Inside Out è un film d’animazione del 2015 realizzato dai Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures. Il film, diretto da Pete Docter insieme al co-regista Ronnie del Carmen, è basato su un’idea originale dello stesso Docter.
Il cast vocale del film, nella sua versione originale, è interpretato da Mindy Kaling, Bill Hader, Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black, Kaitlyn Dias, Diane Lane, Kyle MacLachlan; mentre, nella versione italiana è interpretato da: Stella Musy, Melina Martello, Paolo Marchese, Daniele Giuliani, Veronica Puccio, Vittoria Bartolomei, Claudia Catani, Mauro Gravina, Luca Dal Fabbro, Giorgio Locuratolo, Renato Cecchetto, Cristina Poccardi, Carlo Scipioni, Chiara Salerno, Alessandra Cassioli, Roberta Pellini, Alberto Caneva, Emiliano Ragno, Luna Iansante, Giorgia Ionica, Davide Lepore, Achille D’Aniello, Diego Suarez.
Nella mente di Riley, una ragazza di undici anni del Minnesota, vivono cinque emozioni: Gioia, che garantisce la felicità alla ragazza, Disgusto, che si occupa che Riley non venga avvelenata fisicamente e socialmente, Paura, che tiene Riley lontano dai pericoli, Rabbia, che impedisce che Riley subisca ingiustizie e Tristezza, il cui scopo non è ben chiaro a nessuna emozione. Le cinque emozioni dirigono la mente di Riley all’interno di un Quartier Generale, agendo su una consolle piena di pulsanti. Ogni volta che un’emozione agisce, nasce un ricordo, dall’aspetto di una piccola sfera dal colore dell’emozione che lo ha causato. La maggior parte dei ricordi viene spedito poi nella Memoria a Lungo Termine, mentre quelli più importanti, detti Ricordi Base, rimangono nel Quartier Generale, dove agiscono sulla mente della bambina definendone la personalità. I cinque Ricordi Base di Riley sono tutti felici (dorati) e alimentano cinque Isole della Personalità: la Famiglia, l’Onestà, la Stupidera, l’Hockey e l’Amicizia.
D’un tratto la famiglia di Riley è costretta a trasferirsi dal Minnesota a San Francisco a causa del lavoro del padre, e Riley non può fare a meno di essere delusa nel vedere la nuova casa, anche se Gioia tenta comunque di mantenere alto l’umore della ragazza. In ciò è ostacolata da Tristezza, che inizia a sentire l’impulso di toccare e rendere tristi (blu) i ricordi risalenti al Minnesota, ogni volta che questi vengono proiettati nella mente della ragazza, inducendo Gioia a cercare di tenere Tristezza lontana dalla consolle.
Il primo giorno di scuola, Riley viene invitata a presentarsi alla classe e quando l’insegnante le chiede del Minnesota, Gioia le fa ricordare i momenti in cui giocava a hockey o quando pattinava sul lago ghiacciato. Tristezza tocca il ricordo gioioso della ragazza e lo modifica, inducendo la ragazzina a piangere di fronte alla classe, in preda alla nostalgia per i tempi felici trascorsi nel Minnesota. Ciò porta alla nascita di un nuovo Ricordo Base, il primo Ricordo Base triste. Inorridita, Gioia cerca di impedire che il nuovo ricordo prenda posizione insieme agli altri, mentre Tristezza cerca di fermarla, ma finiranno entrambe catapultate fuori dal Quartier Generale, insieme a tutti i Ricordi Base. Senza più Ricordi Base nella postazione, le Isole delle Personalità si spengono, diventando grigie e inerti. Riley rimane vittima della Rabbia, del Disgusto e della Paura che inutilmente cercano di mantenere felice la bambina provando a impersonare Gioia, rendendo invece Riley irritabile e indisponente, mentre una ad una le Isole della Personalità iniziano a crollare nel Baratro della Memoria.
Nel frattempo, Gioia e Tristezza sono catapultate nella Memoria a Lungo Termine, un archivio labirintico e infinito di scaffali colmi di ricordi, cercando una strada per il ritorno. Fra gli scaffali incontrano Bing Bong, l’amico immaginario di Riley quando era bambina, con cui tentano di raggiungere il Treno dei Pensieri per arrivare al Quartier Generale. Saliti sul Treno, però Riley va a dormire e, sapendo che il loro mezzo di trasporto non si muoverà fino a che Riley non sarà sveglia, decidono di fare un salto alla Cineproduzione Sogni (dove i sogni, come in uno studio cinematografico, vengono ripresi e trasmessi) dove cercheranno di svegliare Riley con un incubo. Riescono nell’impresa liberando una delle più grandi paure di Riley dalla prigione del Subconscio. Una volta svegliata la ragazza, Gioia cerca di raggiungere il Quartier Generale da sola, impedendo a Tristezza di seguirla, ma, in seguito al crollo di una delle Isole della Personalità, si ritroverà nel Baratro della Memoria insieme a Bing Bong.
In preda allo sconforto, Gioia inizia a osservare nostalgicamente i vecchi ricordi di Riley, fino a trovarne uno che lei aveva sempre ritenuto felice, ma che in realtà inizia come triste, per poi diventare gioioso solo nel momento in cui la famiglia e gli amici iniziano a confortare la ragazza. Gioia comprende così l’importanza di Tristezza: segnalare il bisogno di Riley di ricevere aiuto dalle persone che le vogliono bene. A bordo del carretto a razzo di Bing Bong, Gioia riesce a fuggire dal Baratro della Memoria, ma Bing Bong, essendo troppo pesante, decide di rimanere nel Baratro, venendo definitivamente dimenticato dalla ragazza.
