Il destino di Kakugo è un manga scritto e disegnato da Takayuki Yamaguchi. È stato serializzato sulla rivista Weekly Shōnen Champion della Akita Publishing tra il 1994 e il 1996 e in seguito raccolto in 11 volumi tankōbon.
Nel futuro, un assestamento della crosta terrestre dovuto in parte alla follia dell’uomo e i suoi esperimenti con le armi nucleari, ha fatto sprofondare il mondo nelle tenebre e nella barbarie.
Un giorno, all’istituto Gyakujuji, arriva Kakugo Hagakure, un misterioso e taciturno ragazzo, pronipote del criminale di guerra Shiro Hagakure, che nella seconda guerra mondiale faceva esperimenti con cavie umane per creare della armi da combattimento definitive.
Intanto con l’arrivo di Kakugo degli studenti dell’istituto vengono barbaramente uccisi e divorati da una mostruosa e deforme donna di nome Hamuko; una demone da combattimento.
Quando anche Tsumiko Horie, compagna di classe di Kakugo, sta per essere uccisa insieme ai suoi amici dalla mostruosa creatura, ecco che Kakugo scende in campo vestito con l’esoscheletro da combattimento Zero, pronto a combattere queste orribili creature con l’ausilio della potente arte marziale Biozero di cui è depositario.
Ma dietro queste creature si cela la figura di suo fratello Harara Hagakure, il quale vuole distruggere l’umanità per poter ricreare un mondo dove la natura possa crescere rigogliosa e incontaminata.
Il primo impatto con Il Destino di Kakugo è uno shock visivo. Il tratto di Yamaguchi ricorda, più che l’essenziale e pulita semplicità del maestro Osamu Tezuka, la cruda e non sempre gradevole aggressività grafica di Go Nagai – di un Go Nagai più frettoloso e più teso, quasi rabbioso; in aggiunta, le forme anatomiche ricercate e curate si alternano a esagerazioni al limite del caricaturale, e fin dal primo numero appare evidente la tendenza ad esporre tutta una serie di dettagli anatomici esterni ed interni con una franchezza e precisione di cui francamente si farebbe volentieri a meno. La dicitura “consigliato ad un pubblico maturo” sulla copertina è più un eufemismo che una misura cautelativa.
Se si supera lo scoglio dell’impatto grafico e si arriva alla storia, si scopre una trama che inizia nel più classico degli stili nagaiani per poi infittirsi di riferimenti e rimandi metaforici, spesso esposti da dialoghi brutalmente didascalici, che si riagganciano a uno sterminato panorama culturale e filosofico che spazia dal buddhismo al bushido alla storia militare giapponese. L’edizione italiana offre un valido aiuto negli approfondimenti di Sonia Bellini e Michele Gelli, che indirizzano anche il lettore più nippofobo e spaesato verso frammenti ed aspetti di una cultura tanto diversa dalla nostra.
Come è facile intuire, l’ambientazione proposta da Takayuki Yamaguchi nel lontano 1996 è la classica post apocalittica proposta in diverse opere. Il suo tratto risulta essere ancora acerbo in alcuni particolari infatti l’andamento è altalenante, passiamo da tavole pazzesche, curate nel minimo dettaglio, ad altre meno curate in cui è chiaro e quasi sconcertante notare come alcune proporzioni fisiche sono completamente sballate in rapporto alle prospettive adottate (es. polpacci giganti rispetto al corpo, in fase di movimento su delle scale) su cui l’occhio cade inesorabilmente (perché è impossibile non notarle). Da sottolineare però che questa è la sua prima opera di una certa importanza quindi ha tutte le attenuanti del caso.
In conclusione possiamo dire che la storia è originale e ben elaborata, i fumetti che parlano di persone dotate di esoscheletri (come ad esempio Guyver) non sono molte e quindi risultano molto apprezzate dagli appassionati. I disegni non sono il massimo ma nemmeno da buttare via; lo stile è originale, infatti è unico nel suo genere, in molte vignette i personaggi sono rotondi e inespressivi, però sono veramente pochi episodi del genere. La caratteristica principale di questo autore è l’attenzione che riversa sulle battaglie e sui corpi mutilati e pieni di sangue che sono molto imponenti sia come tecniche che come massacri, quindi è un fumetto adatto solo ad un pubblico adulto e non facilmente impressionabile, visto che contiene scene non adatte ad un pubblico sensibile.
Nel 1996 ne è stata tratta una serie OAV in due parti pubblicata in Italia sempre da Dynamic Italia che, però, copre solo i primi due volumi del fumetto.
