Oceania (Moana) è un film d’animazione in computer grafica del 2016 prodotto da Walt Disney Pictures e i Walt Disney Animation Studios e diretto da Ron Clements e John Musker.
Il Cast vocale originale della pellicola è composto da: Auli’i Cravalho, Dwayne Johnson, Rachel House, Temuera Morrison, Jemaine Clement, Nicole Scherzinger, Alan Tudyk, Oscar Kightley, Troy Polamalu, Puanani Cravalho, Louise Bush, Chris Jackson.
Il Cast vocale italiano della pellicola è composto da: Emanuela Ionica, Chiara Grispo, Sophie Giuliani, Fabrizio Vidale, Roberto Pedicini, Micaela Incitti, Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi.
In principio c’era solo l’Oceano, finché non emerse l’isola madre Te Fiti. Il suo cuore, una piccola pietra verde, aveva il più grande potere magico mai conosciuto: creare la vita. Col tempo, in molti cominciarono a scoprire questo potere, finché un giorno il cuore venne rubato dal semidio mutaforma Maui per donarlo all’umanità. Durante la sua fuga, Maui venne attaccato dal demone di lava Te Kā, provocando la caduta del cuore e del suo magico amo da pesca nell’Oceano. Da quel momento, non si seppe più nulla del semidio.
Mille anni dopo, la piccola Vaiana Waialiki, figlia ed erede del capo della piccola isola polinesiana di Motunui, viene scelta dall’Oceano stesso per ripristinare il cuore della dea. Crescendo, suo padre Tui le insegna che l’isola ha tutto ciò di cui necessita il suo popolo; purtroppo, anni dopo i pesci cominciano a scarseggiare e la vegetazione a marcire, perciò Vaiana propone al padre di superare il reef per trovare più pesce, ma Tui, memore di una brutta esperienza in cui morì il suo migliore amico, respinge duramente questa proposta, e proibisce a chiunque di navigarvi oltre. Tala, nonna paterna di Vaiana e “matta del villaggio”, mostra alla nipote una grotta segreta nascosta dietro ad una cascata, dove si trovano vecchi relitti di barche che suggeriscono un passato in cui gli antenati degli isolani erano navigatori. Tala consegna alla nipote il cuore di Te Fiti, conservato sin dal momento in cui Vaiana venne scelta dall’Oceano, e le spiega che l’oscurità liberata da Maui sta cominciando a consumare l’isola. Poco dopo, Tala viene colta da un malore e, prima di morire, sussurra alla nipote di partire alla ricerca di Maui.
Vaiana parte in compagnia del pollo domestico HeiHei, ma l’imbarcazione viene travolta da un tifone. La mattina seguente, Vaiana si risveglia sull’isola abitata da Maui, il quale cerca di intrappolarla in una caverna per appropriarsi della sua barca ed andare così alla ricerca del suo amo da pesca; Vaiana fugge dalla caverna e prova a convincere Maui a restituire il cuore, ricevendo un netto rifiuto, dato che Maui teme che il potere della pietra possa attirare creature oscure. Infatti, poco dopo compaiono i Kakamora, piccoli pirati rivestiti da noci di cocco, i quali assaltano la barca e rubano il cuore, nel frattempo ingoiato da HeiHei, che viene prontamente recuperato.
Maui acconsente a ripristinare il cuore di Te Fiti, ma solo dopo aver ritrovato il suo amo da pesca (grazie al quale può trasformarsi e compiere magie) a Lalotai, il Regno dei Mostri, dove viene conservato da Tamatoa, un gigantesco granchio che colleziona oggetti preziosi. Dopo aver ingannato Tamatoa ed aver riottenuto l’amo da pesca, il viaggio prosegue con Maui che insegna a Vaiana a salpare e navigare seguendo le stelle. Vaiana chiede a Maui cosa intendesse dire Tamatoa riguardo ad un suo drammatico passato; Maui non intende parlarne, ma infine ammette di essere nato umano, che i suoi genitori non lo volevano e lo gettarono in mare (fatto rappresentato in un tatuaggio che tiene sempre coperto con i capelli), e che venne salvato e divenne un semidio grazie all’intervento degli Dei: Vaiana comprende che questo è il motivo per cui ha sempre cercato di accontentare gli esseri umani (alzando il cielo, donando il fuoco, rallentando il sole, imprigionando i venti, creando le palme e così via).
