Ken il guerriero - La leggenda di Raoul

¤ Recensione Ken il guerriero – La leggenda di Raoul

Ken il guerriero – La leggenda di Raoul è un film d’animazione uscito nelle sale italiane il 12 giugno 2009; il film è stato proiettato in anteprima nazionale venerdì 5 giugno 2009 al Cineland di Ostia (Roma). Costituisce il terzo di cinque capitoli della pentalogia intitolata Ken il guerriero – La leggenda.


Il cast vocale originale è composto da: Takashi Ukaji, Kunihiro Kawamoto, Hiroshi Abe, Daisuke Gōri, Kou Shibasaki, Yuriko Ishida, Maaya Sakamoto, Daisuke Namikawa, Kenyuu Horiuchi, Chikao Ōtsuka, Katsuhisa Hōki, Masaki Terasoma, Nobuaki Kakuda, Masanori Takeda, Nobuyuki Hiyama, Kôichi Yamadera.

Il cast vocale italiano è composto da: Dario Oppido, Luca Ghignone, Lorenzo Scattorin, Luca Semeraro, Sonia Mazza, Patrizia Mottola, Tosawi Piovani, Massimo Di Benedetto, Ivo De Palma, Maurizio Scattorin, Marco Balbi, Massimiliano Lotti, Tony Fuochi, Antonello Governale, Alessandro Maria D’Errico, Gianni Gaude, Guido Ruberto.

Sulla costa, Reina aspetta fiduciosa in compagnia del pirata Orca Rossa, pronta a seguire Raoul quando attraverseranno il mare per tornare nella Terra degli Shura.

Con la morte di Toki, solo Kenshiro e Raoul restano a fronteggiarsi; Raoul sta per avviare l’ultima parte della sua campagna di conquista (per quanto i suoi generali siano in disaccordo, divisi tra il fedele e prudente Barga e il viscido adulatore Giraku), quando lo spirito di Ryuken gli appare chiedendogli perché esiti ad affrontare Kenshiro; Raoul, punto sul vivo e desideroso di porre fine alla disputa tra i discepoli di Hokuto, si mette in marcia; nel frattempo Kenshiro stesso, accompagnato da Bart e Lynn, sta cercando Raoul.

     

Entra in gioco a sorpresa l’ultima delle sei stelle di Nanto, tramite i suoi esecutori, i Cinque Astri in Cerchio; Hyui del Vento e Shuren delle Fiamme tentano inutilmente di abbattere Raoul, mentre Fudo della Montagna guida Kenshiro verso il castello dell’Ultimo Generale; Fudo rivela a Kenshiro che il generale è in realtà Julia, la sua fidanzata, che i Cinque Astri hanno salvato quando la donna tentò di suicidarsi al castello di Shin; ma anche Giraku scopre la verità e ne informa il Re di Hokuto. Raoul si dirige a tutta velocità verso Julia, seguito da Kenshiro; quando il maestro dell’Hokuto Shinken arriva, suo fratello viene trattenuto dalle trappole di Rihaku del Mare, l’ultimo dei Cinque Astri; questi tenta perfino di ragionare con Raoul, che vuole Julia a tutti i costi, e Rihaku capisce: l’ultima stella di Nanto è la stella dell’Amore Materno, e Raoul in fondo ama Julia allo stesso modo di Toki, poiché entrambi sono cresciuti senza madre. In realtà Rihaku sta prendendo tempo perché ha pianificato (a costo della sua vita) la fuga di Julia e Kenshiro, ritenendo il giovane non ancora pronto, ma Kenshiro sconvolge i suoi piani salvandolo da Raoul.

I due fratelli si scontrano, ma questa volta il vantaggio è tutto dalla parte di Kenshiro, che utilizza anche gli stili di Toki e Rei, e perfino la Trasmigrazione dell’Anima, la tecnica definitiva di Hokuto: una tecnica che nemmeno il maestro Ryuken conosceva; essa consiste nel diventare nulla, assorbendo la forza vitale altrui, e per praticarla è necessario avere un animo estremamente appesantito dal dolore; Raoul, con tutta la sua forza ed ambizione, non è in grado di farla sua. Ma il primogenito di Hokuto non è disposto ad ammettere la propria inferiorità, anche quando il suo corpo inizia a tremare da solo, mostrandogli la paura che il Re di Hokuto non capisce di provare.

Però l’ultima trappola di Rihaku si attiva, trascinando Raoul diversi piani in giù, proprio dove Julia attende Kenshiro; Raoul, sentendosi favorito dagli dei, ne approfitta e la rapisce. Ken porta Rihaku ferito fuori dalle rovine, e nonostante sia rimasto accecato parte alla ricerca di Raoul, muovendosi come faceva Shu.

