Fireworks – Vanno visti di lato o dal basso? è un film d’animazione giapponese del 2017 prodotto da Shaft e distribuito da Toho.
È basato sull’omonimo dorama televisivo del 1993. Uchiage hanabi è stato diretto da Akiyuki Shinbō, prodotto da Genki Kawamura, con una sceneggiatura scritta da Hitoshi Ōne e musiche di Satoru Kōsaki.
Il cast vocale originale è composto da: Masaki Suda, Suzu Hirose, Mamoru Miyano, Shintarō Asanuma, Yūki Kaji, Toshiyuki Toyonaga, Kana Hanazawa, Takahiro Sakurai.
Il cast avocale italiano è composto da: Alex Polidori, Sara Labidi, Alessandro Campaiola, Federico Viola, Mattia Fabiano, Alessio Puccio.
Fireworks – Vanno visti di lato o dal basso? racconta la storia di un gruppo di amici che si organizza per trovare una risposta a questo strambo quesito in occasione del locale festival estivo. Norimichi riceve l’inatteso invito a scappare di casa da parte della compagna di classe Nazuna della quale è infatuato, vivendo con lei un’esperienza meravigliosa dagli inattesi risvolti…
Trasposizione animata tratta dall’omonimo dorama televisivo, Fireworks – Vanno visti di lato o dal basso?, ci mostra un gruppo di giovanissimi amici intenti a trovare una risposta ad uno strambo quesito durante l’imminente festival estivo: “I fuochi d’artificio sono piatti o sferici”?. Il protagonista principale della storia è Norimichi, un’adolescente introverso follemente innamorato della sua compagna di classe Nazuna. Per una serie di strane coincidenze astrali, Norimichi, vivrà più volte la possibilità di rivivere il loro primo appuntamento in modo insolito e inatteso.
Forte del successo ottenuto in Giappone, sia di critica che di pubblico, Fireworks – Vanno visti di lato o dal basso?, si avvale della regia di Nobuyuki Takeuchi e delle musiche del maestro Satoru Kosaki. L’adattamento della versione italiana è stata curata da Massimiliano Alto (direttore del doppiaggio e adattatore dei dialoghi basati sulla traduzione dal giapponese di Francesco Nicodemo) che ha portato al leggio alcune delle voci più apprezzate della nuova generazione del doppiaggio italiano, scelte per mantenere alta la fedeltà dell’opera originale, sia in termini di caratterizzazione dei personaggi che di timbro ed età vocale.
Sulla narrazione non ci sono molte cose da dire… è incentrata fondamentalmente sulla questione di Nazuna: la ragazza non vuole abbandonare la propria scuola a causa dell’ennesimo matrimonio in cui è coinvolta la madre. Il destino oramai segnato di Nazuna viene modificato molteplici volte da Norimichi e dai suoi costanti viaggi nel tempo. Al di fuori di questo singolo evento è difficile riferirsi a qualcos’altro, se non a un particolare dilemma che viene proposto decine e decine di volte durante il lungometraggio: i fuochi d’artificio sono piatti o rotondi? Inizialmente ritenevo potesse nascondersi una specifica simbologia dietro questo particolare evento, ma, dopo alcune ricerche andate a vuoto sul web, una possibile interpretazione potrebbe essere quella di un dualismo tra realtà e soprannaturale che si alternano continuamente nel corso della storia.
Lo Studio Shaft è una garanzia quando si parla di comparto grafico, riuscendo attraverso delle interessanti inquadrature ad esaltare anche gli aspetti più banali o meno interessanti di uno sfondo o di una sceneggiatura. Mentre guardavo il film mi è venuto subito da pensare a “Bakemonogatari”, quando venivano proiettate particolari inquadrature e oggetti. Delle OST e del doppiaggio non ci si può affatto lamentare.
Tecnicamente è disegnato molto bene: disegni abbastanza particolari, un leggero uso della CGI per alcuni disegni e animazioni, che però non è troppo invasiva, colori stupendi grazie invece all’uso del PC, che permette cose impensabili fino a solo quindici anni fa. Le animazioni normali sono belle, molto belle e fluide, alcune realizzate in modo davvero importante, come solo in un lungometraggio si può fare. La scenografia è anche quella al di fuori dei soliti schemi, con inquadrature strane, a cui lo spettatore in genere non è abituato, e voci che ricalcano alla perfezione le caratteristiche dei personaggi.
Anime complesso, visivamente stupendo e ricco di magia e di poesia, quello confezionato dallo studio Shaft, come abbiamo visto in questa recensione di Fireworks. Un racconto di formazione nel quale i temi dell’adolescenza inquieta e ribelle e della giovinezza che sta per finire, sono toccati con efficacia e delicatezza. Ma il ricorso all’elemento magico dei salti nel tempo, pur funzionale, non è sempre riuscito e ben calibrato.
