In questo angolo di mondo

¤ Recensione In questo angolo di mondo

In questo angolo di mondo è un film del 2016 co-sceneggiato e diretto da Sunao Katabuchi. Prodotto dalla MAPPA, il film è l’adattamento anime del manga Kono sekai no katasumi ni di Fumiyo Kōno. La stessa Kōno ha scritto anche una trasposizione letteraria del film con la collaborazione di Yohei Maita, pubblicata in Giappone da Futabasha. Il film è stato proiettato in anteprima al Tokyo International Film Festival il 28 ottobre 2016 e distribuito nei cinema giapponesi dalla Tokyo Theatres K.K. il 12 novembre dello stesso anno.


Il cast di doppiatori originali è composto da: Rena Nōnen, Yoshimasa Hosoya, Mayumi Shintani, Shigeru Oshiyama, Minori Omi, Natsuki Inaba, Tsuyoshi Koyama, Masumi Tsuda, Megumi Han, Hisako Kyouda, Daisuke Ono, Nanase Iwai, Tomoko Shiota, Kotone Tachibana, Hiromi Seta, Kikuyo Semi.

Il cast di doppiatori italiani è composto da: Loretta Di Pisa, Daniele Raffaeli, Antonella Giannini, Enzo Avolio, Valentina Mari, Martina Bebi, Roberto Certomà, Paola Del Bosco, Ludovica Bebi, Graziella Polesinanti, Massimo Triggiani, Elena Vanni, Irene Di Valmo, Benedetta Degli Innocenti, Giorgina Pazi.

Suzu Urano è una giovane e allegra ragazza che nel 1944 si trasferisce nella piccola cittadina di Kure, sulla costa nella prefettura di Hiroshima, dove sposa Shūsaku Hōjō, un giovane impiegato che lavora nella locale base navale. Suzu diventa ben presto indispensabile nella gestione della vita familiare, e mentre si occupa delle faccende domestiche quotidiane, prepara anche deliziosi e creativi pranzetti nonostante le difficili condizioni economiche causate dalla guerra. Nel 1945, i bombardamenti delle forze armate americane colpiscono Kure, con effetti devastanti per tutti i cittadini e il loro modo di vivere. La vita di Suzu cambia in modo irrevocabile, ma con perseveranza e coraggio continua a tirare avanti e a vivere la vita al massimo.

     

Suzu ripete un gesto in continuazione. Agita nell’aria il dito indice, come a cercare di ridisegnare il mondo intorno a sé: la volontà di comprendere la complessità del creato si mescola a quella di migliorarlo, celandone gli elementi odiosi o dolorosi. Ma la creatività di Suzu si esaurisce in queste sporadiche evasioni dalla realtà: la sua vita, costretta dai limiti di censo e dalle circostanze, è invece un esempio di umiltà e abnegazione, di accettazione di condizioni sempre più estreme. Il parallelo con Una tomba per le lucciole – capolavoro Ghibli, di Isao Takahata, anch’esso ambientato alla fine della seconda guerra mondiale – evocato dai più, nasce dalla situazione storica in cui si trova immersa Suzu, anche se i due film non potrebbero essere più differenti. Dove Takahata riflette sull’ingratitudine della storia, sottoponendo i propri personaggi a un dolore esasperato e insostenibile, Sunao Katabuchi – ex assistente alla regia di Miyazaki in Kiki – Consegne a domicilio – guarda alla speranza in un luogo, in un angolo di mondo, in cui è impossibile scorgerla. Un cinico amore di gioventù annuncia in maniera profetica a Suzu quello che sarà il suo destino e la sua filosofia di vita: “Resta ordinaria, e resta sana”. Fragile, goffa e inadatta alle difficoltà della vita, Suzu dimostra doti inaspettate nella seconda parte del film, quando la bucolica inazione di Hiroshima e Kure si trasforma in un teatro di battaglia e di emergenze non procrastinabili.

La virtù di sapersi adattare a un altro contesto familiare, di trasformare l’obbligo in una scelta. Suzu, guidata dalle sue fantasie da sognatrice, è un’ottimista. E il futuro è di chi saprà resistere, sembra dire Katabuchi, senza sciogliere il dubbio sul proprio intento: riflessione amara sulla ripetizione della storia o parabola morale sulla tenacia di un popolo piegato ma mai spezzato? In questo angolo di mondo non insegue la tragedia di Takahata, né i voli pindarici di Miyazaki. Sceglie invece una terza via, fatta di gioie semplici, sacrificio e piccoli passi.

Scheda Film

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