L’Attacco Dei Giganti – Il Film – Parte 1 – L’Arco E La Freccia Cremisi rappresenta la prima parte del progetto cinematografico L’attacco dei giganti – Il film.
Per oltre cento anni le alte mura che circondano Shiganshina hanno difeso la cittadina da un pericolo che gli abitanti si rifiutano persino di nominare. Chi desidera esplorare il mondo esterno è visto come un pazzo e guardato con disprezzo.
Il giovane Eren si sente però come un animale in cattività e, sebbene avvenga spesso che le squadre inviate ritornino decimate, sogna di unirsi al Corpo di Ricerca per scoprire la realtà che lo circonda. Un giorno Eren sogna l’attacco di esseri giganteschi e, anche se al risveglio ha rimosso ogni ricordo di quanto ha visto, gli resta addosso una stranissima sensazione. Poco più tardi accade l’imprevisto: un immenso Titano apre una breccia nelle mura di protezione. Per Eren sarà uno shock senza precedenti…
La pellicola condensa le prime tredici puntate della prima stagione della serie tv in un film di appena due ore che propone n montaggio attento ma che dà l’impressione di aver sacrificato più del dovuto.
Tralasciando queste considerazioni, devo dire che nel complesso il film mi è piaciuto. E’ chiaro che riassumere dodici episodi in un film di due ore circa è un’operazione che non può avvenire senza che vi siano delle omissioni o delle parti trattate con una certa celerità: personalmente ho trovato sbagliato saltare dalla scena in cui si capisce che il gigante anomalo che combatte i suoi simili era proprio Eren alla scena del plotone d’esecuzione, senza dire nulla su come si è finiti in quella situazione, e come faceva Eren a trasformarsi in un gigante. Chi ha visto l’anime lo sa, e non se ne farà un grosso problema, ma, se ci mettiamo nei panni di uno spettatore che non conosce la storia, penso che quel punto gli sarà apparso piuttosto incomprensibile.
Di mancanze di questo tipo ce ne sono tante, ma meno gravi di questa e comunque comprensibili, tenendo conto delle difficoltà incontrate nel riassumere il tutto. E, nonostante questo, lo scorrere degli eventi procede in maniera molto lineare, tanto da poter dire che anche chi non conosce l’anime potrà ritenersi piuttosto soddisfatto di quello che ha visto.
La cosa più importante quando si fa un film riassuntivo è capire cosa tenere dentro e cosa eliminare dai vari episodi, perché altrimenti il film verrebbe fuori di quattro ore. Per fortuna, chi ha lavorato a questo film ha svolto bene il suo compito e il montaggio che ne è venuto fuori è davvero buono, al punto tale che anche chi non ha visto la serie può godersi tranquillamente la storia. Le cose più importanti sono state tenute tutte, e il film scorre davvero liscio. Certo, non è perfetto, ad esempio mancano tutte le parti in cui i personaggi si addestrano, importanti perché piene di spiegazioni sui nemici e su come affrontarli, e soprattutto manca l’importante flashback di Mikasa, importantissimo per delineare la sua personalità. Ne vengono mostrati solo brevissimi spezzoni. Oltre a questo, però, sul resto non si può recriminare nulla, anche perché riassumere tredici episodi in due ore non è affatto semplice.
Due ore che, tutto sommato, scorrono abbastanza veloci, alternando momenti di grande impatto emotivo ad altri di pura azione o sconforto assoluto (quello dei personaggi, non dello spettatore), che non fanno pesare la durata della pellicola.
Concludendo possiamo dire d’essere in presenza di un’opera adulta e drammatica seppure ideata per un pubblico di ragazzi (grandicelli: tenete alla lontana i bambini piccoli, potrebbero impressionarsi!) L’attacco dei giganti – L’arco e la freccia cremisi è arrivato anche nei cinema italiani grazie a Nexo Digital e Dynit per accontentare tutti gli appassionati e viziarli, oltretutto, con un esclusivo shikishi (piccolo artwork stampato) per i primi cento avventori di ogni cinema. Hanno fatto discutere molto, in patria, le allegorie all’incomunicabilità fra le persone, al bullismo e alla violenza come prima linea di ‘difesa’ ed è interessante e anzi doveroso che anche nei cinema nostrani si possano affrontare tematiche simili tramite l’animazione: i film animati non sono un “genere” ma un semplice “mezzo” che può veicolare ogni tipo di storia e quando questo concetto sarà assimilato anche alle nostre latitudini, sarà sempre troppo tardi.
