza, una speranza vera rispetto a quella del suo governo.
A Ringo non interessano più gli ideali e la verità, ha cercato di farli vedere alla popolazione, ma questa ha preferito la menzogna o la falsa speranza di salvarsi tramite una lotteria che mette in palio biglietti di sola andata per il nuovo mondo; forse alla fine, in un mondo distrutto e una umanità che ha perso tutto, non gli importa gran che la distruzione sia venuta per una falsa invasione aliena o un esperimento andato male.
Da notare che tra la prima e la seconda serie c’è un totale cambio di registro nella narrazione, nella prima tutto si mantiene su un piano piuttosto tranquillo, gli orfani addestrati nonostante alcuni colpi di testa sono forse fin troppo maturi per l’età che hanno. Diversi invece sono Rosa, Nue e Seba sono adolescenti ribelli, che in molte situazioni costringono Ringo a salvarli o a trattali male, in più la relazione tra i tre adolescenti è molto più autentica, tanto che i tre la notte prima dell’esecuzione nel primo numero fanno sesso. Nella serie si sviluppa uno strano triangolo sentimentale, anche se Rosa non vuole proprio scegliere tra Nue e Seba.
La seconda serie si dimostra più oscura e violenta della prima, ma anche tecnologicamente meno avanzata (naturalmente a parte i Corvi) questo perché siamo molto più vicini alla distruzione del mondo.
Finita questa seconda serie ad ottobre inizierà la terza, Orfani: nuovo mondo dove la protagonista sembra essere Rosa, ma sicuramente avremo degli sviluppi molto interessanti visto come è finita la seconda. Sembra che l’idea di Orfani sia quella di farne un’opera quasi generazionale. Il nuovo mondo è alieno, o forse si dovrebbe dire che l’umanità è aliena in questo pianeta. Sicuramente come avvenuto tra la prima e la seconda serie, in questa terza serie ci saranno molti cambiamenti e vedremo altri temi tratti dalla fantascienza.
A cura di Filippo Caracciolo
