¤ Recensione Mazinkaiser (OAV)

Mazinkaiser è una serie di OAV giapponesi pubblicata nel 2001, basata sulla serie televisiva Mazinga Z di Gō Nagai e sui suoi seguiti.


L’opera è indipendente dalle vicende di UFO Robot Goldrake in quanto i personaggi si muovono in una cronologia parallela rispetto alla saga degli anni settanta.

Il cast vocale originale è composto da: Hiroya Ishimaru, Ai Uchikawa, Fumihiko Tachiki, Hiroshi Yanaka, Mitsuki Saiga, Hideyuki Umezu, Hidenari Ugaki, Koichi Nagano, Hidekatsu Shibata, Haruko Kitahama, Goro Naya, Sayaka Aida, Kosei Tomita.

Il cast vocale italiano è composto da: Fabrizio Vidale, Domitilla D’Amico, Gil Baroni, Giuliano Bonetto, Alessandra Korompay, Dante Biagioni, Sergio Matteucci, Silvio Anselmo, Gianni Giuliano, Luca Biagini, Maria Pia Di Meo, Sergio Tedesco, Alessio Nissolino, Carlo Marini, Emanuela Baroni, Laura Lenghi.

Il Giappone è di nuovo sotto attacco da parte dei mostri meccanici del malvagio dottor Hell guidati dal perfido barone Ashura. Il Grande Mazinga (pilotato da Tetsuya Tsurugi) e Mazinga Z (pilotato da Koji Kabuto), con l’aiuto di Boss Robot e Afrodite A (pilotati rispettivamente da Boss e Sayaka Yumi), combattono per la salvezza dell’umanità. Durante il combattimento, i nostri eroi subiscono gravi danni, soprattutto Mazinga Z che viene separato dal suo pilota Koji Kabuto e catturato. Koji e il suo Hover Pilder vengono scaraventati in aria da un mostro meccanico e di loro si perde ogni traccia. Il barone Ashura modifica Mazinga Z e, con esso, parte all’attacco dell’Istituto di ricerca per l’energia fotoatomica trovando a contrastarlo un Grande Mazinga ancora troppo danneggiato.

     

Tutto sembra perduto quando all’improvviso un enorme robot compare sulla scena distruggendo in un sol colpo tutti i mostri meccanici e costringendo alla ritirata Ashura che abbandona Mazinga Z. Il prof. Yumi, padre di Sayaka e responsabile dell’Istituto di ricerca, riconosce il robot: è Mazinkaiser, progettato anni prima da Juzo Kabuto, nonno di Koji e creatore di Mazinga Z. Con sorpresa di tutti, si scopre che a pilotarlo è Koji, il quale ne ha perso il controllo perché svenuto a causa dell’immenso sforzo richiesto per azionarlo. Mazinkaiser è stato costruito con la “Super Lega New Z Alpha”, molto più resistente della “Super Lega Z” utilizzata per Mazinga Z, ed è stato trovato da Koji in un laboratorio segreto dove l’Hover Pilder, guidato da un programma automatico, ha condotto il ragazzo e dove un ologramma di suo nonno gli ha lasciato in eredità il nuovo robot.

Con la comparsa di Mazinkaiser, i piani del barone Ashura si fanno più sofisticati, ma nemmeno con l’invio di tre affascinanti androidi (chiamate Gamia Q) per uccidere Koji riesce nei suoi intenti.

Nel frattempo, all’Istituto di ricerca i professori Sewashi, Morimori e Nossori, assistenti del prof. Yumi, costruiscono un nuovo e più potente robot per Sayaka, Venus Alpha, dotandolo anche di nuove armi. In seguito, all’Istituto arrivano due nuove assistenti del prof. Yumi, Lolly e Laure, la cui avvenenza e malizia (in un episodio le ragazze seminude in spiaggia si fanno spalmare di olio solare e palpeggiare da Koji) mette nei guai il protagonista nei confronti di Sayaka (che dal canto suo, nell’episodio citato precedentemente, si mostra con un più casto costume; nello stesso episodio, Sayaka rimane a seno scoperto in un combattimento contro le maschere di ferro).

