LEGO Ninjago

¤ Recensione LEGO Ninjago – Il film

LEGO Ninjago – Il film (The LEGO Ninjago Movie) è un film del 2017 diretto da Charlie Bean. È il secondo spin-off del film The LEGO Movie, dopo LEGO Batman – Il film ed è tratto dalla serie animata di Cartoon Network, Ninjago: Masters of Spinjitzu.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Dave Franco, Jackie Chan, Michael Peña, Abbie Jacobson, Kumail Nanjiani, Fred Armisen, Zach Woods, Justin Theroux, Olivia Munn.

Il cast vocale italiano della pellicola è composto da: Davide Perino, Gianni Giuliano, Daniele Raffaeli, Chiara Gioncardi, Stefano Brusa, Francesco De Francesco, Alessandro Rigotti, Paolo Marchese, Barbara De Bortoli.

Terzo lungometraggio per il grande schermo ispirato ai mattoncini LEGO e basato sull’omonima serie animata per la Tv. In LEGO Ninjago – Il film, una tremenda minaccia si abbatte sulla lontana terra di Ninjago, un paese “assemblato” per assomigliare al Giappone feudale ma con la più avanzata tecnologia dei mattoncini componibili. Lo spietato signore della guerra Lord Garmadon è intenzionato a ridurre in mille brick ogni città che incontra sul suo cammino, seminando panico e terrore tra gli sprovveduti abitanti. Un indisciplinato gruppo di sei adolescenti si riunisce sotto la guida del vecchio Sensei Wu (Jackie Chan), maestro di kung fu tanto spiritoso quanto saggio, il quale promette di allenarli come guerrieri ninja e Mastri Costruttori. Grazie ai loro poteri elementali, i prescelti possiedono l’abilità di sconfiggere mostri, pilotare giganteschi mecha e dragoni volanti. Ma c’è una sfida più grande che attende uno di loro: Lloyd il Ninja Verde (Dave Franco) dovrà affrontare in battaglia il suo stesso padre, nient’altri che il perfido villain principale.

Al fianco del giovane ninja si schiereranno i fratelli Kai e Nya, il focoso ninja rosso e la tenace dominatrice dell’acqua, il nidroid del ghiaccio Zane, il flemmatico Cole, guerriero della terra, e lo stravagante ninja blu, Jay.

La sfida di fare (quasi) a meno di miti della cultura extra-Lego e del glamour di Batman porta alla necessità di camminare sulle proprie gambe, mettendo alla prova, nella maniera più azzardata, la solidità di quanto costruito dai due precedenti exploit cinematografici.

Dai quali Ninjago si discosta ancor più di quanto possa apparire a una prima occhiata. Specie da The Lego Batman Movie, tentativo di Lord e Miller (qui solo produttori) di mirare a un target ancora più adulto, a costo di smarrire definitivamente quello infantile, smarrito tra i meandri di una sceneggiatura complessa, piena di ammiccamenti e complessi freudiani imperscrutabili. Ninjago, dal canto suo, non va oltre la più classica delle dinamiche padre-figlio, con curva in tre atti rifiuto-accettazione-affetto, riservando la propria componente retromaniaca a pochi tocchi: i titoli di testa e di coda, che ricordano lo stile delle produzioni Shaw Brothers, e in genere l’atmosfera da racconto didattico per minori, eighties e post-spielberghiana, che attinge in egual misura da Karate Kid, Power Rangers e X-Men.

Il target multiplo bimbi+adulti è quindi preservato e lo scopo di creare una narrazione intorno a una linea di giocattoli ormai classica è raggiunto, con i più piccoli (e il portafoglio dei loro genitori) come obiettivo principale. Inutile quindi lamentarsi per il mix indiscriminato di elementi dalla tradizione cinese e giapponese, mescolati in una visione ai limiti della generalizzazione sommaria: in fondo si tratta di una versione semplificata di quanto fatto da Quentin Tarantino in Kill Bill. Un mash-up di opposti “conciliabili”, ad uso e consumo dell’occidente. Per il prosieguo del franchise, però, occorrerà una rivoluzione sullo stile di The Lego Movie.

Al terzo atto del Lego Universe mancano l’effetto sorpresa di Lego Movie e il sottovalutato carisma dell’intelligente Lego Batman. Il consueto umorismo esagitato può così correre il rischio di stancare di più sul lungo termine dell’ora e mezza di durata. Sono crepe da segnalare tra un mattoncino e l’altro, ma la costruzione tiene ancora: le caratterizzazioni di Lord Garmadon e Lloyd, padre e figlio, sono divertenti e spassose, mentre prosegue l’amabile libertà del registro narrativo, che conduce a un epilogo scontato in modo non altrettanto scontato.    

Scheda Film

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