Mazinga Z Infinity

¤ Recensione Mazinga Z Infinity

Mazinga Z Infinity è un film del 2017 diretto da Junji Shimizu. Terzo film anime tratto dalla serie manga e anime Mazinger Z di Gō Nagai, è il primo ad essere realizzato in forma di lungometraggio.


Prodotto dalla Toei Animation in occasione del 45º anniversario della serie, il film è stato annunciato il 26 gennaio 2017, proiettato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2017 il 28 ottobre e distribuito nei cinema italiani tre giorni dopo, mentre la distribuzione in Giappone è avvenuta il 13 gennaio 2018 da parte della Toei Company.

Il cast vocale originale è composto da: Shōtarō Morikubo, Ai Kayano, Sumire Uesaka, Toshihiko Seki, Ami Koshimizu, Natsuki Hanae, Junpei Morita, Unshō Ishizuka, Keiji Fujiwara, Hiroyuki Miyasako, Romi Paku, Wataru Takagi, Kappei Yamaguchi, Masami Kikuchi, Kōzō Shioya, Bin Shimada.

Il cast vocale italiano è composto da: Gianfranco Miranda, Gaia Bolognesi, Joy Saltarelli, Simone D’Andrea, Giulia Santilli, Davide Perino, Rodolfo Traversa, Pietro Biondi, Roberto Chevalier, Mario Cordova, Roberta Pellini, Marco Mete, Pino Insegno, Massimiliano Alto, Alessio Puccio, Carlo Valli, Oliviero Dinelli.

Dieci anni dopo la sconfitta dell’Impero Sotterraneo di Mikene, la Terra e tutti i suoi abitanti hanno finalmente trovato la pace, grazie anche all’energia fotonica, una fonte energetica pulita e praticamente infinita.

Durante alcuni scavi sul monte Fuji, viene rinvenuto una gigantesca testa appartenente ad un colossale Mech Mazin (successivamente denominato Mazinga Infinity, ovvero Divinità Demoniaca Infinita); Koji Kabuto, ora divenuto un ricercatore sull’energia fotonica, viene chiamato a investigare sulla presenza di una forma di vita all’interno del gigante. Il giovane si avvicina al gigantesco robot, dal quale esce una ragazza, chiamata poi Lisa dallo stesso Koji.

Qualche mese dopo, un centro per l’energia fotonica in Texas viene attaccato da alcuni redivivi mostri meccanici che mettono a dura prova i difensori della base; questi ultimi vengono tuttavia salvati dal provvidenziale intervento del mitico Tetsuya Tsurugi, che scende in campo alla guida del suo Grande Mazinga, con il quale riesce a “rottamare” molti assalitori, quando all’improvviso compare il Barone Ashura alla guida del suo robot e un’esplosione rende impossibile vedere l’esito dello scontro tra i due.

Nel frattempo, Jun Hono, ora moglie di Testsuya e in dolce attesa, va a fare visita a Koji e Sayaka, ora a capo del centro ricerche dell’energia fotonica sulla struttura eretta sul monte Fuji, dove gli scavi hanno riportato alla luce il busto del gigantesco Infinity assieme a delle rovine micenee, studiato da Koji e i vari ricercatori che hanno anche capito che Lisa, in realtà un androide (anche se lei si definisce principalmente organica), è la chiave di attivazione del colosso di metallo, mentre Koji teorizza che l’aumento di energia fotonica abbia teletrasportato lei, il robot e le rovine, da un’altra dimensione.

Mentre arriva la notizia dell’attacco in Texas e della scomparsa di Tetsuya, il centro in cui si trovano Koji e compagni viene assediato dall’esercito delle croci di ferro capitanate dal Conte Blocken, che costringe i nostri eroi alla fuga, grazie a Lisa.

Il governo giapponese manda le forze armate, con il supporto morale di Koji e con Shiro, suo fratello minore, a capo della squadra d’assalto di mech simili a Mazinga per riconquistare la base dove era situato l’Infinity, ma l’attacco termina in un disastro nel momento in cui da uno strano portale esce fuori il colossale mech, ora attivo, che spazza via le forze d’occupazione; tra i pochi sopravvissuti ci sono Shiro e Koji, nel frattempo giunto sul posto, si accorge che sulla testa dell’Infinity è imprigionato il Grande Mazinga, con Tetsuya al suo interno vivo, ma privo di sensi.

Ricompare il malvagio Dottor Inferno, la nemesi di Mazinga Z, che annuncia al mondo di voler convivere pacificamente con la razza umana, a patto che gli venga fornita una certa quantità di energia fotonica, pena la distruzione totale del pianeta; la notizia riaccende la discordia tra i vari governi del mondo, che sono divisi tra chi vuole assecondare le richieste del Dottor Inferno e chi invece vuole fermarlo.

Poco dopo, Koji e Lisa vanno a trovare Boss, che nel frattempo ha aperto un negozio di Ramen, per poi cercare di capire cosa ha davvero in mente il Dottor Inferno; in questo frangente, Lisa riferisce a Koji ciò che le era stato detto da chi le aveva affidato l’Infinity, ovvero che chiunque controlli il Mech può attivare il “Goragon” (strana parola pronunciata dalla ragazza appena ritrovata), un potere che chi lo giudica necessario, può distruggere l’universo e rimpiazzarlo con uno a propria scelta, dato che il mech altro non è che un’arma per riplasmare il cosmo, inoltre l’attivazione è ormai vicina. Koji rivela a Lisa le ultime parole del nonno morente: “Chi pilota Mazinga Z può diventare un dio o un demonio”, lui decise di non diventare quest’ultimo, cosa che invece gli infondevano le battaglie, per questo smise di pilotarlo, ma la ragazza gli fa capire che lui non è e non sarà mai un mostro.