Una volta arrivati presso Te Fiti, vengono attaccati da Te Kā. Maui viene sopraffatto, e Te Kā danneggia gravemente il suo amo da pesca, scagliando la barca lontano. Adirato dal fatto che combattere nuovamente contro Te Kā potrebbe significare la distruzione del suo amo da pesca, Maui abbandona Vaiana, dicendole che con lei l’Oceano ha sbagliato persona. Sconvolta, Vaiana implora l’Oceano di riprendersi il cuore e scegliere un’altra persona per restituirlo a Te Fiti. Lo spirito di Tala (reincarnatasi in una manta) e dei suoi antenati incoraggiano Vaiana, la quale torna da Te Fiti. Maui, pentitosi, decide di tornare per distrarre Te Kā, con la conseguenza che l’amo da pesca viene distrutto nella battaglia. Giunta sulla cima Vaiana sconvolta scopre che Te Fiti non c’è più, e che di lei è rimasta solo l’impronta. Osservando da lontano notà un segno circolare sul petto di Te Kā. Vaiana realizza infine che Te Kā altri non è che Te Fiti stessa senza più il suo cuore, ed è infine impazzita. Vaiana chiede all’Oceano di creare un passaggio affinché Te Kā possa avvicinarsi a lei, poi canta una canzone chiedendo a Te Kā di ricordarsi chi è veramente. Il demone di fuoco si calma al canto di Vaiana permettendole così di restituirle il cuore. Te Fiti riacquista la sua forma originaria e, in segno di gratitudine, dona una nuova barca a Vaiana e un nuovo magico amo da pesca a Maui, prima di ritrasformarsi in un’isola. Inoltre, sul corpo di Maui compare un nuovo tatuaggio raffigurante Vaiana navigatrice. Una volta tornata a Motunui, Vaiana fa sì che gli abitanti dell’isola si riapproprino del loro passato, ricominciando a viaggiare e salpare alla ricerca di nuove isole, accompagnati da Maui (trasformatosi in un falco) e da Tala (in forma di manta).
Nella scena dopo i titoli di coda, si vede Tamatoa ancora capovolto dopo la fuga di Vaiana e Maui che canta tristemente, dopodiché rompe la quarta parete rivolgendosi al pubblico affermando che se si fosse chiamato Sebastian e avesse parlato con un accento giamaicano, la gente avrebbe fatto a gara per aiutarlo.
Un anno formidabile per la Disney che dopo Zootropolis, singolare versione animale del contratto sociale, e Alla ricerca di Dory, il miglior sequel della Pixar alla ricerca della ‘memoria’ perduta, realizza un classico Disney in prossimità del Natale. Oceania, racconto di formazione ondoso, s’iscrive nella linea del sontuoso Frozen con cui condivide lo stesso patrimonio genetico (occhi immensi, zigomi alti, chioma fluente), la stessa vocazione per l’azione, la stessa natura intraprendente, la stessa volontà di doppiare il contegno delle principesse tradizionali godendo di una gioiosa informalità. Perché da diversi anni e diverse principesse, lo studio di Burbank cerca personaggi che agiscano invece di subire, emancipati da vincoli narrativi anacronistici e desueti.