Raoul si risveglia da un incubo nel suo castello, sentendo ancora il terrore di scontrarsi con il fratello minore; apprende da Julia che la ragazza lo ha curato, aspettando il momento in cui i suoi due spasimanti chiuderanno la loro sfida una volta per tutte; irritato da ciò che scambia per compassione nei suoi confronti, Raoul decide di diventare un vero demone, e per questo gli occorre il sangue di chi lo è già stato un tempo.

Fudo riceve la notizia del rapimento di Julia, ed è combattuto tra il dovere ed il desiderio di restare con i figli adottivi; a togliergli la scelta arriva Raoul; Fudo un tempo era stato un predone senza pietà, ed aveva terrorizzato perfino Raoul (all’epoca adolescente); poi un giorno era stato fermato da Julia, che tentava di proteggere una cagna e i suoi cuccioli; colpito anch’egli dalla stella dell’Amore Materno, rinunciò alla vita da Demone e divenne Fudo la Montagna, proteggendo Julia da ogni pericolo. Ora Fudo decide di tornare ad essere il demone per eliminare Raoul!! Raoul traccia una linea nel terreno, ordinando ai suoi uomini di colpirlo nella schiena con tutte le frecce e i dardi che hanno nel caso dovesse fare un solo passo oltre quella linea.

Kenshiro sta cercando Raoul in una delle sue fortezze, e scopre che è al villaggio di Fudo; non può fare altro che correre più in fretta che può.

Il combattimento è impari: Raoul è ovviamente superiore, ma Fudo continua a rialzarsi e combattere; accorgendosi che Raoul non capisce, gli indica i suoi figli che li guardano credendo sempre e comunque nel loro padre; nei loro sguardi tristi, e nello stesso Fudo, Raoul rivede Kenshiro solo per un attimo, ma è sufficiente a fargli passare la linea inconsciamente; Fudo attacca e viene trafitto dalle frecce dei soldati di Raoul. Prima di morire, il gigante buono esulta perché lo ha sconfitto davvero: ora non riuscirà mai a togliersi dalla testa il fratello minore; crollando gli confida che non vincerà perché non conosce la tristezza! Furioso per essere stato salvato, Raoul colpisce i suoi stessi uomini e torna alla fortezza centrale. Kenshiro, arrivato in ritardo, può solo raccogliere l’ultimo respiro di Fudo e seppellire il gigante.

Raoul è pensieroso per le parole di Fudo, e riceve un altro spirito in visita: stavolta è suo fratello Toki, che ponendogli ad esempio l’amore di Raoul per Julia e di Reina per Raoul, gli fa capire come senza la tristezza non otterrà mai la Trasmigrazione dell’Anima; allora Raoul prende una terribile decisione: uccidere Julia! La ragazza sta curando i soldati feriti da Raoul per la rabbia di non essere morto, e Barga le spiega che ora Raoul ha rinunciato al potere e alla gloria, vuole solo affrontare Kenshiro; Raoul arriva e le spiega che deve ucciderla per conoscere il dolore, ma è lo stesso Barga, sostenuto a viva voce dai suoi uomini, ad implorare pietà per lei; a questo punto, Julia si dichiara pronta e si volta per facilitargli la cosa, e Raoul dopo molto tempo ritrova le lacrime abbandonate tanti anni fa; un istante prima di colpire, Raoul scorge un tremore nel corpo di Julia; anche lei, come Toki e tanti altri dopo l’olocausto nucleare, ha contratto un male incurabile; l’unica cosa che può fare è immolare la sua vita per la pace nel mondo, ma Raoul la colpisce ugualmente.

Raoul convoca un consiglio di guerra, con l’apparente intenzione di ricompensare e congedare l’esercito; Barga nel frattempo chiude le porte perché Raoul ha intenzione di uccidere tutti i suoi luogotenenti; il mondo non ha bisogno di demoni come loro, e lui, il demone che si nutre di altri demoni, deve annientarli; altrimenti, in caso di una sua sconfitta, le sue truppe resterebbero in mano a degli sciacalli, e non ci sarebbe mai pace. Barga, fedele a Raoul fino alla fine, capisce finalmente la differenza tra Raoul e Kenshiro: Raoul vuole la pace terrena, Ken quella spirituale; solo allora comprende che il cielo dovrà scegliere uno dei due, ed uno solo, per dominare il mondo.

Kenshiro, ancora al villaggio di Fudo, viene raggiunto da Re Nero; il gigantesco destriero è venuto a condurlo dal suo padrone, che attende alle rovine del vecchio dojo dove i due, come Toki, sono stati iniziati all’Hokuto Shinken; Kenshiro si fa portare lì con Lynn e Bart, come testimoni della sua ultima battaglia; all’apparizione di Raoul, gli promette che non otterrà il Cielo (visto come la conquista del potere supremo); ma Raoul dichiara che il Cielo non gli interessa più, o per meglio dire, potrebbe essere proprio Ken il Cielo che lui cercava di afferrare. Bart capisce che l’obiettivo del Re di Hokuto è sempre stato l’affermazione della propria superiorità: Raoul pensava di raggiungerla conquistando tutto e superando anche la Divina Scuola di Hokuto; ora vuole solo affrontare l’uomo più potente della millenaria storia di Hokuto. Dopo aver visto il corpo di Julia, Ken si fa avanti, forte della padronanza della tecnica definitiva, quando inaspettatamente Raoul ne fa uso anch’egli per evadere il colpo di grazia. A quel punto i due capiscono di essere alla pari, perché con la Trasmigrazione dell’Anima non risolveranno niente; tecnica e tattiche sono inutili, solo la forza e la resistenza contano; i due si affrontano senza neppure proteggersi o parare, come due bambini; Lynn li vede con l’aspetto che avevano un tempo, quando il giovane Raoul addestrava il piccolo Kenshiro.

