Recensione L’età del bronzo

Per parlarvi dell’età del bronzo è necessario fare un doveroso preambolo. L’Iliade, insieme con l’Odissea è uno dei primi poemi epici della cultura occidentale, noi la iniziamo a studiare alle scuole medie.


Queste due opere del misterioso Omero sono tanto conosciute che tutti ne conoscono la storia, anche non avendole mai lette, del resto si tratta di letture non facili essendo opere in versi.

L’Iliade racconta della guerra di Troia, o meglio racconta dell’ultimo dei dieci anni della guerra tra gli Achei e i Troiani, mentre l’Odissea racconto del fantastico viaggio di ritorno dalla guerra del l’eroe Ulisse, re di Itaca.

Dalla scuola o da vari film si pensa di conoscere di queste saghe il fulcro della cultura occidentale, ma per esempio pochi sanno che la distruzione di Troia, non è narrata nell’Iliade, ma in un racconto che ne fa Ulisse nell’Odissea.

Fin dall’antichità molto si è scritto e riscritto su questa guerra, una guerra che si può definire come la prima guerra mondiale dell’antichità e la prima tra occidente ed oriente. Come spesso accade quando la storia diventa leggenda e poi mito, è molto difficile da sapere qual’era la verità. La verità storia su questa guerra la racconta Eric Shanower nel suo fumetto L’età del bronzo.

Iniziamo con spiegare il titolo: L’età del Bronzo, si riferisce proprio al periodo storico in cui si svolge la guerra dove le armi erano appunto in bronzo. Per errore noi crediamo che la guerra di Troia si sia svolta nel periodo della Grecia classica, cioè i Greci che costruirono il Partenone ad Atene, in realtà la guerra coinvolse la civiltà precedente, cioè quella degli Achei o anche conosciuti come Micenei. Omero ci racconta di un tempo mitico precedente alla sua epoca, un tempo in cui tutta la Grecia si unisce contro un solo nemico, in una guerra di conquista per sottrarre a Troia il controllo sull’Ellesponto, oggi conosciuto come stretto dei Dardanelli, che porta alle ricche coste del Mar Nero.

Il fumetto di Shanower, non si limita ad essere un semplice adattamento del poema omerico, ma va molto oltre fondendo gli infiniti miti e le leggende con un’approfondita ricerca storica e archeologica. Questa ricerca di realismo e di verità storia rende questo fumetto un’opera sicuramente non leggera e, per gli argomenti trattati, destinata a un pubblico adulto.

La saga non si apre con la guerra già iniziata, ma molto prima, raccontando la storia di Paride pastore di buoi del Monte Ida, che dopo una competizione contro i principi di Troia, scopre d’essere anche lui figlio di Priamo, abbandonato dopo la sua nascita, riconosciuto come principe Paride e che partirà per la Grecia dove rapirà Elena, moglie di Menelao, re di Sparta e come questa causa occasionale si fonda all’ambizione politica di Agamennone, fratello di Menelao e sommo re di Micene.

Da qui veniamo a conoscenza delle storie di altri eroi achei: Achille e Ulisse. La madre di Achille, Teti, preoccupata per il destino del figlio, lo porta via dal centauro Chirone e lo costringe a vestirsi da donna per anni così da sfuggire alla doppia profezia che lo riguarda in cui dovrà scegliere tra una vita lunga e ignorato, o una vita breve, ma ricca di gloria eterna. Ulisse, per sfuggire alla chiamata alle armi di Agamennone, si finge pazzo cercando di coltivare una spiaggia.

L’opera di Shanower è monumentale, sia per la ricerca delle fonti, sia per la sceneggiatura che per i disegni e in entrambe cerca d’interpretare la verità storia nel modo più autentico possibile. Da qui ecco anche l’idea di inserire gli Dei greci che, nelle storie legate alla guerra di Troia, hanno un ruolo molto importante a partire dal famoso giudizio di Paride dove, secondo il mito, Paride non ancora principe viene coinvolto nel primo concorso di belle della storia tra le dee Athena, Hera e Afrodite, la più bella riceverà la famosa mela d’oro; nel fumetto il giudizio è un sogno dello stesso Paride.

Nell’età del Bronzo la presenza degli Dei è impalpabile tra sogni, sacrifici e misteriose profezie che segnano il destino Menelao, oltre che della famosa città.

Nella ricostruzione di Shonwer come si è detto gli dei non ci sono, unica eccezione è Teti che secondo la mitologia era una delle Nereidi, una delle ninfe dei mari, ma soprattutto madre dell’eroe Achille. Teti, qui è una semplice regina che però conosce il destino del figlio e cerca di salvarlo facendolo travestire da donna alla corte di Licomede, re di Sciro. Altra creatura mitologica “retrocessa” a mortale è Chirone, il centauro che da essere metà uomo metà cavallo, diviene una specie di uomo primitivo ed eremita dei boschi, ma resta sempre il mentore di Achille.

Come il poema omerico, il fumetto di Shonower è un’opera corale con moltissimi personaggi, tanto che spesso ci si confonde, così a fianco dei più noti re, eroi e principi greci e troiani come Agamennone, Achille, Ulisse, Priamo, Ettore, ci sono spesso figure minori, che diventano molto importanti nel corso degli eventi.

Il disegno in bianco e nero è molto particolareggiato e si nota come l’autore si sia documentato per dare veridicità storica sia ai personaggi che ai luoghi. Da notare come viene raffigurato Agamennone che ricorda moltissimo la famosa maschera d’oro ritrovata a Micene nel 1876 dall’archeologo tedesco Heinrich Schliemann, che poi ritroverà le rovine della città di Troia.

Shanower per L’età del Bronzo vincerà il premio Eisner come migliore scrittore/disegnatore nel 2001 e nel 2003, vince anche il premio Gran Guinigi alla fiera di Lucca Comics nel 2006 per Miglior storia serializzata.

L’età del bronzo (negli Stati Uniti pubblicata dalla Images) è stata tradotta in molte lingue, da noi arriva un po’ in ritardo prima dalla Lexy e adesso da Magic Press. L’opera si compone di 33 albi a fumetti, che diventeranno in seguito 4 volumi, esistono anche due Spin-off, uno dedicato a Agamennone e Menelao su come diventarono entrambi re e un volume che spiega il dietro le quinte del fumetto cioè sul metodo di ricerca e di lavoro per la realizzazione dell’opera.

L’età del bronzo viene considerata la fonte d’ispirazione per il film Troy del 2004 con Wolfgang Petersen alla regia e Brad Pitt nei panni di Achille, in realtà le due opera hanno solo la stessa fonte. Altro motivo per cui questo fumetto viene ricordato è la presenza della relazione omosessuale tra Achille e Patroclo, anche se nell’opera omerica si parla di un’amicizia virile tra compagni d’armi, solo nei secoli successivi avanzò questa interpretazione, anche perché l’omosessualità in Greca non era considerata ne’ un tabu, ne’ un peccato come avvenne poi con l’avvento del cristianesimo.

La cosa fece un certo scalpore all’epoca dell’uscita del fumetto, era forse la prima volta che questo tipo di relazioni erano raccontante in un fumetto statunitense, che però era destinato a un pubblico maturo rispetto alla maggior parte dei comics. Questo particolare trasformò il fumetto in uno dei baluardi delle comunità gay.

A cura di Filippo Caracciolo

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