Ispirato al grande Mazinkaiser di Go Nagai e correlato al progetto degli OAV il manga di Mazinkaiser SKL Versus vede la luce nel 2012 per mano di Kazumi Hoshi che seguendo le linee base dell’opera ricrea la storia dell’anime con qualche piccola aggiunta.
La trama del manga è tanto schietta quanto immediata e il suo primo volume scaraventa il lettore nella più brutale “medias res”. In un remoto futuro post-apocalittico, la Terra si è trasformata in un unico, infernale campo di battaglia. Bande di selvaggi mercenari, fanatici isolati, un “Governo Nemico” dai generali ammantati d’ombra e l’Esercito Internazionale Alleato che tenta di riportare la pace si scontrano in un vortice di violenze che non sembra avere fine, armati dei rispettivi giganti robotici. Per anni la Professoressa Uzuki, collaboratrice dell’Esercito Alleato, ha cercato il pilota giusto da affiancare al glaciale Magami Ryo alla guida del più potente robot da combattimento mai costruito, il terribile Mazinkaizer. Poi, finalmente, ecco l’uomo perfetto, colui che è in grado di domare le fiamme del Kaizer. Il suo nome è Kaido Ken e dentro di sé ha la forza di un demone. Ma i problemi sono tutt’altro che terminati: far convivere due personalità così diverse, l’impassibile e cinico Magami con l’esplosivo e istintivo Kaido, sarà l’impresa più difficile di tutte. Eppure la loro collaborazione è indispensabile per liberare le piene potenzialità del Mazinkaizer e poter così far fronte ad avversari che, scontro dopo scontro, si fanno sempre più agguerriti e spietati e mirano a dominare il mondo intero.
Avevamo già visto la serie OVA e ci ha fatto piacere che questo manga non fosse uno sterile adattamento dei tre episodi. Ken e Ryo sono gli stessi bastardi attaccabrighe e assetati di sangue della serie, il Mazinkaizer la solita terribile e inarrestabile arma da guerra, in aggiunta finalmente possiamo goderci un po’ la presenza di Scarlet, la pilota del Wingle che muore all’inizio della missione del primo episodio, di contro Tsubasa Yuki, che nella serie aveva una parte importante, fa solo delle brevi comparsate tra una missione e l’altra, quando i nostri si ritrovano nell’hangar. Mi è piaciuto molto il capitolo prequel, più o meno a metà volume, dove viene presentato un altro personaggio che non era presente nell’anime, la professoressa Uzuki, che dopo l’ennesimo fallimento nella ricerca di un pilota per il Kaizer, finisce per scovare Ken in un penitenziario militare. Spero che nei prossimi due volumi ci sia anche qualche prequel sulla creazione del Mazinkaizer. Tantissimi i riferimenti ad altre opere di Nagai in alcuni personaggi e soprattutto nei mecha, che a fine volume vengono anche identificati precisamente con mostri presenti in Devilman o lo stesso Wingle, che sembra Devilady. Ovviamente se vi chiedete il significato di SKL, basta dare un’occhiata al teschio del pilder per capire che è un abbreviazione (codicefiscalese XD) di Skull.
Anche se il manga si differenzia in meglio rispetto agli insipidi OAV arrivati in Italia qualche anno fa, questa nuova versione non ha niente a che vedere con i vari remake ed i seguiti farciti di citazioni Nagaiane che sono arrivati e che, per nostra fortuna, continuano ad arrivare. Il design del manga di Mazinkaiser SKL Versus risulta essere molto sporco e, decisamente, più grezzo e nettamente meno incisivo del bellissimo Mazinkaiser originale, che era una piacevole digressione sui Mazinga visti fino a quel momento, presentandocene una versione nuova e pompata all’ennesima potenza.
L’esibizione di forza bruta tra le enormi macchine pilotate da personaggi dalle personalità piuttosto monocromatiche (l’incandescente Kaido, l’altezzoso Magami, l’imperturbabile Capitano Scarlet…) prendono decisamente il sopravvento rispetto a qualunque altro aspetto della narrazione che avrebbe meritato maggiore spazio.
Anche i personaggi principali del manga appaiono sviliti e risultano sparire se paragonati ai personaggi principali degli altri remake visti fino a questo momento.
Conclusa la nostra valutazione sull’opera, dobbiamo fare i nostri migliori complimenti alla Jpop che, ancora una volta, ci ha portata un’opera legata all’universo nagaiano, proponendocela in tre volumi nel formato deluxe, con sovracopertina in carta patinata al prezzo di 5,90 € e con un adattamento che rispecchia gli standard qualitativi che, da sempre, l’editore ci ha abituato ad avere.
