Ken il guerriero - La leggenda di Julia

¤ Recensione Ken il guerriero – La leggenda di Julia

Ken il guerriero – La leggenda di Julia è un film d’animazione pubblicato in Giappone il 23 febbraio 2007. In Italia è stato distribuito in DVD il 16 dicembre 2008. Costituisce il secondo di cinque capitoli della pentalogia intitolata Ken il guerriero – La leggenda.


Il cast vocale originale della pellicola è composto da: Hiroshi Abe, Yuriko Ishida, Takuya Kirimoto, Takashi Ukaji, David Ito, Shinichiro Miki, Kenyuu Horiuchi, Chikao Ōtsuka, Yūsaku Yara, Katsuhisa Hōki, Daisuke Gōri, Hiroshi Tsuchida, Nobuyuki Hiyama, Yuko Kaida, Unshou Ishizuka, Akio Ohtsuka.

Il cast vocale italiano è composto da: Lorenzo Scattorin, Patrizia Mottola, Gabriele Calindri, Dario Oppido, Gianluca Iacono, Luigi Rosa, Ivo De Palma, Maurizio Scattorin, Mario Zucca, Marco Balbi, Luca Semeraro, Alessandro Zurla, Alessandro Maria D’Errico, Francesca Bielli, Claudio Moneta, Diego Sabre.

La piccola Julia sta per partire con il fratello Ryuga, il cagnolino Tobi e l’anziano Dharma per il Giappone, quando ha una premonizione che l’aereo esploderà: quando succede, la bimba è spaventata dalla cosa, ma Dharma la rassicura promettendole di prendersi sempre cura di lei.

In Giappone, Dharma la porta con Tobi alla palestra dove Raoul, Toki, Jagger e Kenshiro si addestrano affrontandosi a vicenda; qui scatta il colpo di fulmine tra Ken e Julia, che comincia a sorridere dopo essere sempre stata triste e silenziosa; Dharma e Ryuken capiscono che questo incontro è stato voluto dal destino.

   

Anni dopo, Ryuken chiede a Julia quale dei suoi figli vuole sposare; Julia sceglie senza esitare Ken. Ken è stato nominato successore e questo irrita Jagger, che va a confrontarlo, uscendone sconfitto e sfigurato; per vendetta, Jagger istiga il perfido Shin e a rapire Julia, e la cosa avviene; Julia segue Shin affinché lasci vivere Kenshiro.

L’unica sua compagnia è il piccolo Tobi, che ha una longevità notevole essendo un incrocio di varie razze molto combattive; di fronte ai massacri di Shin, Julia sopporta finché non ce la fa più e si getta dal palazzo. Shin corre di sotto disperato e ritrova Julia svenuta ma perfettamente in salute; appaiono Rihaku del Mare, Fudo della Montagna e Tou, che convincono Shin ad affidare loro Julia per nasconderla da Raoul, che sta per giungere alla Croce del Sud.

Julia si riprende, ma scopre che sta cominciando ad ammalarsi e non è la sola: anche una delle sei stelle di Nanto sta per morire, ma vuole lasciare a Julia l’incarico di proseguire la sua opera; si tratta del vecchio Dharma, che ha rispettato la promessa di vegliare su Julia. Julia diventa la Stella dell’Amore Materno e quando le sue condizioni si aggravano, Rihaku la porta da Toki mascherata; Toki la guarisce momentaneamente e riconosce comunque “che emana la stessa energia vitale della donna amata dai fratelli di Hokuto”, senza arrivare alla verità.

I Cinque Astri sentono parlare di Rei e della sua ricerca di un uomo con 7 cicatrici sul petto, così Hyui del Vento, Shuren delle Fiamme e Fudo catturano Rei e lo portano da Julia, che rivela il nome dell’uomo con le 7 cicatrici, sicura che Kenshiro non corre pericoli. Passa altro tempo e Julia apprende della morte di Rei e dello scontro tra Ken e Souther; a questo punto, Julia si espone per la prima volta, assistendo da una posizione sopraelevata rispetto a Raoul e Toki, anche se alla fine i due la vedono.

Finito il duello, Tobi, ormai vecchio e stanco, va incontro a Kenshiro che riconosce la medaglietta messagli da Julia; poi il cane, prossimo alla morte, si allontana per andare a cercare un posto dove morire.

È fondamentale, l’opera, nel narrare retroscena mai visti prima nel manga e nell’anime storico, rivelando poteri divinatori della ragazza che si manifestano sin dalla tenera età, l’identità del precedente, sesto guerriero di Nanto e il momento del “passaggio di consegne” tra lui e lei, e infine la figura importantissima (inventata nel film) del suo cagnolino Tobi, portavoce di un messaggio della ragazza per Kenshiro. Queste aggiunte danno decisamente più coerenza al mondo immaginario, correggendo bachi e illogicità del passato, e le sinfonie nuovamente toccanti e melodiche di Yuki Kajiura – già da sole meritevoli dell’acquisto della colonna sonora – regalano pathos praticamente a ogni singola scena elargendo commozione e solennità in larghe dosi. Niente male trovare tutte queste emozioni in una side story legata a quello che è sempre stato il personaggio in assoluto meno realistico del manga, una figura esteticamente bellissima ma altamente e volutamente idealizzata (perché i lettori potessero ammirarla e sognarla) che (uso ancora le parole di Tetsuo Hara) “deve piacere a ogni uomo visto che non si arrabbia, non fa prediche e non si ribella, una figura materna che come una madre ci perdona tutto”.

Nonostante la sua importanza per gli eventi raccontati e al di là dell’interessante percorso didascalico, purtroppo, il film delude per una certa mancanza di mordente. Anche gli episodi precedenti erano più incentrati sulle tematiche morali che sui combattimenti, ma non mancavano di certo i momenti esaltanti: in questo caso, invece, ci ritroviamo davanti ad un prodotto apprezzabile solo da una ristretta cerchia di intenditori, più attenti alla sostanza che ai buchi di sceneggiatura e alle poche scene di combattimento.

Scheda Film

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