La bella e la bestia (Beauty and the Beast) è un film d’animazione del 1991 diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise, prodotto dalla Walt Disney Feature Animation e distribuito dalla Walt Disney Pictures.
Il cast vocale originale è composto da: Paige O’Hara, Robby Benson, Richard White, Angela Lansbury, Jerry Orbach, David Ogden Stiers, Bradley Pierce, Rex Everhart, Jesse Corti, Jo Anne Worley, Alvin Epstein, Kimmy Robertson, Tony Jay.
Il cast vocale italiano è composto da: Laura Boccanera, Marjorie Biondo, Massimo Corvo, Roberto Pedicini, Carlo Lepore, Isa Di Marzio, Vittorio Amandola, Gianni Vagliani, Davide Perino, Paolo Lombardi, Elio Pandolfi, Didi Perego, Gianfranco Bellini, Silvia Pepitoni, Mauro Bosco, Nando Gazzolo.
Si tratta del 30º Classico Disney, ed è il terzo film del Rinascimento Disney, ed è basato sulla fiaba La bella e la bestia di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, prendendo alcune idee dall’omonimo film del 1946. La musica del film è stata composta da Alan Menken, mentre Howard Ashman, a cui il film è dedicato (morì pochi mesi prima del rilascio del film), è stato l’autore dei testi.
Molto tempo fa un giovane principe di bell’aspetto, ma viziato e crudele, viveva in uno splendido castello. Una sera d’inverno, un’anziana mendicante bussò alla sua porta e gli chiese ospitalità in cambio di una rosa; il principe, disgustato, la scacciò in malo modo. La mendicante allora si trasformò, rivelandosi una bellissima fata che aveva voluto mettere alla prova la bontà d’animo del principe. Resasi conto della cattiveria del giovane, la fata punì il principe trasformandolo in un’orribile Bestia e gettò un incantesimo sul suo castello, che divenne un luogo tetro e oscuro, e sui suoi abitanti, che si tramutarono in oggetti animati. La fata concesse comunque al principe una possibilità di redenzione: la rosa che gli aveva donato era infatti incantata e sarebbe rimasta fiorita fino al ventunesimo compleanno del principe. Se egli avesse imparato ad amare e fosse riuscito a farsi amare a sua volta nonostante il suo aspetto, prima che la rosa sfiorisse del tutto, l’incantesimo sarebbe cessato, in caso contrario, sarebbe divenuto permanente. Il principe, convinto che nessuno avrebbe mai potuto amare un essere tanto spaventoso, perse ben presto la speranza e si isolò nel castello, utilizzando solo uno specchio magico, donatogli dalla fata, come unica finestra sul mondo esterno.
Alcuni anni dopo, in un villaggio non lontano dalla tenuta della Bestia vive Belle, una splendida ragazza profondamente annoiata dalla vita di paese, che ama leggere e sogna una vita di avventure. Belle è per questo considerata eccentrica dai suoi compaesani, ma ciò non le risparmia le sgradite avances di Gaston, un prestante quanto rozzo ed arrogante cacciatore che vuole la mano di Belle esclusivamente in quanto fanciulla più bella del villaggio.
Il padre di Belle, il bizzarro Maurice, è un inventore e un giorno parte per presentare ad una fiera una macchina per tagliare la legna da lui ideata. Maurice, tuttavia, si perde durate il tragitto verso la fiera nella foresta e viene assalito dai lupi; l’uomo si rifugia in un castello che, per sua sfortuna, è proprio la dimora della Bestia. La servitù accoglie Maurice con molta cortesia, ma la Bestia non si mostra altrettanto accomodante ed imprigiona il pover’uomo nelle segrete del castello.
Belle si accorge della scomparsa del padre e parte alla sua ricerca, arrivando al castello. Riesce a trovare Maurice, ma è sorpresa dalla Bestia e decide di offrirsi come prigioniera al posto del padre; la Bestia, intravedendo una possibilità di spezzare l’incantesimo, accetta e rimanda Maurice al villaggio. L’uomo racconta ai compaesani della Bestia e chiede aiuto per recuperare la figlia, ma non viene creduto. In compenso, il suo racconto apparentemente folle stuzzica l’inventiva del perfido Gaston, che architetta un piano per costringere Belle a sposarlo.
