Recensione Hana No Keiji

recensione-hana-no-keijiQuest’oggi vi parleremo di Keiji il magnifico (Hana No Keiji), il manga tratto da un racconto di Keichiro Ryu e disegnato da Tetsuo Hara, già famoso in Giappone ed in Italia per Ken il guerriero. L’opera, che si compone in 18 numeri ed è stata pubblicata per la prima volta in Giappone dalla Shūeisha dal 1990 al 1994, e successivamente in Italia prima dalla Star Comics tra l’aprile 1999 e il settembre 2000 e successivamente dalla J-pop con una riedizione (con traduzioni nuove) a partire dal 2009.

Il fumetto racconta le avventure romanzate di Keiji Maeda, personaggio realmente esistito, considerato il più grande kabukimono (persona eccentrica, che ama distinguersi dagli altri nel modo di comportarsi e nell’aspetto, col fine ultimo di imporre la propria volontà sugli altri) mai esistito in Giappone. Keiji è figlio adottivo di Maeda Toshihisa e quindi nipote di Maeda Toshiie, uno dei più ricchi feudatari giapponesi dell’epoca Sengoku (1467-1568). In questo periodo si svolgono grandi battaglie per decidere chi dominerà il Giappone dopo Oda Nobunaga e Keiji, cresciuto sui campi di battaglia e dotato di grande forza, partecipa a molte di questi eventi bellici. Keiji inoltre incontra, sul campo di battaglia e non, le maggiori figure storiche dell’epoca.

Keiji è un personaggio dai forti senso dell’onore e personalità, e segue il principio base dell’essere kabukimono fino in fondo. Pertanto, Keiji cerca di imporre sempre la propria volontà fino in fondo, consapevole che ciò significa essere liberi non solo di agire a proprio piacimento, ma anche di essere uccisi “come un cane”.

Keiji non va d’accordo con lo zio che più volte cerca di farlo uccidere o di creare pretesti per poterlo giustiziare. Keiji rimane entro il clan e quindi sotto l’autorità dello zio solo fino alla morte di Toshihisa, poi si comporta in modo da venir cacciato dal clan (cosa che salva l’onore del clan stesso, in quanto un samurai che abbandona volontariamente il proprio padrone lo disonora).

Vari personaggi di finzione accompagnano Keiji nei suoi viaggi e avventure.

Nel primo capitolo del manga Keiji incontra e si lega al cavallo “diabolico” Matsukase (in giapponese “vento che soffia tra i pini”), un animale più grande del consueto e pertanto capace di sopportare il peso di Keiji, ma che nessun altro riesce a cavalcare. Da allora i due sono inseparabili.

Per un certo periodo Keiji è accompagnato dalla piccola Ofu. Keiji incontra la ragazzina quando si trova a confrontarsi con un esperto di arti marziali di nome Gankibo, che Ofu deve seguire Gankibo portando sulla testa un secchio in cui raccoglie le orecchie dei nemici morti. Gli spiriti dei caduti la tormentano e quando Keiji sconfigge Gankibo libera Ofu dal suo compito, dando anche pace agli spiriti[3]. Ofu in realtà ha 14 o 15 anni ma sembra una bambina perché ha deciso di non crescere.

Il piccolo shinobi Sutemaru è il primo vassallo che si mette al servizio di Keiji. All’inizio Sutemaru fa parte della truppa di ninja di Kaga, al servizio di Maeda Toshiie, e vuole uccidere Keiji e Matsukase (il cavallo che ha travolto e ucciso suo fratello). Presto tuttavia Sutemaru decide di abbandonare la truppa dei ninja e di rimanere con Keiji, che serve fedelmente nella speranza, un giorno, di riuscire a ucciderlo. Sutemaru combatte con armi da taglio, kunai e esplosivi, oltre a fare spesso da esploratore per Keiji. Peculiari del personaggio sono il fatto di canticchiare sempre quando combatte e di non riuscire a mentire (ogni volta gli occhi gli diventano strabici).

