L’era glaciale – In rotta di collisione (Ice Age: Collision Course) è un film del 2016 diretto da Mike Thurmeier e Galen T. Chu. Ambientato tre anni dopo gli eventi del quarto film, è il quinto capitolo della serie de L’era glaciale, sequel de L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva.
Il cast vocale originale della pellicola è così composto: John Leguizamo, Denis Leary, Keke Palmer, Queen Latifah, Ray Romano, Roshon Fegan, Wanda Sykes, Jay Leno, Felix Kjellberg, Chris Wedge, Aimée Castle, Adam Young, Keith Silverstein.
Il cast vocale italiano della pellicola è così composto: Filippo Timi, Claudio Bisio, Pino Insegno, Massimo Giuliani, Roberta Lanfranchi, Hong-hu Ada Perotti, Isabelle Adriani, Veronica Puccio, Lee Ryan, Francesco Pezzulli, Cristina Noci, Roberto Draghetti, Marco Vivio, Giulia Santilli, Roberto Gammino, Niccolò Guidi, Paolo Marchese, Sara Ferranti, Marco Mete.
L’ennesimo tentativo di Scrat per mettere al sicuro la sua preziosa ghianda, questa volta lo porta nello spazio dove, a bordo di un UFO, provoca la collisione tra due pianeti che formano un gigantesco meteorite che minaccia la Terra e i suoi abitanti.
Intanto Manny è alle prese con il nuovo fidanzato di sua figlia Pesca, Julian, e al futuro matrimonio dei due, Diego e Shira, sposati da due anni, progettano di avere dei figli ma la coppia è turbata dal fatto che i bambini sono spaventati da loro, data la loro natura carnivora, mentre Sid, dopo essere stato lasciato dalla sua fidanzata, è alla ricerca di una nuova compagna.
Tuttavia, l’imminente catastrofe provoca una tempesta di meteoriti: gli amici devono abbandonare la loro casa e intraprendere un lungo viaggio per salvarsi. Sul loro cammino, Manny e gli altri ritrovano il loro vecchio amico Buck, scappato dal mondo dei dinosauri, che li aiuta nel loro viaggio. Scoprono nuovi luoghi meravigliosi ed esotici, ed incontrano nuovi animali che si uniscono al gruppo come il leader spirituale Shangri Llama (un Aepycamelus), l’impavido coniglio Teddy e Brooke, una femmina di bradipo che si innamora di Sid.
Tuttavia, un ostacolo è rappresentato da Gavin, un feroce Dromaeosauro con i suoi figli Gertie e Roger che vorrebbe invece che il meteorite si schiantasse, in modo da favorire l’estinzione dei mammiferi così che i dinosauri possano tornare a regnare sulla Terra.
Da quattordici anni guardiamo Scrat inseguire la sua imprendibile ghianda e il piacere della visione resta intatto. Dopo aver provocato accidentalmente lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento climatico, la deriva dei continenti e un’eruzione vulcanica, a questo giro di saga Scrat si spinge verso l’infinito e oltre. Detonatore incosciente di un’apocalisse meteoritica destinata a impattare la Terra e i nostri amici di sempre, Scrat persevera caparbio, rosicchiando ai margini e avanzando lungo le faglie del franchise Ice Age.
Sisifo roditore e roso dal possesso, lo scoiattolo della Blue Sky minaccia in permanenza di far scivolare la preistoria nella storia. La sua forza, priva di ragione o di istinto di conservazione, non è che uno slancio puro verso l’oggetto del desiderio, una ghianda che Scrat vuole più di tutto, vuole per sé e al riparo da qualsiasi pericolo. Ma la sua ambizione è regolarmente frustrata dalla condizione di vita preistorica, dove niente è sicuro e stabile. Se Sid, Diego e Manny si assicurano con l’amicizia e la cooperazione la sopravvivenza e la volontà di eludere l’estinzione, Scrat è un battitore libero ‘battuto’ questa volta dalla forza di gravità artificiale.
Quinto appuntamento di una saga interminabile che si ripete senza rinnovarsi mai, se non allargando la famiglia e il bestiario, L’era glaciale: in rotta di collisione trova di nuovo in Scrat la sua ragione di essere, l’interludio ostinato di una saga che procede ormai per accumulazione e non per variazione. Dal primo episodio nel 2002 una folla brulicante di sidekicks comici, antagonisti variopinti, fidanzate imbellettate e marmocchi queruli si è raccolta intorno al trio originale. Ed è proprio su questa moltitudine che il prestigioso studio ha puntato tutto. Così al cuore di questa nuova avventura c’è la figlia di Manny, (in)decisa a lasciare mamma e papà per lanciarsi nella vita a due con un mammut rapper e naïve.
A dispetto della mole, l’argomento è esile, trito e gremito da un nugolo chiassoso di bestioline secondarie che colma la povertà creativa con vecchie gag. Che a scompigliare le fila giurassiche arrivi un asteroide, un’era glaciale o un T. Rex, gli autori della Blue Sky hanno dato fondo alle idee ‘disegnando’ il medesimo ritornello ad libitum. Nondimeno, se effetto sorpresa e originalità difettano, il valore resiste negli occhi strabuzzati di Scrat in cui si riflettono le galassie e una singolare cosmogonia. E se il Big Bang fosse stato uno scoppio di risa e l’idea di dio l’incontro mancato tra uno scoiattolo e una ghianda? L’era glaciale: in rotta di collisione canta allora l’epopea di Scrat da qualche parte nell’universo profondo. Responsabile, totalmente irresponsabile, è la causa di tutto quello che affligge l’era preistorica, è il personaggio secondario assoluto o il destino stesso le cui azioni determinano le re-azioni degli eroi, impegnati daccapo a salvare il mondo. A metà tra la caricatura e l’allegoria, la creatura di Peter de Sève dissimula dietro l’ostinazione assurda lo sforzo permanente di continuare.
Il corto che precede il film (Cosmic Scrat-tastrophe) rivela allora la grandezza metafisica di Scrat. Figura della perseveranza, e perseverare è impegnarsi a esistere malgrado tutto, ci insegna a trasformare i nostri limiti in nuovi orizzonti. In fondo la perseveranza è all’origine del mondo, di Scrat e di ogni desiderio impossibile.
