¤ Recensione God Mazinger

“Tu Koji Kabuto puoi trasformarti in un Dio, o… in un Demone! Sì un Dio o un Demone.” Con queste parole lo scienziato Juzo Kabuto consegna il Mazinger Z al nipote Koji. Questo succede nelle prime pagine del manga di Nagai, ma la stessa scena la troviamo sia nell’anime e sia nella versione di Ota. Questa citazione è necessaria se vogliamo parlare in maniera esautistiva di God Mazinger, opera strettamente legata alle altre saghe dei mazinger e all’universo nagaiano più in generale.


Questo dell’essere un Dio salvatore dell’umanità, o un Demone distruttore diviene il dogma di Mazinger Z, purtroppo nel suo manga Nagai non analizza bene questo concetto, le ragioni possono essere molte e diverse, se si guarda bene l’opera originale, si può notare da subito che Juzo Kabuto costruisce il Mazinger Z come regalo per il nipote, il robot diviene il mezzo con cui Koji e Shiro si potranno difendere dal mondo dopo che il nonno sarà morto. Juzo Kabuto nella prima versione non conosce il Dottor Hell e le sue ambizioni per la conquista del mondo, e non viene ucciso dal Barone Ashura, ma da una scossa di terremoto.

Anche se Juzo consegna Mazinger Z al nipote dicendogli che potrà con il potere del gigantesco robot diventare un Dio o un Demone, ma in realtà Koji non farà mai la scelta, sarà l’arrivo dei mostri meccanici del dottor Hell a farlo diventare il protettore dell’umanità.

In seguito il manga di Nagai cambierà editore e la storie di Mazinger Z somiglieranno molto a quelle della serie TV, in cui Koji e il suo potente robot affrontano il mostro meccanico dell’episodio, in questo modo non sapremo mai se nel corso del manga Koji avrebbe mai affrontato il dilemma fra Dio e Demone.

Nel corso del fumetto, come della serie anime, il Mazinger Z non sembra poter trasformare Koji, ne’ in un dio ne’ in un demone, per quanto sia un robot di straordinaria potenza e dotato d’armi eccezionali resta pur sempre una macchina con alcune limitazioni. Nagai per rendere la storia del Mazinger più appassionante non può renderlo perfetto e invincibile, soprattutto quando deve affrontare i mostri meccanici del Dottor Hell. Così il nostro eroe viene messo in difficoltà quando il Hover Pilder deve agganciarsi alla testa del robot, spesso i cattivi cercano d’impedire l’azione, e nelle prime storie il Mazinger sembra impotente agli attacchi dei mostri meccanici volanti almeno fin quando non arriva il Jet Scrander e in più ha forti difficoltà nei combattimenti sottomarini. A rendere più difficile da credere che Mazinger Z abbia il potere di un Dio o di un Demone è l’arrivo dei mostri di Micene che quasi distruggono il Mazinger Z ed è il Grande Mazinger, che è una versione potenziata del primo robot costruito dal Kenzo Kabuto il padre di Koji a trarlo in salvo.

In questo modo il Mazinger Z viene suo malgrado retrocesso rispetto ai robot successivi, ovvero, il Grande Mazinger, Goldrake e, più di recente il Mazinkaiser.

Ma l’idea di un Mazinger Z onnipotente resta così nel corso degli anni, Nagai reinterpreterà il suo Mazinger in molti modi questa volta dandogli un’aurea mistica, magica, e persino divina e demoniaca, queste nuove versioni saranno: God Mazinger (1984), MazinSaga (1990), il Mazinger statunitense (1992) e Z Mazinger (1999).

Con la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, finisce l’epoca d’oro degli anime robotici e di fantascienza, i manga e l’animazione giapponese iniziano a cercare altro. Il realismo alla Gundam sostituirà le serie tv di Nagai, mentre prodotti come Macross prenderanno il posto della Yamato tra le space-opere. Si cercano nuovi generi come la commedia, lo storico e il fantasy, gli autori giapponesi che nel decennio precedente sembrano guardare a un futuro più o meno lontano, ora rivolgono lo sguardo verso il passato anche antichissimo.

