Kirikù e la strega Karabà

¤ Recensione Kirikù e la strega Karabà

Kirikù e la strega Karabà (Kirikou et la sorcière) è un lungometraggio d’animazione del 1998, scritto e diretto da Michel Ocelot.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Theo Sebeko, Antoinette Kellermann, Kombisile Sangweni, Mabuto Sithole.

Il cast vocale italiano è composto da: Erica Necci, Veronica Pivetti, Roberta Greganti, Aroldo Tieri, Roberto Pedicini, Fabrizio Vidale, Carla Dintino, Sonia Scotti.

In un villaggio africano dove sono rimasti solo vecchi, donne e bambini, nasce Kirikù, un bambino prodigioso, che si toglie da solo il cordone ombelicale della madre e fin dai primi istanti di vita è totalmente autonomo, in grado di parlare, di camminare, di lavarsi e di badare a sé stesso. Kirikù viene presto a sapere dalla madre che il villaggio è vessato dalla strega Karabà, che ha sottratto l’acqua dalla fonte del paese ed ha ucciso e sbranato tutti gli uomini del villaggio, che hanno tentato di affrontarla. Kirikù decide allora di combattere la strega.

     

Tra l’incredulità e la diffidenza generale, al contrario della fiducia, peraltro meritata, della mamma, il piccolo eroe riesce a sventare i piani della strega, restituendo l’acqua alla tribù, dopo aver compreso che la fonte era ostruita da un enorme animale che la beveva tutta, diventato gigante dopo che si era introdotto nella fonte per bere quando era piccolo, e liberando le persone che la donna rapisce.

Nelle sue imprese Kirikù è assillato da un dubbio a cui nessuno sa dare una soluzione: il motivo per cui la strega sia così cattiva. Per trovare la risposta deve recarsi dal Saggio della Montagna, suo nonno, evitando il controllo dei feticci di Karabà, e per farlo deve scavarsi una galleria sotto la casa usando il pugnale di suo padre. Quando, superati numerosi ostacoli, si trova alla presenza del nonno, egli gli svela il mistero: Karabà soffre a causa di una spina avvelenata che le è stata conficcata nella schiena, che non riesce a togliere e non vuole togliere, perché ritiene che togliendola perderebbe i poteri magici e proverebbe nuovamente il dolore atroce che ha già patito una volta.

Kirikù, tuttavia, è deciso a liberarla e lo farà; in cambio otterrà di crescere anche fisicamente – dopo che è nato già mentalmente adulto – e sposerà Karabà; la donna peraltro, senza più la spina, ha cessato di soffrire, per cui è diventata buona e gentile, ha mantenuto alcuni poteri e ha liberato gli uomini del villaggio, che in realtà non mangiava né uccideva ma semplicemente tramutava in feticci.

Usando il linguaggio proprio della fiaba, Kirikù narra le peripezie di un bambino africano, alle prese con le angherie di una strega che ha privato un villaggio della sua fonte d’acqua ed eliminato tutti gli uomini che hanno osato sfidarla. Nasce da solo dal ventre materno, già in grado di parlare e minuscolo come un folletto: Kirikù più che un bambino è la rappresentazione stessa della purezza dell’uomo, della sua innocenza e della vivacità intellettuale. «La tua forza è nell’assenza di amuleti», gli dirà il saggio nonno, «La strega conosce il mondo degli amuleti e si prende gioco degli uomini che si credono protetti e non diffidano più. Invece lei non sa cosa fare davanti all’innocenza nuda e cruda e a un’intelligenza sempre vigile e libera».

Le peripezie di Kirikù per affrontare la strega hanno il sapore del viaggio ascetico, nel senso che egli deve affrontare una serie di prove che lo porteranno a raggiungere una nuova forma, che sarà poi quella adulta di uomo fatto e completo.

Diretto dal regista francese Michel Ocelot, cartoonist francese con grande esperienza nei cortometraggi animati e qui alla sua prima esperienza in un lungometraggio, il film è tratto da una leggenda africana con tanti rimandi all’antropologia culturale e al folclore pensando all’arte e ai colori dell’Africa, con l’aiuto delle belle musiche di Youssou N’Dour. Creato da una coproduzione franco-belga-lussemburghese, realizzato presso gli studi di Riga e Budapest, il film ha dovuto affrontare non solo le difficoltà di un budget piuttosto basso, ma anche i problemi della censura, tanto che uno dei dilemmi del regista era dovuto all’abbigliamento delle donne per il loro seno scoperto che aveva fatto storcere il naso a molti, e comunque la stessa BBC ha rifiutato il film perché c’è un nudo di Kirikù appena nato.

Scheda Film

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