Maquia

¤ Recensione Maquia: Decoriamo la mattina dell’addio con i fiori promessi

Maquia: Decoriamo la mattina dell’addio con i fiori promessi è un film del 2018 nato dalla brillante mente di Mari Okada che qui, oltre ad essere la sceneggiatrice, ne è anche la regista. La pellicola è stata realizzata presso lo studio Progressive Animation Works.


Si tratta di un film animato di grande delicatezza e sentimento che saprà far commuovere e riflettere più di una generazione di appassionati di animazione.  

Il cast vocale originale è composto da: Manaka Ikami, Miyu Irino, Ai Kayano, Yūki Kaji, Miyuki Sawashiro, Hiroaki Hirata, Yoshimasa Hosoya, Rina Satō, Yōko Hikasa, Misaki Kuno, Tomozaku Sugita, Hiroshi Iwasaki, Yuuki Sakurai, Xu Bin, Yuki Kurimoto, Junnosuke Shishido, Taichi Iwakawa, Keisuke Koumoto, Syunsuke Sakuya, Miyako Ito, Mayumi Asano, Takehiro Hasu, Yuya Huchida, Ai Maeda, Takeshi Kusao, Hiroki Matsukawa, Daisuke Motohashi, Mazaki Mizunaka, Junich Yanagita, Kouji Kawakami, Kenta Sasa, Miyuri Shimabukuro, Shogo Yano, Jun Kasama, Hayato Fujii, Ryunosuke Watanuki.

Il cast vocale italiano è composto da: Sara Labidi, Mirko Cannella, Margherita De Risi, Luca Mannocci, Valentina Favazza, Alessio Cigliano, Marco Vivio, Francesca Fiorentini, Chiara Oliviero, Lucrezia Roma, Francesco De Francesco, Luigi Ferraro, Alberto Vannini, Mattia Fabiano, Sara Tesei, Gabriele Meoni, Elisa Carzedda, Alberto Franco, Francesco Sechi, Barbara Sacchelli, Francesca Zavaglia, Stefano Starna, Gianluca Cortesi, Carmen Iovine, Giovanni Caravaglio, Gabriele Vender, Giampiero Luciani, Michele Botrugno, Gabriele Vender, Dario De Rosa, Stefano Starna, Mariagrazia Cerullo, Michele Di Pasquale, Michele Botrugno, Francesco Sechi, Stefano Starna.

     

Gli Iolph, esseri sospesi tra realtà e leggenda, vivono separati dal resto dell’umanità, poiché smettono di invecchiare una volta raggiunta l’adolescenza; per tale motivo è vietato loro intrattenere rapporti con gli umani dalla vita effimera.

Makia trascorre le sue giornate in modo pacifico, ma spesso viene pervasa da una sottile malinconia, si sente sola essendo orfana di entrambi i genitori. Un giorno la pace della comunità viene rotta dall’arrivo dei cavalieri del regno di Marzate, in groppa ai possenti draghi Renato, gli invasori hanno la missione di rapire tutte le donne, in modo che in patria si possa scoprire il segreto dell’immortalità.

Leilia, la ragazza più bella del clan, viene portata via e destinata in sposa al principe Hazel; così viene strappata alle braccia del suo amato Krim, ragazzo per il quale anche Makia prova dei sentimenti. Nel trambusto, scatenato dalla perdita di controllo di uno dei Renato, Makia riesce a scappare, ma a costo di perdere tutti i suoi amici e la sua casa.

Mentre vaga da sola nella foresta, trova Erial, un neonato orfano, ancora stretto a se dalla madre, ormai morta. La storia seguirà: l’evolversi del rapporto tra i due, Erial continua a cresce e al contrario Makia rimane sempre uguale; i nuovi incontri sul loro cammino; il destino della stirpe Iolph, intrecciato ormai al destino del regno di Marzate.

Attraverso le vicende di Maquia e degli altri personaggi la Okada si interroga sul significato, l’importanza, le difficoltà, le paure della maternità (naturale o meno che sia) e sul senso e il dolore delle separazioni (fonte di tristezza ma strumento di crescita personale), intessendo un racconto delicato e malinconico, tenero e commovente, che non trascura nemmeno il punto di vista e i sentimenti, spesso confusi, dei figli.

Le vicissitudini dei personaggi riescono a toccare le corde di più di una generazione di spettatori: ragazze e ragazze adolescenti, uomini e donne, genitori o meno, non avranno difficoltà a immedesimarsi con i protagonisti e non resteranno indifferenti di fronte a quanto messo in scena dalla stessa sceneggiatrice di quell’uragano emozionale di anohana, che in questa opera prima dietro la macchina da presa mostra una sicurezza invidiabile.

Le prime immagini sono davvero spettacolari, i colori vivaci, gli sfondi luminosi ci proiettano in questo mondo idilliaco, una sorta di paradiso che pare perfetto e inviolabile, fermo e immobile nel suo ritmo eterno, finché non verrà invaso da una realtà più cruda e cupa.

L’animazione è di alto livello, la grafica suggestiva.

L’elemento fantasy è ridotto all’essenziale e serve solo da pretesto per sviluppare il concetto chiave del film in una forma originale, un’ottica nuova e insolita, che acquista complessità con l’evolversi della storia della giovane Maquia.

Maquia: Decoriamo la mattina dell’addio con i fiori promessi segna l’esordio alla regia di Mari Okada, un’autrice di cui – visto il biglietto da visita – non vediamo l’ora di ammirare i prossimi lavori. Figlia di una matrice fantasy molto classica ma d’impatto, la pellicola riesce a travolgere per i suoi toni delicati e per la capacità di veicolare un messaggio con grande raffinatezza e malinconia. L’opera risulta, peraltro, visivamente suggestiva, accompagnata da un character design di prim’ordine e da un comparto artistico sopraffino. Se il buongiorno si vede dal mattino, la sensei Okada potrebbe avere davvero tanto da dare alla cinematografia d’animazione giapponese.

Scheda Film

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