Il dottor Hell, durante degli scavi tra le rovine dell’isola di Bardos (sua base), rinviene dei mostri meccanici molto più potenti dei suoi precedenti, i “mostri guerrieri”, con i quali sferra un nuovo attacco contro l’Istituto di ricerca, danneggiandolo seriamente. In aiuto dei nostri, torna Tetsuya (precedentemente ritiratosi dalle battaglie al termine del secondo episodio per riprendersi dalle ferite subite) a bordo del “vero” Grande Mazinga, costruito dal professor Juzo Kabuto e rinvenuto da Tetsuya e Jun Hono (amica d’infanzia di Tetsuya e collaboratrice all’Istituto di ricerca) nello stesso laboratorio segreto dove era nascosto Mazinkaiser e molto più potente rispetto alla sua versione comparsa all’inizio della serie (costruita all’Istituto di ricerca sulla base dei progetti del professor Juzo Kabuto). Il barone Ashura arriverà a farsi fondere ad un imponente mostro guerriero pur di sconfiggere Mazinkaiser, che affronterà proprio sull’isola di Bardos, ma neanche questo porta alla vittoria il dott. Hell; infatti, con una nuova arma, Mazinkaiser sconfigge definitivamente Ashura che morirà in un’enorme esplosione, la quale innescherà una reazione a catena che distruggerà l’isola del dott. Hell. Quest’ultimo, mentre sta per morire avvolto dalle fiamme, urla contro Koji che prima o poi sarebbe tornato dall’Inferno per vendicarsi.

Dopo questi avvenimenti, sembra che ormai la pace regni nel mondo, almeno finché non risorge all’improvviso l’antico popolo dei Mikenes che mette a ferro e fuoco l’intero pianeta. Koji, Sayaka e il prof. Morimori, che in quel momento erano a Parigi in vacanza, cercano di rientrare in Giappone con un aereo (Koji non riesce a farsi inviare Manzikaiser in quanto le comunicazioni sul pianeta sono state bloccate dai nuovi conquistatori), ma vengono attaccati dai mostri guerrieri nemici e solo grazie al sacrificio di Lolly e Laure a bordo del loro robot Million Alpha riescono a salvarsi, precipitando in seguito in Europa.

L’esercito dell’Unione europea dà loro una mano per raggiungere il Giappone, ma in questo frangente il prof. Morimori si sacrifica anch’egli per fermare un attacco improvviso da parte dei mostri guerrieri. Il Grande Mazinga viene danneggiato negli Stati Uniti, Venus Alpha (il modello pilotato da Jun Hono, differente rispetto a quello pilotato da Sayaka) viene abbattuto in Australia e i robot alleati Vayon Beta e Dyon Gamma vengono distrutti rispettivamente in Egitto e in Cina.

Arrivato finalmente in Giappone, Koji prende i comandi di Mazinkaiser che era stato nascosto in una nuova base segreta in orbita sulla Terra e qui potenziato. Il robot sconfigge con facilità i mostri guerrieri rimasti e affronta il capo assoluto delle forze di Mikene, il malvagio Generale Nero, riuscendo, dopo una dura battaglia, a trionfare. Questa volta la vittoria è certa e ai nostri eroi non rimane che piangere i loro amici morti per la salvezza del pianeta e vivere serenamente in pace.

Non raggiunge il pathos di Great Mazinger e Goldrake, ma è comunque gradevole da guardare. I disegni e i colori sono belli. Anche l’inizio della serie con la scoperta del Mazinkaiser è interessante soprattutto quando appare fuori controllo ed è descritto come il robot che può essere un Dio o un Demone. La sua potenza debordante richiama alla mente la dimensione della hybris (dismisura) greca.

Per chi ha amato la Mazinsaga di Nagai, ci sono delle scelte discutibili (come la riproposizione di mostri già apparsi in Mazinger z e Great Mazinger), ma rivedere i Mazinger di nuovo in azione e Koji, Tetsuya e tutti i personaggi di nuovo in azione è sempre una bella emozione.

In questa serie non mancano nemmeno l’umorismo garantito da boss e dal suo boss robot e un pizzico di sensualità e seduzione al limite dell’hentai (tra l’altro ho letto da qualche parte che pare che sia stato proprio Nagai ad inventare il genere hentai). In conclusione, questa è una bella serie che mi sento di consigliare a tutti e soprattutto a coloro che sono cresciuti con i robottoni di Nagai.

Scheda Serie OAV

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