Nightmare Before Christmas

¤ Recensione Nightmare Before Christmas

Nightmare Before Christmas (The Nightmare Before Christmas) è un film d’animazione del 1993 diretto da Henry Selick, ideato e prodotto da Tim Burton. Il film è realizzato in stop-motion, cioè usando dei pupazzi mossi a mano dagli animatori di fotogramma in fotogramma. Uscì nei cinema americani il 29 ottobre 1993 e italiani il 5 dicembre 1994.


Il cast vocale nella versione originale è composto da: Danny Elfman, Chris Sarandon, Catherine O’Hara, William Hickey, Glenn Shadix, Paul Reubens, Ken Page, Edward Ivory.

Il cast vocale nella versione italiana è composto da: Renato Zero, Laura Boccanera, Marjorie Biondo, Francesco Vairano, Giorgio Lopez, Fabio Alessandrini, Daniele Viri, Monica Ward, Francesco Caruso Cardelli, Augusto Giardino, Ennio Coltorti, Andy Surdi, Silvio Spaccesi.

Il film inizia con una panoramica attorno agli Alberi delle Feste più Liete: un circolo di alberi con la peculiarità di avere ognuno di loro una porta che permette, varcato il suo uscio, di accedere ad un mondo parallelo dedicato completamente alla festa indicata dalla forma della porta. Questa scena è commentata in rima da una voce fuori campo che annuncia che la storia che verrà raccontata si svolgerà nel Mondo delle feste più liete. La panoramica attorno al circolo degli Alberi delle Feste si ferma mostrando in primo piano la Porta di uno di questi alberi: la porta in questione ha la forma di una Zucca di Halloween, pertanto varcando questa porta si può accedere ad un mondo immaginario dedicato completamente alla Festa di Halloween.

La scena si conclude con una carrellata che varca l’uscio della porta in questione che si è magicamente aperta: dopo questo parte il momento musicale Questo è Halloween che introduce il Paese di Halloween: un mondo immaginario dedicato completamente alla Festa di Halloween, dove vivono tutti i mostri della festività e tutto ruota intorno alla Festa del 31 ottobre i cui preparativi durano l’intero anno nel mondo in questione.

A capo della festa c’è il re di Halloween, un certo Jack Skeletron. Jack è amato e rispettato da tutti, ma lui si sente annoiato dalla ripetitività dei festeggiamenti e sente che c’è qualcosa che manca nella sua vita.

Mentre vagabonda nel bosco accompagnato dal suo cane Zero, Jack scopre un circolo di alberi che non ha mai visto prima. Ogni tronco ha una porta con una forma diversa: un uovo (la Pasqua), un tacchino (il ringraziamento), un cuore (San Valentino), un trifoglio (San Patrizio), una Jack-o’-lantern (Halloween) ma lui è subito attratto da quello con su disegnato un albero di Natale. Appena lo apre viene risucchiato in una città piena di neve, luci e felicità, viene attratto da tutti quei colori, dai regali e dalla gioia che si respira in questo posto rendendosi subito conto che è questo ciò che stava cercando.

Appena rientra nella città di Halloween, Jack chiama gli abitanti per un incontro. Mostra loro tutti i vari oggetti che caratterizzano il Natale, però gli altri cittadini non riescono ad afferrare il messaggio del Natale e vedono quei manufatti sempre con gli occhi di un abitante di Halloween. A Jack, frustrato da ciò, non resta altro che spiegare loro il Natale nell’unico modo in cui possono capirlo: così racconta che lì il capo ha una voce profonda, delle chele al posto delle mani, vola in cielo con una slitta trainata da animali mostruosi e si fa chiamare Babbo Nachele.

Dispiaciuto dall’incapacità dei suoi amici di capire il Natale, Jack si chiude in casa e inizia a fare varie prove ed esperimenti per capirlo fino in fondo. Giunge alla conclusione che basta realizzarlo per farlo funzionare, allora informa tutti che quest’anno penserà lui ai festeggiamenti del Natale.

Assegna precisi compiti ad ogni abitante per far sì che la festa diventi anche loro. A Sally spetta il compito del costume, mentre al trio Vado, Vedo e Prendo quello di rapire Babbo Nachele, cioè Babbo Natale, che una volta catturato viene consegnato allo spaventoso e malvagio Mr. Bau Bau, anche se Jack si era espressamente raccomandato di non farlo.

Nonostante gli sforzi di Jack di creare un gioioso Natale, gli abitanti finiscono comunque per confondere le idee di Halloween con quelle del Natale creando giocattoli, doni e decorazioni in apparenza innocui, ma che invece si rivelano pericolosi e spaventosi.