Al castello, Belle è trattata con molta durezza dalla Bestia e rifiuta ogni contatto con il padrone del maniero. Ciononostante, Belle non resiste alla tentazione di esplorare il castello e finisce nell’unica parte di esso che la Bestia in persona le aveva espressamente vietato di visitare: l’Ala Ovest, le stanze della Bestia. Qui, Belle trova la rosa incantata, ma viene sorpresa dalla Bestia, che reagisce con una tale furia da spaventare la ragazza e farla scappare dal castello. La Bestia si pente immediatamente di ciò che ha fatto e corre a cercare Belle, riuscendo a trovarla in tempo per salvarla dall’assalto di un branco di lupi. La Bestia mette in fuga le belve, ma subito dopo sviene a causa delle ferite riportate. Belle, toccata dal gesto coraggioso, rinuncia a fuggire e riporta al castello la Bestia, prendendosene cura.
In seguito a questo episodio, tra Belle e la Bestia nasce una timida amicizia che nei giorni successivi si rafforza sempre di più. La Bestia si innamora di Belle e organizza una serata romantica; al termine, la Bestia chiede a Belle se sia felice al castello e la ragazza risponde di sì, ma non nasconde di sentire molto la mancanza del padre. La Bestia, allora, le permette di usare il suo specchio magico e Belle vede Maurice, stremato, intento a cercarla nella foresta. Belle è angosciata e la Bestia, per amore suo, decide di lasciarla libera, anche se ciò significa rinunciare a spezzare l’incantesimo. Belle lascia il castello e la Bestia le regala lo specchio magico come ricordo di sé.
Belle trova il padre e lo riporta a casa, ma al ritorno ha una brutta sorpresa: Maurice si è definitivamente compromesso agli occhi dei compaesani parlando della Bestia e Gaston ne approfitterà per farlo internare in manicomio se Belle non acconsentirà a sposarlo. Belle è costretta a rivelare a tutti l’esistenza della Bestia tramite lo specchio magico, ma assicura anche che si tratta di un essere buono. Gaston, roso dalla gelosia, aizza gli abitanti del villaggio contro la Bestia e organizza una spedizione per assaltare il castello.
Gaston e gli abitanti del villaggio attaccano il castello, ma vengono respinti da un’originale controffensiva da parte della servitù. Gaston riesce comunque a trovare la Bestia che, dalla partenza di Belle, ha perduto la voglia di vivere e non reagisce alle provocazioni del cacciatore. Belle e Maurice tornano al castello; la vista di Belle fa riacquistare grinta alla Bestia, che riesce a sopraffare facilmente Gaston; quest’ultimo supplica la pietà della bestia che, al momento di ucciderlo, decide di risparmiarlo e gli volta le spalle per andare da Belle. Gaston, vigliaccamente, ne approfitta per pugnalare la Bestia alla schiena, ma subito dopo perde l’equilibrio e precipita nel burrone sottostante il castello, trovando così la sua fine. La Bestia, ormai morente, dichiara il proprio amore a Belle e la ragazza svela di amarlo a sua volta un attimo prima che la rosa incantata perda l’ultimo petalo. L’incantesimo è così infranto: la Bestia torna in vita e si ritrasforma nel principe, il castello ritorna il luogo fiabesco di un tempo e tutti i servitori riprendono forma umana. Belle e il principe possono così coronare il loro sogno d’amore.
La fiaba della Bella e della Bestia (riferimenti con la classicità latina a parte) viene per la prima volta stampata in Francia nel 1756 e già nell’anno successivo è tradotta in inglese. Da allora se ne sono moltiplicate le versioni a cui il cinema non è stato estraneo. La più famosa è quella di Jean Cocteau del 1945. La Disney coglie della vicenda tutte le potenzialità che consentono di inserirla in un percorso di eroine rinnovate che dalla Ariel de La sirenetta del 1989 ne avevano marcato la rinascita. Belle è la sorella cinematografica di Pocahontas, di Mulan e della stessa Jasmine di Aladdin. Tutte fanciulle naturalmente interessate a un ‘principe’ con cui convolare a giuste nozze ma decise e determinate a sfidare situazioni avverse grazie a un carattere ben definito.
La dolce Belle ama un padre che non ha troppo i piedi per terra ma sa dire di no con assoluta fermezza al muscoloso e volgare Gaston desiderato invece dalle altre ragazze del paese. A proposito di questo personaggio va poi rilevato come nei disegni preparatori iniziali del film fosse stato concepito come un cicisbeo pallido e allampanato finendo poi per trasformarsi nel violento e vigliacco razzista in azione nel film. Se la Bestia ha un corpo leonino (e teme più il disinfettante che le ferite) è nella complessità delle sue reazioni che risiede una delle attrattive di un film che continua nella tradizione di fare leva sulle canzoni (non a caso ne è stato tratto un musical di successo in ogni parte del mondo e non solo con un pubblico di bambini) e sui caratteri di contorno.
L’orologio, il candeliere, la teiera e il figlioletto tazzina sono personaggi che conquistano la scena e continuano a farla propria nella memoria degli spettatori di ogni età.
