Recensione Oltre le nuvole, il luogo promessoci

Oltre le nuvole, il luogo promessoci è un film d’animazione giapponese creato e diretto da Makoto Shinkai. Il cast vocale originale è composto da: Hidetaka Yoshioka, Masato Hagiwara, Yūka Nanri, Unshō Ishizuka, Kazuhiko Inoue, Risa Mizuno, Hidenobu Kiuchi.


Il cast vocale italiano è composto da: Alessio Puccio, Davide Perino, Agnese Marteddu, Fabrizio Russotto, Roberto Certomà, Ludovica Bebi, Massimo Triggiani.

Il Giappone dopo la seconda guerra mondiale si è diviso in due parti, una sotto il controllo degli Stati Uniti e una legata all’Unione Sovietica. Negli anni novanta il paese si riunisce e soltanto Hokkaidō rimane occupata dai sovietici, i quali costruiscono una torre smisurata che è in realtà un’arma in grado di trasformare il mondo in un universo completamente differente.

Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa, due amici all’ultimo anno di scuola media, stanno costruendo un aereo per realizzare il loro sogno di volare vicino alla Torre di Hokkaido, imponente costruzione visibile anche a molti chilometri di distanza. Sayuri Sawatari, compagna di classe dei due, inizia a frequentarli e si fa promettere che la porteranno con loro quando il velivolo sarà finalmente in grado di decollare.

   

Dopo le vacanze estive la ragazza però sparisce improvvisamente e i due amici prendono strade diverse: mentre Takuya lavora come fisico facendo ricerche su universi paralleli, Hiroki si iscrive a una scuola di Tokyo per allontanarsi dai luoghi che gli ricordano il suo passato e i sentimenti che prova per Sayuri. La ragazza intanto è ricoverata in ospedale all’insaputa degli amici per una grave forma di narcolessia, a causa della quale dorme ininterrottamente.

Dopo un cortometraggio concepito e realizzato sul proprio Mac come Voices of a Distant Star, Shinkai mette per la prima volta il suo talento visivo al servizio di una produzione ad alto budget. Il risultato è folgorante: la capacità di Shinkai di aprire l’inquadratura su orizzonti di vastità apparentemente infinita è unica.

In Oltre le nuvole, il luogo promessoci il termine “regia” assume un significato quanto mai affine a quello inteso al di fuori del mondo anime, perché il senso dell’inquadratura di Shinkai piega e modella i limiti di quello che può normalmente consentire il cinema di animazione. L’uso del colore e l’abbinamento di questi con le sfumature emozionali dei personaggi rappresenta un film a sé, tanto è mirabile la sua realizzazione. Tanta è la concentrazione del regista nel dar vita ai paesaggi o nel regalare spessore ai propri personaggi – complessi, carichi di sensibilità e mai riducibili a caricature – che la trama finisce per passare in secondo piano.

La narrazione scorre lenta,a volte troppo,ma riesce comunque a mantenere la tua attenzione.
Come in molti altri film dell’autore ,vi sono riprese di ampi spazi ,quasi panoramiche se così si vogliono intendere,grandi vallate,l’immensità del cielo e dell’oceano.
Queste riprese creano un momento di tranquillità e di pace nell’animo dello spettatore,sono immagini che ti lasciano un attimo senza fiato,quasi risucchiato dalla loro grandezza e dalla mancanza di limiti.

Personaggi:
Dal punto di vista della caraterizzazione,alcuni protagonisti sono ben delineati,altri sono invece solamente abbozzati.
Il monologo introspettivo che l’autore mette in atto per il personaggio Hiroki è qualcosa di spettacolare;le sensazioni , i pensieri più reconditi del suo animo vengono a galla con parole poetiche .
Hiroki,un ragazzo che sembra aver perso tutto,la sua vita è immersa nel grigiore della monotonia,trasferitosi lontano per scappare ai propri ricordi,gli stessi che lo aiuteranno a ricongiungersi con Sayuri.

La protagonista femminile,Sayuri Sawatari,è un personaggio interessante.
All’inizio del film sembra rivestire un ruolo marginale nella vita dei due ragazzi;ma nel film si scopre quanto quei momenti passati insieme siano stati importanti non solo per Takuya e e Hiroki,ma anche per la stessa Sayuri,che si ritrova in un luogo desolato e sperduto,in cui l’unico contatto che le resta con la realtà sono proprio quei ricordi felici.
E’ un personaggio che suscita stupore,passando da ruolo banale ,oserei dire,ad un ruolo centrale .

Al contrario,la caratterizzazione di Takuya Shirakawa mi ha un pò deluso,è un personaggio piatto,i suoi sentimenti non vengono resi noti e quindi ai miei occhi non ha avuto molto peso,se non quello di essere il migliore amico di Hiroki.

In conclusione un’ottima opera sotto ogni punto di vista. Unico difetto l’eccessiva lentezza nella narrazione, cosa che però non compromette minimamente il suo valore. Non siamo ancora ai livelli di “5 cm per sec” ma poco ci manca. Da vedere assolutamente.


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