Intanto, nel Quartier Generale, Rabbia, in un tentativo di mettere fine all’infelicità di Riley, insinua nella sua mente l’Idea (rappresentata da una lampadina) di fuggire di casa in direzione del Minnesota. Ciò porta al crollo dell’ultima Isola della Personalità, la Famiglia, e la consolle si spegne, rendendo Riley del tutto apatica. Disperati, Rabbia, Disgusto e Paura cercano inutilmente di rimuovere l’Idea dalla consolle, ma sarà il ritorno di Gioia e Tristezza a salvarli. Gioia, finalmente, lascia a Tristezza i comandi, e questa riesce a rimuovere l’Idea dalla mente di Riley, che scende dall’autobus e torna a casa. Una volta di fronte ai genitori, Tristezza rende blu tutti i Ricordi Base di Riley e induce la ragazza a piangere di fronte ai genitori, esprimendo tutte le ansie e le preoccupazioni che l’hanno afflitta dall’arrivo a San Francisco. I genitori così confortano Riley e Gioia può finalmente agire, permettendo la nascita di un nuovo Ricordo Base, in parte dorato e in parte blu, che permette di costruire una nuova Isola della Famiglia.
Un anno più tardi, Riley si è adattata alla nuova casa, e tutte le emozioni lavorano assieme per aiutarla a condurre una vita contenuta, ma emotivamente complessa, con un pannello di controllo esteso e nuove Isole della Personalità prodotte da nuovi Ricordi Base composti da emozioni miste, più mature.
Il segreto della Pixar non risiede nell’abilità tecnica, sempre raggiungibile o perfezionabile, ma nella forza drammatica delle loro storie. Storie che non abdicano mai l’originalità narrativa. Prima un bel soggetto, a seguire la scelta grafica, sempre coerente con quella narrativa che tende a semplificare la superficie e mai la sostanza.
La bellezza delle loro sceneggiature è costituita poi dai risvolti teorici, che dopo aver esplorato il mondo oggettuale e indagato i sogni delle cose, reificano le emozioni umane, in altre parole prendono per concreto l’astratto. Inside Out visualizza ed elegge a protagonisti della vicenda la gioia, la tristezza, la rabbia, la paura e il disgusto, emozioni che guidano le decisioni e sono alla base dell’interazione sociale di Riley, che a undici anni deve affrontare sfide e cambiamenti. Se Up svolgeva l’avventura di fuori, Inside Out la sviluppa di dentro, attraversando in compagnia di Joy e Sadness la memoria, il subconscio, il pensiero astratto e la produzione onirica di una bambina che sta imparando a compensare la propria emotività e ad assestarsi in una città altra.
Diretto da Pete Docter, Inside Out impersona le voci di dentro con un radicalismo che impressiona e commuove. Con Inside Out Docter installa di nuovo l’immaginario al comando e ingaggia cinque creature brillanti per animare un racconto di formazione che mette in relazione emozioni e coscienza. Perché senza il sentimento di un’emozione non c’è apprendimento. Dopo la senilità e l’intenso riassunto con cui apre Up, che ha la grazia e la crudeltà della vita, Docter lavora di rovescio sulla fanciullezza, tuffandosi nella testa di una bambina, organizzando la sua esperienza infantile intorno a centri di interesse (la famiglia, l’amicizia, l’hockey, etc) e accendendola con flussi di pensieri sferici che hanno tutti i colori delle emozioni. E a introdurre Riley sono proprio le sue emozioni che agitandosi tra conscio e inconscio sviluppano le sue competenze e la equipaggiano per condurla a uno stadio successivo dell’esistenza. Nel cammino alcuni ricordi resistono irriducibili, altri svaniscono risucchiati da un’aspirapolvere solerte nel fare il cambio delle stagioni della vita e spazio al nuovo. A un passo dalla pubertà e resistente dentro un’infanzia gioiosa, che Joy custodisce risolutamente e Sadness assedia timidamente, Riley passa dal semplice al complesso, dal noto all’ignoto. Nel processo ‘incontra’ e congeda Bing Bong, amico immaginario che piange caramelle e sogna di condurla sulla Luna.
Creatura fantastica generata dalla fantasia di una bambina, Bing Bong, gatto, elefante e delfino insieme, è destinato a diventare uno dei personaggi leggendari della Pixar Animation, rivelando un’anima segreta, la traccia di un sentimento e l’irripetibilità del suo essere minacciato dalla scoperta di una data di scadenza. Rosa e soffice come zucchero filato, guiderà Joy e Sadness dentro i sogni e gli incubi di Riley, scivolando nell’oblio per ‘fare grande’ la sua compagna di giochi.
I personaggi, realizzati con tratti essenziali che permettono di coglierne la natura profonda (rotonda, esile, spigolosa), emergono l’aspetto intangibile del processo conoscitivo dentro un film perfettamente riuscito, che ricrea la complessità e la varietà dell’animazione senza infilare scorciatoie tecniche o narrative. Dentro e fuori Riley partecipiamo alle vocalizzazioni affettive indotte da Joy e Sadness che, finalmente congiunte, la invitano a comunicare la tristezza. Perché la tristezza, quando è blu e piena come Sadness, è necessaria al superamento dell’ostacolo e alla costruzione di sé. Impossibile resistere all’espressività emozionale delle emozioni primarie di Docter che privilegia anziani e bambini, gli unici a possedere una via di fuga verso il fantastico. Gli unici a volare via coi palloncini e ad avere nella testa una macchina dei sogni.