Koji capisce che il Dottor Inferno ha rapito Tetsuya per usare lui e il Grande Mazinga come alimentatore per l’Infinity, senza dover usare Lisa come chiave d’attivazione. Il vero scopo del folle scienziato non è il controllo del mondo, ma di studiarlo e una volta stancatosi di ricrearlo a proprio piacimento.

Koji escogita un piano per fermare Infinity e salvare Tetsuya, grazie ai suoi compagni e vari scienziati al vecchio Centro Fotoatomico, dove è conservato Mazinga Z, con cui Koji intende affrontare l’esercito dei mostri meccanici dopo averlo riparato, inoltre Lisa lo accompagnerà per fermare il colosso; non appena si sparge la notizia, l’umanità riacquista la speranza. Mentre Boss Robot tiene occupate la maggior parte delle forze nemiche, Mazinga entra di nascosto da un tunnel , poi si apre la strada verso la sommità di Infinity con una serie di combattimenti spettacolari, riuscendo a sconfiggere e a distruggere nuovamente i mostri meccanici e Blocken e Ashura coi loro rispettivi robot.

Mentre è intento a liberare Tetsuya dalla sua prigione, Koji viene attaccato dal Gran Maresciallo del Demonio, ovvero il robot personale del Dottor Inferno, con il quale ingaggia una furiosa battaglia; Mazinga Z sta però per soccombere, venendo gravemente danneggiato; lo scienziato rivela all’eroe che questa pace lo ha rammollito e che la vera natura del ragazzo è la guerra, poi chiede a Lisa qualcosa in una strana lingua, ma per fortuna, viene distratto dall’intervento di Shiro, che salva il Grande Mazinga e i due si uniscono alla lotta riuscendo a danneggiare il Gran Maresciallo del Demonio, ma il Dottor Inferno lo sostituisce al Grande Mazinga (avendo copiato i dati sul suo robot) come fonte d’energia per Infinity, attivando il mech e iniziando “Goragon”.

La situazione sembra disperata, ma Lisa, dopo aver chiesto a Koji se il mondo merita di esistere (le strane parole dette dal Dottor Inferno) e l’eroe le dice di sì, trova un modo per donare a Mazinga Z poteri pari a quelli di Infinity rendendolo gigantesco come quest’ultimo, non essendo in grado di bypassare il controllo del Dottor Inferno sul mech; anche con i nuovi poteri, Mazinga sembra non essere in grado di reggere il confronto con il gigantesco Infinity, almeno fino a quando Lisa non si sacrifica convogliando l’energia fotonica del Grande Mazinga, del mech di Shiro e tutta quella presente sulla Terra nel corpo di Mazinga Z che con un potentissimo pugno a razzo spedisce Infinity nello spazio e lo fa esplode, riportando la pace sulla Terra. Lisa, prima di sparire, fa vedere a Koji una visione dove lei sarebbe stata figlia sua e di Sayaka, chiamandolo papà.

Koji si risveglia in ospedale circondato da tutti (Jun ha avuto il suo bambino) e chiede a Sayaka di sposarlo.

Nella scena finale si assiste da distante a un matrimonio, poi si vede una bambina coi genitori passeggiare vicino a Mazinga Z.

Dalle rovine della mastodontica entità emerge una misteriosa ragazza androide che sarà chiamata Lisa. Mentre Tetsuya e il Grande Mazinga sono dati per dispersi dopo una battaglia contro le forze del Dottor Inferno, tocca di nuovo a Koji Kabuto, ormai più scienziato che pilota, lottare per difendere la Terra.

Opera assolutamente commemorativa, Mazinga Z – Infinity è come prevedibile una iniezione di nostalgia per chi è cresciuto nell’era dei “robottoni” giapponesi in Tv. Sebbene ci sia lo sforzo di aggiornarne il mito all’era degli hacker, delle intelligenze artificiali e della fisica quantistica, si tratta comunque di un pretesto per rimettere in scena lo scontro tra il protagonista e i suoi vecchi nemici, che rimane comunque senza età nel suo rifiuto di ogni deriva totalitaria.

Il dottor Inferno è infatti un ideologo del conflitto, un esaltato che crede nella battaglia per la battaglia e ritiene la pace come la peggior forma di decadenza umana e che per la democrazia nutre solo disprezzo. Mazinga Z: Infinity non manca di mostrare i limiti delle istituzioni moderne, incapaci di trovare un accordo anche di fronte a una emergenza planetaria, tanto che al villain basta sventolare la possibilità della pace e della convivenza per scatenare indecisioni e proposte di compromesso tra chi invece dovrebbe nettamente opporsi al suo dominio. Gli eroi del film però non si arrendono e pur se Koji è a sua volta affascinato dall’esaltazione della battaglia, sa perfettamente che la pace va difesa e che il nichilismo del Dottor Inferno è una strada senza uscita.

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