Sally, segretamente innamorata di Jack, ha una visione catastrofica dell’evento che sta organizzando e cerca di avvertirlo, ma lui è troppo preso dalle sue fantasie e dalla novità per ascoltarla, così lei tenta di fermarlo creando una fittissima nebbia ma la slitta di Jack decolla comunque grazie al naso luminoso di Zero (similmente a Rudolph la renna dal naso rosso).

La notte di Natale Jack consegna ai bambini del mondo reale i regali preparati dai suoi concittadini, ma quel mondo si rivela meno grato di quanto lui pensasse. Polizia e giornali invitano i cittadini a barricarsi in casa a causa di un furfante che sta rovinando i festeggiamenti spacciandosi per Babbo Natale. La slitta di Jack viene persino presa di mira dai militari, e infine abbattuta dalla contraerea.

Il mondo reale si rallegra per aver abbattuto il furfante, ma viene comunque annunciato che se non si troverà il vero Babbo Natale la festa verrà cancellata.

Jack però riprende i sensi e sentendo questa notizia realizza la sua insensatezza e il fallimento del suo Natale. Capisce che il suo vero ruolo nella vita è essere il re delle zucche e si ripromette di realizzare i prossimi festeggiamenti di Halloween come i migliori di tutti i tempi.

Nello sforzo di salvare la festa e rimediare ai suoi errori, Jack corre alla città di Halloween, dove tutti lo credevano morto, per liberare il vero Babbo Natale. Approfittando dell’effetto a sorpresa entra nella tana del Bau Bau e trova anche Sally, lotta così con il nemico ma Bau attiva delle trappole per uccidere Jack. Bau fallisce però perché Jack, essendo molto agile, li schiva facilmente. Bau però non si arrende e comincia a sparare ma ancora una volta Jack schiva i suoi attacchi. Bau si accorge che ormai Jack si sta avvicinando e così, in preda al panico, comincia a scappare e si precipita ad accendere una lama affilata per colpirlo alle spalle scucendo però un filo di se stesso. Grazie a Sally, Jack se ne accorge e schiva il colpo atterrando infuriato davanti a Bau. Bau tenta di fuggire su un gigantesco lampadario ma Jack, notando il filo scucito di Bau, comincia a tirarlo scucendo il Bau Bau e lo impiglia in un gigantesco ventilatore strappando così il sacco/pelle di Bau che, perdendo tutti i suoi insetti, cessa di esistere.

Babbo Natale può ora salvare la sua festa e magicamente vola fuori dal camino della casa di Bau Bau per tornare a ristabire la pace nel mondo reale sostituendo i giocattoli distribuiti da Jack con i suoi. Volando con la sua slitta sopra la città di Halloween augura a tutti Buon Halloween e porta loro un dono: la neve. Solo ora gli abitanti di Halloween finalmente capiscono cos’è il vero spirito del Natale.

Sally rivela a Jack i suoi sentimenti e la storia si conclude con il loro bacio sull’innevata Collina del Terrore, felici di essere loro stessi.

im Burton’s The Nightmare Before Christmas si muove leggiadro come lo scheletrico Jack, sulle note della fantasia più pura ed ispirata, mosso con cura e dedizione dal regista burattinaio Henry Selick. Ma nel film girato in stop motion, il ripieno è tutto della zucca di Tim Burton, tanto da insinuarsi persino nel titolo. Stile riconoscibile per l’impronta gotica dei toni e soprattutto per lo scontro tra realtà opposte, in cui il difforme svetta sul banale per coraggio e ingegno. Sull’esempio del malinconico Edward mani di forbice e dell’esperienza del suo creatore, anche Jack punta goffamente all’integrazione, dimenticando che il bene da preservare è invece la differenza.

Burton ripropone lo scontro Io/Mondo sulle esili spalle di un personaggio che ha il coraggio di scuotersi dal torpore delle rassicurazioni e delle aspettative che gli altri ripongono in lui, esaltando la stranezza come parte fondamentale del vivere. Un film che gioca delicatamente con piani opposti della percezione, con il tentativo testardo di dare forma e concretezza (gli abiti, i regali, la slitta) a qualcosa di astratto e impalpabile (la felicità, la gioia di vivere).

Una rara sensibilità delinea una morale necessaria per un racconto natalizio (siamo in casa Disney), senza mai cadere nel banale ed eccedere nel moralismo. La condanna di una mentalità materialista impone un recupero di una dimensione valoriale pura, capace di viaggiare anche solo attraverso i sogni e le aspirazioni più audaci. Tra teste mozzate, vermi e cicatrici, l’opera di Burton celebra più di ogni altra cosa la vena pulsante del cambiamento, cantando a squarcia gola.


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