Rihaku ha assalito la fortezza di Raoul e l’ha presa senza difficoltà; Barga, preso prigioniero, viene interrogato da Rihaku e rivela il cambiamento di Raoul; il fido generale ritiene che il Dominatore del Cielo non sia altro che servo del Cielo stesso (e della volontà divina), colui che porta la pace sulla Terra; il Cielo è invece colui che dà la pace al popolo nell’animo. Raoul desidera non battere Kenshiro, ma esserne battuto, e il duello tra i due fratelli funge da suo testamento spirituale.

Ken e Raoul continuano a colpirsi, senza ottenere nulla; Raoul decide di puntare su un ultimo colpo e inizia a caricare la sua aura, mentre Kenshiro si prepara a rispondere secondo la strategia che ha elaborato: evitando di guardare Raoul in volto, si concentra sulla sua aura, provocandola fino ad ottenere un turbamento da parte dell’avversario. All’ultimo colpo, Kenshiro vince di misura, ma Raoul non si rassegna, neanche alle parole di Toki che gli parla dall’aldilà. Ma ormai la sua forza si è esaurita e Ken lo sa: finalmente Raoul concede la vittoria, riconoscendo il fratello come suo degno rivale.

A questo punto avviene un colpo di scena: Lynn si accorge che Julia è viva, e Raoul spinge Kenshiro da lei, augurando loro di vivere serenamente gli ultimi anni di vita di Julia; se l’avesse uccisa, Raoul non avrebbe potuto apprendere la Trasmigrazione dell’Anima. L’ultimo atto di Raoul è scatenare la forza rimastagli contro il cielo e rischiararlo, affermando di non rimpiangere nulla della sua vita.

Ken e Julia provvedono al funerale, e le ceneri vengono portate da Re Nero a Reina, che le imbarca sulla nave che riporterà Raoul a casa, finalmente. Reina è serena, perché Kenshiro prenderà il posto di Raoul, e tornerà anche lui un giorno per liberare la loro patria dagli Shura.

In occasione dei venticinque anni dalla nascita della celebre saga firmata da Yoshiyuki Okamura e Tetsuo Hara, Kenshiro torna in sala con il secondo episodio di una nuova saga cinematografica che ripercorre le vicende già note della Sacra Scuola di Hokuto. La leggenda di Raoul narra gli episodi successivi al precendete La leggenda di Hokuto, incentrando la storia sull’epica sfida fratricida tra Raoul e il fratello minore Ken.

Una doverosa premessa. La leggenda di Raoul è un film per estimatori della serie di animazione e di fumetti dedicati a Kenshiro. Il regista Takahiro Imamura, scelta imposta dalla produzione con ogni probabilità, ha aderito all’estetica che era già presente della serie televisiva originale senza intervenire con riletture grafiche e tecnologiche di rilievo. In altre parole, in epoca di 3D e computer graphic di altissimo livello, il film di Imamura si propone come un tuffo nel passato in un’animazione tradizionale, il disegno è sporcato da insistenti tratti grafici che richiamano fortemente il disegno del fumetto. Ken è quindi un film vecchio, volutamente antico, ma anche perché si rivolge ad un pubblico che è cresciuto con questo tipo di animazione.

Precisiamo che anche il neofita può accedere al film grazie a un’efficace sintesi iniziale. Si apre così l’ingresso a un universo postatomico che non trascura suggestioni visive provenienti da epoche diverse. Se Mad Max è fonte di ispirazione per gli eserciti e Stallone, Bruce Lee e Schwarzenegger sono i modelli fisici a cui si ispirano i disegnatori dei due protagonisti, alla sceneggiatura non mancano momenti alti. Le fonti di ispirazione filosofica giapponese vengono attinte così come nel conflitto tra fratelli non mancano echi shakespeariani. Il tutto è poi permeato da una visione nipponica della società per cui la forza sta alla base della virilità ma ad essa si possono applicare teorie di utilizzo diverse. Non manca, per il pubblico femminile che ama il genere, la storia romantica che non può che declinarsi attraverso l’impeto guerresco.

Talvolta un film può valere più di un lungo saggio per comprendere la complessità di una cultura. Ken il guerriero. La leggenda di Raoul è uno di questi film.

Scheda Film

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