L’orco Iwabee, originario del villaggio di Nagiri, compare per la prima volta intenzionato a portare via Ofu. Iwabee spiegherà di essere il padre adottivo della ragazzina, che ha cresciuto per qualche tempo prima che il capovillaggio di Nagiri decidesse di abbandonarla sul fiume per il bene del villaggio. Gli abitanti di Nagiri, infatti, noti come orchi, sono spie dirette dell’imperatore, al suo diretto servizio. Ofu è figlia di una donna di Nagiri e del capo dei cortigiani imperiali, fedele a Hideyoshi Toyotomi: e se la cosa fosse risaputa, la fazione di Toyotomi vacillerebbe, creando le basi per una spaccatura politica a favore del clan Hojo. Attorno a Ofu e al complotto per usare politicamente la ragazzina vertono diciannove capitoli. Una volta risolta la questione, Iwabee rimane con Keiji, al cui servizio mette la propria grande forza e l’abilità di leggere nel pensiero.

L’ultimo personaggio importante è Lisa, una giovane donna bellissima dai capelli biondi: suo padre Yoshiro è figlio di Sen no Rikyu (il cui nome alla nascita era Yoshiro) e di una donna occidentale, portata come schiava su una nave pirata europea che si scontrerà con i mercanti di Sakai; Yoshiro conoscerà Keiji e gli mostrerà un ritratto di sua figlia, e il kabukimono si innamorerà perdutamente della ragazza, contesa anche dal pirata spagnolo Carlos e dal re di Ryukyu (oggi Okinawa, isola principale dell’arcipelago Ryukyu).

Tra i personaggi storici incontrati da Keiji vi sono suo zio Toshiie Maeda (noto anche come Mataza il lanciere), il kanpaku (reggente dell’Imperatore) Hideyoshi Toyotomi, Ieyasu Tokugawa (che prenderà il posto di Hideyoshi alla sua morte), Hanzo Hattori (capo dei ninja di Iga al servizio di Ieyasu), Nobunaga Oda (ex padrone di Hideyoshi e Ieyasu), il maestri di cerimonie Sen no Rikyu, il comandante militare della regione Yamashiro (dove si trovava la capitale del tempo, Kyoto) Kanetsugu Naoe e il suo signore Kagekatsu Uesugi (nipote e successore del noto daimyo Kenshin Uesugi, detto il Dio della Guerra Bishamonten), Mitsunari Ishida (favorito di Hideyoshi e cugino di Kanetsugu Naoe) e Masamune Date, daimyo delle terre settentrionali dal paese.

Dopo la battaglia di Sekigahara, nella quale Mitsunari Ishida e Ieyasu Tokugawa si giocano il controllo del paese, Keiji si trova dalla parte perdente (in realtà si è schierato e registrato come vassallo di Kanetsugu Naoe per aiutare il clan Uesugi, che Ieyasu ha provocato per cercare una guerra al solo scopo di far muovere Mitsunari e farlo scoprire), e decide di incontrare Ieiasu come ambasciatore di Iesugi; si rade a zero i lunghi capelli come un bonzo e rinuncia al compenso cui ha diritto come samurai del clan Uesugi; fatta la pace, si tiene fuori dalla scena finché Kanetsugu non gli chiede di venire con lui nel suo feudo, e Keiji accetta: la mattina successiva, regala il denaro rimastogli e mette in piedi una festa improvvisata, mentre i balloon raccontano che si trasferirà con Lisa presso il clan Naoe e smetterà di essere un kabukimono; morirà circa 12 anni dopo, sotto il regno di Tadakatsu Uesugi, erede di Kagekatsu.

Personaggi: tra finzione e realtà

Il manga di Keiji si muove tra finzione e realtrà, tra personaggi storici realmente esistiti e personaggi totalmente inventati, tra avvenimenti reali ed eventi romanzati. Salvo rarissime eccezioni, la storia del Giappone antico non è molto nota in Occidente, dove nei programmi scolastici, se si parla di Giappone, è presente solo in relazione a Guerre Mondiali e a bombe nucleari. Tutto questo è dovuto al fatto che per una consistente parte del corso della loro storia i giapponesi sono rimasti pressoché confinati nel loro arcipelago, avendo contatti praticamente con i soli paesi asiatici e ignorando, salvo qualche sporadico e raro episodio occasionale, l’esistenza dei popoli occidentali e questo aspetto viene non solo accennato ma anche mostrato nel manga di keiji.