In questo contesto Go Nagai crea una nuova versione del mito del suo Mazinger, dove questo smette d’essere un gigantesco robot e diviene una divinità di pietra. La storia si apre mentre la principessa Aira Mu svolge una cerimonia davanti a una altissima statua, poi si vedono dei guerrieri con armature simili a quelle delle antiche civiltà precolombiane. In seguito ci ritroviamo nel nostro tempo e conosciamo il protagonista Yamato Hino il quale sta facendo uno strano sogno.

Yamato è dotato di poteri ESP, e psicologicamente ricorda altri protagonisti di Nagai come Koji Kabuto e Akira Fudo. A scuola mentre usa i suoi poteri con l’amica di infanzia Kaoru dal nulla compare il viso in pietra del God Mazinger e dalla sua bocca esce del fumo bianco e l’immagine di Aira Mu, che lo prega di aiutarla e di raggiungere Mu.

Ora vediamo una terra rigogliosa di prati in fiore e di sorgenti, dove gli uomini vivono felicemente, si tratta del misterioso regno di Mu, sprofondato nel Pacifico più di 17.000 anni fa.

Mu viene attaccato dall’esercito di Dragonia, selvaggi guerrieri che cavalcano dei dinosauri che distruggono ogni città al loro passaggio.

A regnare su Mu c’è la bellissima Aira Mu, l’unica speranza per il suo regno è che si risvegli la divinità protettrice di Mu, God Mazinger, una gigantesca statua in pietra scolpita sul dorso di una montagna dove si erge il castello regale di Hiranipia, la capitale del regno.

Nel nostro tempo intanto Yamato e la sua classe fanno una gita scolastica, ma d’un tratto una galleria si trasforma nel viso in pietra del God Mazinger che inghiotte il loro pullman e tutta la classe si ritrova 17.000 anni nel passato, nel regno di Mu e vengono attaccati dall’esercito di Dragonia; l’unico a combattere è Yamato grazie sia ai suoi poteri che alla sua conoscenza del kendo. Yamato durante la battaglia si ritrova all’interno del palazzo al cospetto del God Mazinger e di Aira Mu, sopra la testa del Dio c’è scolpito il volto del ragazzo, solo lui infatti alla giuda del della divinità potrà salvare Mu. Yamato viene colpito da uno strano raggio che proviene dall’enorme statua che subito dopo si libera dalle rocce e si muove. God Mazinger si è risvegliato e va in battaglia sterminando l’esercito di Dragonia.

Questa versione fantasy del Mazinger servirà da apri pista alle altre versioni alternative, quello mistico di Mazinsaga, quello legato alla mitologia greca dello Z Mazinger, fino a quello che sembra volerli riunire tutti nel Shin Mazinger Zero.

Nonostante il nome, l’aspetto del God Mazinger è molto diverso dai Mazinger che conosciamo, a parte la testa che è simile a quella del grande Mazinger, per il resto questo Dio ricorda molto delle statue antiche egizie, ittite o mesopotamiche. Oltre al corpo in pietra scura, c’è da notare che ha un volto umano con tanto di bocca che digrigna i denti in battaglia simile al demone Mao Dante, sempre a differenza dei Mazinger robotici il God Mazinger non ha armi tecnologiche come missili o raggi fotonici o i famosi pugni a razzo, ma solo un’incredibile forza fisica e un potente raggio che gli esce dalla bocca e simile all’alito radiativo di Godzilla; ma come il Grande Mazinger è armato di spada portata sul fianco. Quest’arma la ritroveremmo anche in altre versioni del robot per esempio in Mazinsaga e nel rarissimo Mazinger statunitense.

Questo Mazinger statunitense è uscito per il mercato statunitense e riprende molte tematiche di God Mazinger, c’è una principessa molto simile a Aira Mu, l’aspetto di questo Mazinger sarà molto simile a quello del Mazinsaga.

Anche l’esercito di Dragonia, sarà ripreso più volte in altre storie, lo ritroveremo sia nel Mazinger USA, che sempre nel Mazinsaga. Poi sul finale di God Mazinger incontreremo il Dio creatore dell’universo, un Dio che caratterialmente ricorda quello conosciuto nei manga sia di Devilman che di Mao Dante, Nagai riprenderà in seguito l’immagine di questo Dio, un Mazinger dal volto umano in per il personaggio di Zeus in Z Mazinger e avrà un ruolo importante nella serie anime Shin Mazinger.

