Hotel Transylvania

¤ Recensione Hotel Transylvania

Hotel Transylvania è un film d’animazione del 2012 diretto da Genndy Tartakovsky e che vede nel cast vocale originale la partecipazione di: Adam Sandler, Andy Samberg, Selena Gomez, Kevin James, Fran Drescher, Steve Buscemi, Molly Shannon, David Spade, Cee Lo Green, Jon Lovitz, Brian George, Luenell Campbell, Brian Stack, Chris Parnell, Sadie Sandler, Jackie Sandler, Rob Riggle.


Il cast vocale italiano vede la partecipazione di: Claudio Bisio, Davide Perino, Cristiana Capotondi, Paolo Marchese, Graziella Polesinanti, Luca Dal Fabbro, Mino Caprio, Luigi Ferraro, Marco Mete, Vladimiro Conti, Alessandro Rossi, Oreste Baldini, Francesca Fiorentini, Saverio Indrio, Roberto Stocchi, Alina Moradei.

In seguito alla morte della moglie Martha, per mano di una folla inferocita, il Conte Dracula decide di erigere l’Hotel Transylvania, un albergo a cinque stelle destinato al soggiorno di tutti i mostri del mondo, lontano dagli umani, come nuova dimora sicura per crescere la sua figlia adolescente Mavis. Tra i mostri ospitati nell’albergo ci sono il mostro di Frankenstein, detto Frank, e sua moglie Eunice, la famiglia di lupi mannari composta da Wayne e Wanda con la loro nutrita cucciolata, Murray la mummia e Griffin, l’uomo invisibile.

Al centodiciottesimo compleanno della figlia, Dracula le permette di uscire dall’albergo per visitare il mondo degli umani. Ma Dracula in realtà organizza un elaborato bluff nel quale un’orda di zombie finge di essere una folla inferocita per far tornare indietro Mavis facendole credere che gli umani siano malvagi e pericolosi. Il piano riesce alla perfezione, ma per sbaglio gli zombi conducono all’hotel il ventunenne Jonathan. Dracula nota il giovane umano e, preoccupato, lo porta in uno sgabuzzino dove lo traveste da Johnnystein.

Johnny, a differenza di tutti gli umani che Dracula ha conosciuto, è un ragazzo assai socievole e positivo. Johnny diventa così molto popolare e benvoluto dai mostri, soprattutto da Mavis, riuscendo addirittura a ricevere la simpatia da parte di Dracula stesso, nonostante i pregiudizi iniziali. Il Conte racconta a Johnny come ha costruito l’albergo in seguito alla morte di sua moglie, spiegando così il suo odio verso gli umani e si sorprende di come Johnny comprenda i suoi sentimenti. Allo stesso tempo però Johnny sa di non poter restare per sempre all’Hotel e considera l’idea di andarsene, ma viene trattenuto da Mavis, con la quale instaura una sincera amicizia e con cui ha avuto uno “Zing”, cioè un colpo di fulmine.

Durante i preparativi per la festa di compleanno di Mavis, il cuoco dell’Hotel Quasimodo scopre che Johnny è un essere umano e intende catturarlo per servirlo come pietanza, ma Dracula riesce a salvare il ragazzo e congela Quasimodo con un incantesimo per non spargere la voce che Johnny è un umano. La festa dell’Hotel procede finché Dracula non reagisce sgarbatamente con Johnny dopo che Mavis ha baciato quest’ultimo. Nello sfogo Dracula rivela il piano della folla inferocita che aveva organizzato per ingannare Mavis, poi arriva Quasimodo, che aiutato dal suo traduttore “mosca” svela a tutti che Johnny è in realtà un umano. Mavis ignora questi fatti perché si è innamorata di Johnny e vuole partire con lui, ma questi, per non peggiorare la situazione con Dracula che non sarebbe riuscito a sopportare anche la perdita della figlia, decide di abbandonare l’albergo per sempre, dicendo di odiare i mostri e rompendo i rapporti con Mavis.

Dopo aver scoperto che Johnny e Mavis hanno condiviso uno “Zing”, Dracula si pente di quello che ha fatto al ragazzo e convince Frank, Wayne, Murray e Griffin a raggiungerlo per farlo tornare indietro dopo aver scoperto che Johhny presto prenderà un aereo per andarsene dalla Transylvania. Durante l’inseguimento, i mostri s’imbattono in una celebrazione in un villaggio di umani, dove Dracula e gli altri scoprono che la gente comune ha cambiato opinione sui mostri, così gli umani aiutano il vampiro a raggiungere l’aeroporto coprendo Dracula dalla luce del sole. Proprio allora l’aereo di Johnny prende quota e Dracula decide, con una mossa molto pericolosa, di trasformarsi in pipistrello e raggiungere l’aereo in volo, esponendosi al sole. Raggiunto a fatica l’aereo, Dracula ipnotizza il pilota tramite il quale chiede scusa a Johnny per quello che gli ha fatto e dopo aver ricevuto il suo perdono, fa invertire la rotta dell’aereo per atterrare.

Dracula comprende che sua figlia è abbastanza grande per prendere delle decisioni da sola, i mostri diventano più amichevoli nei confronti degli umani e Mavis e Johnny partono a fare un viaggio insieme.

Tartakovsky arriva al primo lungometraggio con un’esperienza che va dal televisivo (elegantissimo) Samurai Jack al pluripremiato Star Wars: la guerra dei cloni e non permette certo di parlare di esordio. Con Hotel Transylvania l’intento, superato a pieni voti, sembra quello di voler fare del film una festa e dunque un evento da ricordare. Sfruttando l’unità di tempo di una notte e la circostanza narrativa del compleanno della maturità della vampirella protagonista, il regista e la sua squadra inanellano una serie pirotecnica di sequenze ad alto tasso di energia inventiva senza mai perdere il sentiero del racconto principale, ovvero la storia di un passaggio di amorose consegne tra un padre devoto e iperprotettivo e un giovane strambo ma buono, proprio come i mostri del film.

Non sarebbe dispiaciuto un lavoro sui personaggi che offrisse ad ognuno almeno un piccolo momento biografico, poiché, dall’uomo invisibile alla mummia alla piccola licantropa, la materia è così ispirata e bella che la si vorrebbe vedere espansa, ma la scelta di campo è chiara e coerente: tutto concorre ad allestire un grande Hellzapoppin’ dove le singole partecipazioni non hanno diritto a momenti di gloria personale, dove il lavoro sui personaggi è soprattutto un lavoro sul corpo (sulla sua scomposizione in chiave slapstick) e la costruzione dell’inquadratura è principalmente corale, basata sulla giustapposizione di proporzioni incongrue e divertenti.

Se il ribaltamento tra mostri ricchi di umanità e umani creduti mostruosi non è più una novità, dopo il gioiello di casa Pixar e i tanti epigoni, il romanticismo sincero di questo film è invece una nota piuttosto inesplorata e più che mai indovinata.

Buono anche il doppiaggio, sia per la prova di Bisio e Capotondi nel dar voce a Dracula e pupilla, sia per la traduzione, che conserva lo smalto della battute originali e delle canzoni.

Scheda Film

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