Pur avendo limitate ripercussioni sulla storia del pianeta e rimanendo confinato quasi unicamente in problematiche di politica interna, quello del Giappone antico è tuttavia un universo molto interessante, che ci ha regalato diversi grandi personaggi di spicco, che magari non avranno la stessa fama di Giulio Cesare o di Napoleone Bonaparte, ma ogni tanto riecheggiano anche in lidi occidentali. Maeda Toshimasu (le cui date di nascita e morte, non storicamente certe, sono generalmente accreditate come 1533 – 1612), meglio noto come Maeda Keiji, è senza dubbio uno di questi grandi personaggi ma non è il solo ed il manga che vi stiamo recensendo ne è pieno zeppo, infatti, assieme a Keiji possiamo trovare:

-Sukeemon Okumura: il castellano di Suemori. È il miglior amico di Keiji, il quale accorre in suo soccorso quando l’esercito di Narimasa assedia il Castello.
Toshiie Maeda: che diviene capofamiglia del clan a scapito di Keiji, per espresso volere di Oda Nobunaga. Detesta Keiji, soprattutto per gelosia nei suoi confronti. Il suo soprannome è “Mataza” e fu, davvero, uno dei generali fedeli a Nobunaga.
Matsu: moglie di Toshiie, una donna giovane e bella. È il primo amore di Keiji e Sukeemon.
Oda Nobunaga: Uno dei personaggi storici tra i più famosi assieme a Toyotomi e Tokugaca di cui parleremo tra poco. Compare nei flashback dei vari personaggi, in quanto è morto anni prima facendo seppuku, il suicidio rituale eseguito dai samurai per non perdere l’onore. Viene ricordato come gran condottiere e uomo temutissimo.
-Hideyoshi Toyotomi: È figlio di contadini, fu soldato dell’esercito di Nobunaga e grazie alle sue abilità e capacità politiche salì sul trono del comando, dopo la morte di Nobunaga. Nel manga viene presentato come leggenda vuole: un uomo basso, brutto, somigliante ad una scimmia, ma molto astuto.
Ieyasu Tokugawa: uomo dall’apparenza mite e comprensivo, ma in realtà la sua fu una lenta ascesa al potere che culminò con la cruenta battaglia di Sekigahara, la quale comportò la fine per molti daimyo (i signori feudali dell’epoca), l’inizio di un lungo shogunato e dell’isolamento del Giappone dal resto del mondo.
Masamune Date: è uno dei migliori personaggi del manga, molto ben caratterizzato e forse è l’unico a crearsi un po’ di luce vicino a Keiji. È caratterizzato dal portare una benda, a causa della perdita dell’occhio destro. È  vittima degli intrighi orditi dalla madre e dal fratello Kojiro, ma dimostra d’essere estremamente lucido e scaltro, forse anche per la vicinanza di Keiji.
Lisa: è una bellissima fanciulla dai capelli dorati, figlia di un nippo-portoghese e di una donna cinese. La incontriamo nella parte finale del manga ed è il grande amore di Keiji, conquistato non senza qualche problema (soprattutto con la marina spagnola).

Il paragone, così spesso invocato, tra il personaggio di Keiji e quello di Kenshiro è del tutto fuorviante perché si basa unicamente su una somiglianza fisica che accomuna tutti i protagonisti delle opere di Tetsu Hara (da Cyber Blue a Ryusei ecc…) e che quindi fa parte del suo stile.

Come accennavamo in apertura, Keiji in è stato pubblicato da prima dalla Star Comics nella collana “Zero” tra l’aprile 1999 e il settembre 2000 in 18 tankōbon con la copertina che riprendeva quella originale giapponese. Nel novembre del 2009 la J-Pop ha iniziato la pubblicazione di una nuova edizione lussuosa di Keiji che si compone di 18 volumetti di circa 200 pagine l’uno in formato 12 cm × 17 cm e con nuovi adattamenti e nuove traduzioni e questa volta con il titolo originale di Hano No Keiji.

Vogliamo chiudere questa recensione con un commento che vada ben oltre la banalità perché Hana no Keiji, non solo è un bel manga, non solo è una bella storia, ma è anche uno spaccato della storia giapponese che difficilmente potremo vedere altrove. Sicuramente può sembrare un’opera complessa non adatta per un pubblico che non conosce la storia giapponese, ma la scorrevolezza nella narrazione, la potenza del personaggio e un disegno di altissima qualità renderanno la lettura di questo manga piacevole e appassionante ed alla sua conclusione avrete imparato molto della storia di un popolo ed una cultura così affascinanti. Dobbiamo essere grati alla J-Pop che ci ha permesso di (ri)scoprire la bellezza del Giappone medievale grazie a questa edizione lussuosa ed impeccabile che di certo non può mancare nella collezione di un appassionato.

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