Recensione Hitler

Lo scorso maggio è uscito in libreria e fumetteria Hitler di Shigeru Mizuki. Si tratta di un’opera del 1971 serializzata su Manga Sunday dell’editore Jitsugyou no Nihonsha con il titolo originale Gekiga Hitler.


Lo studente eccezionale, il caporale dalla fluente favella, l’agitatore politico, il cancelliere del Reich, il signore della guerra. Immagini multiple e contraddittorie, da cui scaturisce un personaggio al tempo stesso astuto e ingenuo, inquietante e ridicolo, dallo sguardo che sa essere ipnotico come quello del dottor Mabuse o lacrimevole come quello di uno sconfitto.

Il grande mangaka firma una sublime biografia che ripercorre le tappe della più terribile catastrofe della Storia, in una via crucis immersa nell’angosciante atmosfera espressionista della Germania e scandita dal risuonare degli stivali sul selciato. In una Berlino distrutta che ricorda le rovine di Hiroshima, descrive un Fuhrer quasi umano.

Settanta anni dopo la sua morte, Adolf Hitler rimane un mistero. Gli storici, tattici militari e gli psicologi hanno tentato invano di chiarire le sue motivazioni complesse per aver guidato la Germania nell’Olocausto e nella seconda guerra mondiale. Con Hitler Shigeru Mizuki, il manga-ka (Kitaro dei cimiteri, NonNonba, Verso una Nobile Morte) scava in profondità nei libri di storia per creare un ritratto coinvolgente ed eloquente della vita di Hitler.

Cominciando con gli anni di Hitler trascorsi in Austria come studente d’arte e termina con una Germania in rovina, con Hitler Shigeru Mizuki ripercorre il percorso che Hitler ha intrapreso in vita, esaminando con freddezza il suo appeal carismatico e le sue manovre politiche ben calcolate.

Dagli incontri tenuti a Monaco nella Birreria Putsch, all’ascesa di Hitler alla carica di cancelliere, la morte improvvisa della sua (morbosamente) amata nipote Geli, la battaglia di Stalingrado, il suo rapporto con Eva Braun, e la sua eventuale scomparsa: tutti questi episodi sono raccontati con la stessa attenzione e presentati nella maniera più veritiera possibile, creando una biografia accurata e convincente.

È incredibile come un giapponese sia riuscito a descrivere in un fumetto una figura così emblematica, complessa e deviata come quella di Adolf Hitler. Mizuki “esalta” le caratteristiche folli, complesse ed emblematiche del Führer in modo così sottile e profondo da far provare quasi compassione verso questo personaggio politico che ha saputo ipnotizzare un popolo come quello tedesco con i suoi discorsi deliranti. La biografica, per quanto ovviamente sintetizzata, essendo un solo albo, è frutto di un lavoro minuzioso di ricerca, fornendo al lettore date, luoghi e descrizioni geografiche dettagliate. L’autore poi riesce con il suo tratto a fare della vera e pura satira nei confronti di quasi tutti i personaggi politici dell’epoca, cosa non facilissima visti i contesti e le tematiche trattate dall’opera.

Inutile dire che questa è un’opera che per gli amanti del fumetto a tema storico è assolutamente da recuperare nonché da consigliare a tutti per il suo valore. L’ottima critica esposta da Mizuki, sotto forma di solo disegno e la cronaca obiettiva degli accadimenti trasforma senz’altro quest’opera in un ottimo strumento di informazione a fumetti; poi è ovvio che non potrà sostituire un libro di storia, ma questo è un altro discorso.

L’edizione Rizzoli Lizard è ottima, un volume unico brossurato dal costo di 19,00€ (e non 17 come preventivamente annunciato), in formato 17x24cm, da 288 pagine, con carta di ottima qualità. Il volume, inoltre, presenta un interessante commento personale dell’autore a fine albo che merita d’essere letto per meglio comprendere l’opera in se.

Nell’inconfondibile stile della firma di Mizuki, che popola incredibilmente sfondi realistici con persone fumettistiche, il più famoso fumettista vivente del Giappone ha creato un’accurata panoramica della vita di Hitler che è tanto affascinante quanto educativa.

Chiudiamo questa nostra recensione con una piccola curiosità che forse in pochi avranno notato, la casa editrice ha deciso di pubblicare il suo volume proprio in ricorrenza dei 70 anni della morte di Hitler nel suo bunker a Berlino con la moglie, ma spostata il giorno prima, cioè il 30 Aprile (1945-2015).

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