Le avventure del topino Despereaux

¤ Recensione Le avventure del topino Despereaux

Le avventure del topino Despereaux (The Tale of Despereaux) è un film d’animazione del 2008, basato sul libro per ragazzi del 2003, Le avventure di Meschino, scritto da Kate DiCamillo (edito da Arnoldo Mondadori Editore).


Il cast vocale della pellicola è così composto: Matthew Broderick, Dustin Hoffman, Emma Watson, Tracey Ullman, Kevin Kline, William H. Macy, Stanley Tucci, Ciarán Hinds, Robbie Coltrane, Tony Hale, Frances Conroy, Frank Langella, Richard Jenkins, Christopher Lloyd, Charles Shaughnessy e Sigourney Weaver per la versione originale; mentre l’edizione italiana prevede un cast composto da: Rodolfo Bianchi, Luca Biagini, Stefano De Sando, Toni Garrani, Paolo Lombardi, Dario Penne, Domitilla D’Amico, Fabrizio Pucci, Mino Caprio, Oreste Baldini, Carlo Scipioni, Letizia Ciampa, Stefano Mondini, Stefano Benassi, Aurora Cancian, Barbara Castracane.

Nel regno di Dor si sta consumando una festa all’interno del castello, il buon odore di zuppa attira l’attenzione del ratto Roscuro che maldestramente cade nella ciotola che la contiene, provocando, a causa dello spavento, la morte della Regina. Dopo il funerale il Re, distrutto dal dolore, bandisce dal regno le zuppe e tutti i ratti. Scompare il sole e il regno sprofonda nelle tenebre e nella tristezza.

Diversi anni dopo, nasce Despereaux Tilling, un piccolo topolino dalle orecchie enormi. Fin dalla sua nascita, Despereaux si dimostra diverso dagli altri topi, è coraggioso e avventuroso e a differenza degli altri topi non mangia i libri ma preferisce leggerli, appassionandosi a storie di cavalieri e draghi, sognando di salvare fanciulle in difficoltà. Despereaux conosce la triste e solitaria Principessa Pea, desiderosa di sfuggire al grigiore del regno, dopo la morte della madre.

Scoperto ad infrangere le regole, per aver parlato con un essere umano, Despereaux viene bandito dal Mondo dei Topi ed esiliato in quello dei Ratti, qui conosce un altro esiliato, Roscuro. Il ratto vive aspettando un’occasione per redimersi, ma quando prova a parlare con la Principessa quest’ultima tenta di ucciderlo senza nemmeno dargli la possibilità di parlare, e ciò manifesta il suo lato oscuro, rapendo la ragazza, con la complicità di Maia, una domestica con il sogno di diventare una Principessa. Despereaux si rende conto di essere l’unico in grado di salvare Pea, manifestando il suo coraggio e spirito di avventura in segno di rivalsa e redenzione. Quando i ratti stanno per divorare la principessa Roscuro capisce di aver sbagliato e insieme a Desperaux riesce a mettere fuori gioco il capo dei ratti. Contemporaneamente il cuoco decide di cucinare di nuovo la zuppa con il risultato finale che nel regno torna infine il sole. Roscuro riesce chiedere scusa alla principessa (che a sua volta si scusa per aver tentato di ucciderlo) e Maia la domestica ritrova suo padre, che anni addietro era stato costretto con grande dolore ad abbandonarla.

Tramite questo salto intellettuale capisce cose nuove e si distingue dalla comunità che inevitabilmente lo condanna spedendolo nel regno sotterraneo dei ratti, parenti più infidi, maligni e sporchi dei topi. Lì incontrerà Roscuro, un ratto di nave finito per errore tra i suoi simili di città anche lui per certi versi diverso dagli altri perchè amante della luce.

Le loro avventure si incroceranno cavallerescamente con la storia del regno di Doremi, oscurato dalla morte della sua regina e privato della linfa vitale.

Le avventure del topino Despereaux è una vera favola moderna. Della favola mantiene tutto l’impianto mitologico (i reami dominati da regnanti buoni ma intristiti, le principesse, i cavalieri, i nemici da battere, i tradimenti, le agnizioni e le imprese) ma la contamina con tutto il modo moderno di intendere un racconto. Despereaux sogna di essere come i cavalieri di cui legge le avventure e la sua vita ne ricalca lo stile in una mimesi tra racconto e forma-racconto tipica del postmoderno, allo stesso modo anche il ruolo della principessa è inteso solo a partire da ciò che già sappiamo essere le sue caratteristiche topiche per arrivare ad altro e più di tutto infine si tratta di un racconto di affermazione intellettuale e non fisica.

Per tutto questo alla fine il primo lungometraggio in computer grafica della Universal parla dritto al cuore degli adulti o quantomeno dei giovani adulti anche se si propone palesemente come un prodotto per bambini. Siamo lontani dai doppi livelli di lettura dei cartoni Dreamworks e Pixar, Le avventure del topino Despereaux comunica quale sia il suo target in ogni immagine eppure ha un sottotesto molto alto e una morale di fondo lontanissima da quella di stampo cristiano cui siamo abituati (male e bene non si contrappongono dialetticamente ma si contaminano continuamente).

Si tratta di un prodotto particolare e sofisticato che anche nella scelta estetica di uno stile pittorico ricorda per certi versi le illustrazioni favolistiche tradizionali e in alcuni inserti immaginari i classici Disney afferma la sua diversità intellettuale.

Volutamente privo dell’umorismo devastante della Dreamworks e dell’azione furiosa di molti prodotti per bambini potrebbe mancare l’obiettivo commerciale ma di certo l’opera di Sam Fell (che adatta il racconto omonimo di Kate DiCamillo) rimarrà come uno degli esperimento più peculiari ed intriganti del suo genere.


Scheda Film

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