In faccia a una concorrenza sempre più cinica, che reclama una certa, ma sempre controllata irriverenza, la Disney schiera Rapunzel, Merida, Elsa, Anna, Vaiana, spostando più avanti la frontiera del femminile. E a questo giro di vento al cuore della favola non c’è più una principessa e nemmeno una storia d’amore. Due ‘emendamenti’ che evolvono la narrazione, cambiando l’interazione dell’eroina coi suoi interlocutori. Melange bronzeo di fragilità e potenza, Oceania è autosufficiente e fa avanzare il racconto da sola, veleggiando oltre il reef. Confine liminare da superare per costruire la propria identità e ricostruire quella del suo popolo.
Traghettata nell’età adulta dalla volontà e da una voce che canta di dentro (e di fuori), Vaiana si accompagna con Maui, semidio narciso, e Heihei galletto inavveduto. Irresistibili compagni di ventura che non servono a guidarla o consigliarla ma agiscono da rivelatori della sua natura profonda. Spetterà piuttosto a Vaiana il dovere di rimetterli sulla retta via, quella metaforica dell’integrità per Maui, Prometeo spaccone che ha rubato la scintilla agli dei, e quella letterale, la direzione giusta verso cui guardare, per HeiHei, gallo sconnesso a cui la protagonista riallinea lo sguardo perché non si getti tra i flutti. E una donna che riesce a gestire la crisi esistenziale di un semidio svigorito, la Disney segnala con finezza la crisi contemporanea della virilità, e a sorvegliare i ‘colpi di testa’ di una creatura instabile tra i marosi, saprà far fronte alle prove della vita, portando a termine la missione di cui l’Oceano l’ha investita: trovarsi e ritrovare l’armonia con la natura.
Navigando in un décor a priori monotono, il film si svolge principalmente in mare aperto, John Musker e Ron Clements lo increspano, misurando la sua incommensurabilità e valendosi dei suoi movimenti per tradurre le emozioni dell’eroina. Disseminato di prove iniziatiche, l’oceano è un autentico personaggio, muto ma determinato. Come il tappeto volante di Aladdin è compagno fidato di Vaiana e dona sovente alle scene un ammicco sapido e ‘refrigerante’. Malgrado le polemiche (esagerate) sollevate intorno alla ‘grossezza’ di Maui, personaggio della mitologia polinesiana rappresentato altrove erculeo e longilineo, Oceania celebra la cultura polinesiana, sublimandola e armonizzandola con la tradizione disneyana. Musker e Clements si sono recati nel Pacifico e avvalsi della collaborazione di archeologi, antropologi, linguisti, storici, pescatori, navigatori, artisti e tattoo masters locali, producendo insieme un universo coerente e rispettoso di costumi e leggende. Pescando nei classici Disney e in una struttura classica, improntata ai codici del buddy movie, la zattera di Oceania carica buon umore e strizza l’occhio a Frozen, da cui ricalca ‘duo’ e ‘duetti’, e a Hercules, da cui riprende la maniera di raccontare per disegni. Maui, disegnato a immagine e somiglianza di Dwayne Johnson, di cui converte la massa e l’atletismo, trova nel suo doppio tatuato sul petto una sorta di grillo parlante che prova a moderarne il carattere farfallone e prossimo al genio di Aladino. E su quel corpo inciso dalla vita Vaiana legge il dolore, la gloria e la caduta di Maui, interpretandone la storia, riabilitandola e rilanciandola.
Perché questa nuova eroina Disney, che rifiuta l’etichetta di principessa per quella di “figlia del capo”, è maieutica. Vaiana istruisce, sviluppa, dà credito, domanda, genera entusiasmo, fa con gli altri navigando sulla stessa barca e a livello del mare, spiega come si fa e impara come si fa, guarda al futuro e produce una nuova idea di futuro, rinunciando al bene transitorio per accompagnare una tartaruga al mare. Vaiana non è una principessa, a dispetto del costume e l’animale sidekick, a dispetto di Maui che le rinfaccia la tradizione. È una giovane navigatrice che canta e col suo canto (“How Far I’ll Go”) fa esistere il mondo. Il nuovo mondo, su cui posa la sua conchiglia. Che prende l’onda e torna al mare, come lei.
