Recensione La Fenice

La fenice “Opera della sua vita” ecco come la definiva Osamu Tezuka, il Dio dei Manga (definito così in patria), la saga della Fenice. L’opera è composta di 10 libri (raccolti in 16 volumi più uno con un prequel del 1956):

1-2     Il libro dell’alba

3        Il libro del futuro

4        Il libro di Yamato / il libro del universo

5        Il libro del mito

7        Il libro della resurrezione

8        Il libro della resurrezione / il libro del manto di piume

9-10   Il libro della nostalgia

11-12  Il libro della guerra civile

13       Il libro della vita / il libro degli esseri fantastici

14-16   Il libro del sole

Vol.0   Le Origini (prequel 1956)

Il mito della Fenice nasce in Asia Minore diffondendosi sia in oriente che in occidente. La caratteristica fondamentale di questo animale fantastico è l’immortalità. La leggenda racconta che una volta ogni 500 anni uccello di fuoco si butta nelle fiamme e muore, di lei restano soltanto le ceneri, ma da queste rinasce di nuovo giovane e bellissima.

In questo manga il mito prende una nuova veste; la fenice diventa il santo Graal che può dare l’immortalità, chiunque beva il suo sangue non può morire e resta eternamente giovane.

La storia racconta dei vari personaggi (veri protagonisti del fumetto) che nelle diverse epoche della storia umana cercano, per le più diverse ragioni, il mitico animale. Le loro storie, la loro ricerca, la loro crescita in questo viaggio sono inscindibilmente legate al leggendario animale. Alcuni di loro forse troveranno la morte, altri delle rispose alle loro domande, altri ancora un nuovo senso della vita.

La fenice cosi diventa un mezzo, un deus ex macchina, un nuovo uccellino azzurro, che può apparire come un mostro o come una bellissima creatura, che può anche parlare all’anima di colui che gli dà la caccia.

In un racconto del genere, Tezuka è libero di poter parlare delle sue idee sulla vita, sulla morte, sul mondo e sull’umanità, può analizzare le più diverse emozioni e passioni umane. Criticare la società giapponese e i prodotti della guerra o dell’inquinamento.

Si noti anche l’incredibile documentazione storica che l’autore ha fatto, per esempio nei “Libri” di tema storico, come quello dell’alba, c’è un’enorme ricerca dagli Annali del regno di Wei (odierna Cina), dalla mitologia giapponese e naturalmente dalle sue conoscenze mediche. (Tezuka era laureato in medicina anche se non ha mai praticato la professione medica e non si sia mai abilitato)

Ma il tema fondamentale resta l’immortalità; Tezuka attraverso la saga della fenice s’interroga (e interroga il lettore) sulla possibilità della vita eterna. Se essere immortali sia una benedizione o una condanna senza fine? Questo tema sarà in seguito anche affrontato ma in modo un pò diverso da Leiji Matsumoto nel suo Galaxy espress 999.

Come in quasi tutti i manga di Tezuka i personaggi diventano fondamentali, sono eroici e tragici, anche quelli negativi, quasi Shakespeariani o Kafkiani. Molto spesso nel corso della storia l’autore mette delle trovate comiche e delle battute che hanno il compito di alleggerire la lettura.

Il disegno all’inizio è quello tipico di Tezuka, quasi caricaturale, in realtà è un disegno semplice, ma non per questo facile e senza fronzoli. Naturalmente evolverà col passare del tempo, come lo stile del autore è cambiato nell’arco degli anni. Ricordiamoci che ci ha lavorato a questa saga per moltissimo tempo.

Ora grazie alla Hazard Edizioni possiamo finalmente leggere quest’opera, che si unisce alle altre, sempre pubblicate da questo volenterosa casa editrice di Milano. Questa edizione è la più completa possibile, ma non comprende proprio tutte le storie della Fenice. Nell’arco degli anni l’autore ha scritto sia storie lunghe che brevi e per molti editori differenti, cosi per una questione di diritti (come già avvenuto per Black Jack) non può essere fatta una vera raccolta completa di questa saga, ma questa resta sicuramente la migliore edizione della Fenice di Osamu Tezuka.

Nel 1978 fu anche fatto un film live, tratto dai primi due volumi del manga (il libro dell’alba) diretto da Kon Ichikawa e prodotto dalla Toho, ma il lungometraggio è risultato deludente soprattutto se confrontato con la grandezza dell’opera originale.

Esiste anche un film in animazione, da noi pubblicato dalla Yamato video, Uccello di fuoco 2772 (Hi no tori 2772 – ai no cosmozone) del 1980. In questo film c’è anche una apparizione come guest star di Black Jack che fa il direttore della prigione dove viene rinchiuso il protagonista.

Un’altra famosa apparizione della Fenice sempre in un manga di Tezuka è quella avvenuta nel manga dei Bon Bon magici di Lilly (Fushigina Melmo pubblicato dal Settembre del 1970 all’Aprile del 1972), dove l’ingrediente più importante dei “bon bon” è appunto l’uovo della Fenice, che da ai magici bon bon quelle proprietà permettono a Lilly di diventare grande o tornare bambina.

Tra il 1986 ed il 1987 furono realizzati anche tre OAV, il primo dei quali dal titolo

Phoenix – Karma Chapter, Hi No Tori – Houou Hen è la storia parla di due personaggi, Akanemaru, un geniale scultore, e Gao, un ex-ladro la cui unico scopo è diventato quello di fare sculture, e come lottano col destino per competere l’uno con l’altro andando al di la del proprio talento e delle loro capacità.

Il secondo di questi OAV dal titolo Phoenix – Space Chapter, Hi No Tori – Uchuu Hen è (come dice il titolo stesso) ambientato nello spazio in un periodo storico differente da quello del film del 1980.

Il terzo ed ultimo di questi OAV dal titolo   Phoenix – Yamato Chapter, Hi No Tori – Yamato Hen è ambientato nel Giappone feudale. Qui ritroviamo la Fenice, il mitico uccello che risorge dalle ceneri, ambito dai popoli di ogni civiltà e di ogni epoca come simbolo di potere e immortalità, ma nessuno è mai riuscito a catturarlo. Ma quando Oguna suona il suo flauto, dando vita a melodie cristalline risalenti ad antiche età auree, la Fenice lo avvicina invitandolo a suonare per lei. In cambio, il magico uccello, che incarna l’essenza stessa dell’esistenza, dona al ragazzo alcune gocce del suo sangue, dando a questi la possibilità di ricevere il privilegio della vita eterna bevendolo.

Più di recente nel 2004, è stata fatta anche una serie di 13 episodi, che riprende fedelmente il fumetto, partendo proprio dal libro del alba. Serie realizzata con animazioni d’altissimo livello simili a quelle viste nei bellissimi OAV di Black Jack (arrivati anche in Italia grazie alla Yamato Video), sempre tratti da un manga di Tezuka.

Sulla Fenice c’è da dire un’ultima curiosità, a Takarazuka dove è cresciuto Tezuka, una cittadina suburbana situata a circa 20 km a nord-ovest di Osaka, si trova l’Osamu Tezuka Manga Museum, un museo per ricordare e celebrare un grande artista del fumetto mondiale, proprio all’ingresso del museo, come a salutare i visitatori, è stata posta una statua della Fenice che emerge dalle fiamme.

A cura di Alan Gray

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