God Mazinger non solo ha influenzato le storie future dei manga di Nagai sul suo primo Robot, ma riprende anche alcuni temi molto cari al maestro. Il sogno del protagonista nell’incipt della storia come anche Mu come regno pacifico e naturale prima dell’arrivo dell’esercito Dragonia, sembrano venire dal manga di Mao Dante, l’architettura richiama le civiltà precolombiane, ma anche il nostro medioevo occidentale.

Come in altre storie di Nagai, si nota un’importante ricerca nelle fonti storiche, nel primo volume c’è un riferimento ai testi di James Churchward, occultista e scrittore inglese che scrisse vari testi sul continente perduto di Mu a partire dal 1926, Churchward viene citato anche da HP Lovecraft nel racconto La chiave d’argento del 1933. I miti di Lovecraft di sicuro hanno anche influenzato le opere di Nagai, in entrambi ci troviamo di fronte a storie con forti riferimenti a un remoto passato popolato spesso da dei o demoni crudeli e spaventosi che risvegliandosi porteranno distruzione e morte su tutta la Terra, in un eterno ciclo di distruzione e rinascita. Come altra fonte d’ispirazione c’è l’opera di John Carter da Marte scritta da Edgar Rice Burroughs creatore di Tarzan, dove un ufficiale americano si ritrova trasportato su Marte dove vive delle avventure tra la fantascienza e il fantasy in aiuto della principessa Dejah Thoris.

Dal punto di vista grafico si può notare, come il tratto di questo manga diventa più raffinato rispetto alle opere precedenti, c’è anche la presenza di maggiori sfondi, questo soprattutto nelle parti dedicate al passato che sembrano interessare di più l’autore, anche il dinamismo tipico delle prime storie risulta un po’ sacrificato rispetto a immagini più statiche, soprattutto quando l’autore vuole rappresentare le antiche divinità barbare di questo antichissimo passato.

Il continente perduto di Mu in occidente meno conosciuto rispetto ad Atlantide sarà presente anche in altre opere giapponesi, lo ritroveremo in guerra contro Atlantide nella serie di Moby Dick 5 e nel film l’Espresso sottomarino di Osamu Tezuka.

In contemporanea con il manga è uscito un anime di 23 episodi che, come spesso è successo ad altre opere di Nagai, presenta solo il plot iniziale della storia, le due opere nonostante partano da idee comuni prendono strade differenti fin da subito per esempio sulla caratterizzazione del protagonista Yamato che, nell’anime, è il tipico pilota bravo ragazzo già visto in altre produzioni robotiche dello stesso periodo. La serie tv ha semplificato parecchio la storia rendendola più banale e meno violenta e destinandola forse ad un target più basso rispetto alle normali serie con protagonisti i robot di Nagai. Yamato sembra essere più giovane rispetto agli altri pilota di robottoni dei vari Mazinga e co.

God Mazinger ha anche una serie di dieci romanzi con illustrazioni di Nagai, i romanzi scritti da vari autori hanno notevoli differenze sia con il manga che con la serie tv.

Il God Mazinger appare anche in altre opere legate all’universo del mondo creato da Nagai, lo rivedremo nei video per festeggiare i 25 anni della dynamic planing e allegati ai dvd di Shin Getter vs contro Neo Getter Robot, dove nel secondo corto correrà in aiuto del Mazinger Z insieme al Grande Mazinger, Venus, Getter Robot G, Govarian e Groizer X.

C’è anche una breve apparizione di una controparte femminile nel manga mazinger angels, qui pilotato da Aira Mu.

Finalmente questo manga è uscito per il mercato italiano grazie alla Jpop, in una edizioni di tre volumi. God Mazinger, anche se poco conosciuto rispetto ad altre opere di Nagai, resta un titolo fondamentale per chi vuole capire l’evoluzione di Mazinger attraverso i manga del suo creatore e di certo non potrà mancare nelle collezioni degli amanti delle opere nagaiane.

A cura di Filippo Caracciolo

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