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Lone Wolf and Cub: Baby Cart in the Land of Demons

Questa settimana, per il nostro consueto appuntamento dedicato ai live action tratti da fumetti ed animazione, vi parleremo di una trasposizione in live action. Si tratta di una produzione Giapponese realizzata nel 1973 ed il cui titolo è Lone Wolf and Cub: Baby Cart in the Land of Demons o Shogun Assassin 4: Five Fistfuls of Gold.


Come dicevamo pocanzi, Lone Wolf and Cub: Baby Cart in the Land of Demons o Shogun Assassin 4: Five Fistfuls of Gold è il quinto di una serie di sette film giapponesi di arti marziali basati sulla lunga serie di manga di Lone Wolf e Cub su Ogami Ittō, un assassino errante a noleggio che è accompagnato dal suo giovane figlio, Daigoro.

Il cast è composto da Tomisaburo Wakayama, Akihiro Tomikawa, Akira Yamauchi, Hideji Otaki, Taketoshi Naitô, Fujio Suga, Rokko Toura, Shingo Yamashiro, Tomomi Sato, Michiyo Ōkusu, Koji Fujiyama, Sumida Kazuyo, Bin Amatsu, Taizen Shishido, Eiji Okada, Minoru Ohki.

Quinta avventura per Itto Ogami (Tomisaburô Wakayama), il ronin che vagabonda per il Giappone feudale insieme al figlioletto infante Daigoro (Akihiro Tomikawa) che si trascina dietro su un minuscolo carretto. I membri del clan Kuroda mettono alla prova le capacità di Itto prima di affidargli l’importante missione di uccidere l’abate Jikei (Hideji Ôtaki), e recuperare un documento che porta con sè in grado di rovinarli. Nel frattempo, il piccolo Dagoro, perso di vista da Itto, viene picchiato pubblicamente per fargli confessare l’identità di Oyo (Tomomi Satô), una inafferrabile borsaiola capace di cambiare identità in pochi secondi e far così sparire le sue tracce, che poco prima gli aveva affidato un borsellino rubato.

     

Nel film Ogami Itto è l’ex carnefice dello shogun che è caduto in disgrazia su istigazione del clan Yagyu e divenne un rōnin. Viaggia in campagna con suo figlio Daigoro, di tre anni, in un passeggino. La pellicola racconta solo una minima parte di ciò che viene raccontato nell’opera da cui si ispira, un manga raccolto in 28 volumi, ciascuno con oltre 300 pagine, per un totale di circa 8700 pagine.

Quando Il Lupo solitario e il Cucciolo uscì per la prima volta in Giappone nel 1970, ebbe subito un enorme successo (circa 8 milioni di copie vendute solo in Giappone) grazie all’epica storia di samurai narratavi, e alla cruda e scioccante descrizione della violenza implicita esistente al tempo dello shogunato Tokugawa.

Lone Wolf and Cub fu inizialmente lanciato in Nordamerica nel 1987, dalla First comics come una serie mensile di 64-128 pagine, con copertine firmate Frank Miller, e dopo realizzate da Bill Sienkiewicz e Matt Wagner. Le vendite furono inizialmente positive, però crollarono assieme alla compagnia. First comics chiuse i battenti nel 1991, senza completare la serie, pubblicando meno di un terzo di quello che doveva esserne il totale.

Tuttavia, nel 2000, la Dark Horse Comics iniziò a lanciare nuovamente la serie, completa, in formato più piccolo; completandola con il volume Nº28, nel 2002. La Dark Horse riutilizzò tutte le copertine di Miller della precedente edizione della First Comics, e anche altre realizzate da Sienkiewicz, e dette il compito a Wagner e Guy Davis affinché ne realizzassero di nuove. Mike Ploog, Ray Lago e Vince Locke, contribuirono anche loro alla creazione di nuove copertine, per le traduzioni inglesi della serie.

Nel 2002 una versione “reimmaginata” della saga, Lone Wolf 2100, è stata creata dallo scrittore Mike Kennedy e l’artista Francisco Ruiz Velasco, con la partecipazione indiretta di Kazuo Koike. Si tratta di una revisione post-apocalittica, con poche differenze l’originale. Per esempio, il figlioletto è femmina e gli scenari sono ambientati in tutto il mondo. La storia di Daisy Ogami, figlia di uno scienziato famoso, e Ittō, la guardia del corpo di suo padre e conseguente protettore, mentre cercano di fuggire dai loschi piani della corporazione Cygnat Owari, non è stata accolta tanto bene come invece il racconto originale.

Dark Horse annunciò alla New York Comic Con di aver acquistato i diritti di Shin Lone Wolf and Cub, il sequel di Lone Wolf and Cub realizzato da Kazuo Koike e Hideki Mori, nel quale il protagonista risulta essere il figlio di Itto, Daigoro.

Come il manga ha avuto una vita editoriale piuttosto travagliata, la stessa cosa è avvenuta per le trasposizioni in live action, infatti, in Italia sono pervenute soltanto le tre stagioni che compongono la serie tv e il settimo film che ha beneficiato di un’uscita cinematografica (anche se a macchia di leopardo) di alcuni rari passaggi televisivi (principalmente a notte fonda) ed un’ancora più rara edizione home video divenuta, quasi immediatamente, introvabile quindi, chi volesse (ri)scoprire quest’opera vedendo proprio la pellicola che ha lanciato tutto il franchise live action, dovrà necessariamente ripiegare al mercato estereo sperando in una qualche edizione sottotitolata in inglese.

Anche per questa settimana abbiamo esaurito lo spazio a nostra disposizione ma, come di consueto, la nostra rubrica sui live action tratti dai fumetti o dall’animazione, tornerà puntualmente la settimana prossima con un’altra interessante puntata quindi, se volete rimanere aggiornati, continuate a seguirci.

Stay Tuned!!!

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