Emoji - Accendi le emozioni

¤ Recensione Emoji – Accendi le emozioni

Emoji – Accendi le emozioni (The Emoji Movie) è un film d’animazione del 2017 diretto da Tony Leondis.


Il cast vocale originale è composto da: T. J. Miller, James Corden, Anna Faris, Maya Rudolph, Steven Wright, Jennifer Coolidge, Patrick Stewart, Christina Aguilera, Sofía Vergara, Sean Hayes, Rachael Ray, Jeff Ross, Jake T. Austin, Tati Gabrielle, Rob Riggle, Conrad Vernon.

Il cast vocale italiano è composto da: Federico Russo, Roberto Gammino, Veronica Puccio, Marisa Passera, Edoardo Siravo, Francesca Draghetti, Alberto Angrisano, Alessia Amendola, Rossella Acerbo, Tito Marteddu, Roberto Stocchi, Roberto Fidecaro.

Gene è un emoji che vive a Messaggiopoli, una città digitale all’interno del cellulare dell’adolescente Alex. I genitori di Gene rappresentano l’emoji “bah” (indifferenti a tutto e tutti) e lui dovrebbe seguire i loro passi nonostante sia in grado di rappresentare molte più espressioni, motivo per cui gli altri non lo accettano mentre lui desidera essere un emoji che lavora.

     

Nel suo primo giorno di lavoro, Gene sbaglia le espressioni mentre viene scannerizzato per essere inviato nel campo di testo di Alex e manda in tilt il centro messaggi. Dopo poco, viene chiamato da Smile, la prima emoji inviata dal telefono di Alex e supervisore di sistema. Smile, convinta che Gene sia difettoso, decide di cancellarlo grazie a dei bot anti-virus per evitare che Alex perda fiducia nel telefono e di conseguenza faccia cancellare il mondo digitale all’interno di esso. Gene riesce a fuggire dai bot assieme a Ghimmifive, una mano che batte il cinque che nel frattempo tentava di intrufolarsi nella festa dei preferiti, in quanto fino a qualche settimana prima era fra i simboli preferiti di Alex. Mentre Gene e Ghimmifive sono rintanati nello scantinato, (posto dove le emoji che non vengono più usate si divertono) giungono alla conclusione di aver entrambi bisogno di un hacker per poter realizzare i loro sogni: Gene sarà riprogrammato e potrà finalmente diventare un vero “bah” e Ghimmifive ritornerà fra i preferiti. L’hacker di cui parlano si trova nell’app pirateria e si chiama Rebel.

Evitando i bot in giro per Messaggiopoli, i due escono dall’app di messaggistica ritrovandosi nello sfondo del telefono alla ricerca di Rebel, che di recente ha fatto uscire un emoji principessa dal telefono e ora vive nel Cloud. Appena dopo una brevissima visita in Facebook, Gene ritiene che sia meglio avere degli amici reali anziché delle persone che non ha mai conosciuto davvero. Nel frattempo, i genitori di Gene decidono di cercarlo nello sfondo del telefono (luogo di collegamento fra tutte le app del telefono) per riportarlo indietro prima che lo trovino i malvagi bot di Smile, ma i due sono seguiti da quest’ultimi. Intanto Gene e Ghimmifive entrano nell’app pirateria, dove sono convinti di trovare Rebel. I bot setacciano anche l’app pirateria nel momento in cui i due protagonisti stanno cercando di convincere Rebel (che loro scoprono essere una emoji) ad aiutarli.

Quando Gene vede i bot, fa espressioni diverse e Rebel si convince ad aiutarli. Uno dei bot li vede e li insegue. I tre riescono a fuggire dall’app pirateria grazie a un passaggio segreto conosciuto a Rebel mentre i bot cancellano la maggior parte dei troll e dei virus che la popolano. Gene, Ghimmifive e Rebel si ritrovano nel gioco di Candy Crush, con cui dovranno interagire per riuscire a salvare Gene, bloccato all’interno dello schema di gioco, per poter andare avanti. Nel frattempo Alex fissa un appuntamento con il supporto tecnico per farsi sistemare il telefono che ultimamente si comporta in modo strano e Smile tenta in tutti i modi di tranquillizzare le emoji presenti in sala riunioni. Mentre Gene, Ghimmifive e Rebel attraversano Candy Crush, Rebel spiega ai due che conosce una scorciatoia che li porterà a Just Dance, un’app vicina a Dropbox, dove riusciranno finalmente ad entrare nel Cloud, luogo dove troveranno il codice sorgente per riprogrammare Gene e farlo diventare un vero “bah”. Ella spiega anche che prima di poter accedere al Cloud dovranno oltrepassare il firewall, che usa il riconoscimento facciale. Rebel afferma di aver già tentato di oltrepassarlo in passato, ma senza successo, avendo sbagliato la password e ora è chiusa fuori a vita. È per questo motivo che successivamente lei dirà che in realtà è Gene ad aiutarla, lo stesso motivo per cui ha accettato di aiutare Gene e Ghimmifive: perché lei sta tentando di superare il firewall da diversi mesi, ma ora che c’è Gene che riesce a fare facce diverse la probabilità di riuscita sono promettenti.

I genitori di Gene provano a vedere se lui è su YouTube. Dopo non molto, i due hanno una discussione mentre si accorgono di essere seguiti e la madre di Gene, Barbara, decide di proseguire da sola dopo aver seminato i bot facendoli incantare davanti a un video ripetitivo in YouTube. Intanto il trio sta percorrendo un tunnel che li porterà in Just Dance. È in questo momento che Rebel confessa che in realtà è Gene che la sta aiutando, per via del firewall. Lei vuole uscire dal telefono e vivere nel Cloud perché nel telefono ci sono troppe regole mentre il Cloud è un posto libero, meraviglioso e paradisiaco dove si può essere chiunque si voglia. Inoltre, Gene crede di non ricordare l’esistenza dell’emoji di un hacker, ma Rebel non da’ alcuna risposta. Il trio dovrà superare l’app di Just Dance e per farlo si cimenterà in alcuni balli. Gene e Rebel ballano vicini e mentre Rebel fa una giravolta le vola via quella che sembra essere una parrucca, rivelando a tutti che in realtà è lei l’emoji principessa, solo che non è ancora riuscita ad uscire dal telefono e ha finto di essere un hacker agli occhi di tutti anche se stava effettivamente cercando di hackerare nella speranza di superare l’unico ostacolo fra lei e il suo sogno di libertà: il firewall.

Durante il ballo entrano nell’app i bot, che iniziano a ballare per poter così avanzare e raggiungere Gene. Purtroppo nel frattempo, Alex disinstalla Just Dance perché gli sta facendo fare una brutta figura in classe. Mentre l’app viene cancellata e buttata nel cestino, tutti coloro che si trovano al suo interno cercano di scappare. Solo Gene e Rebel si salvano, ma Ghimmifive viene preso da un bot e trascinato via. Alex sposta un’app verso il posto vuoto appena creato. Rebel insiste con Gene per andare avanti e abbandonare Ghimmifive, tanto è vero che Dropbox è ad appena un passo da loro, ma Gene insiste a sua volta affermando di non volerlo lasciare, che non permetterà che venga cancellato entro la fine della giornata e non ha importanza quanto sia distante. Rebel pensava che ognuno dovesse mettere sé stesso al primo posto ma Gene la fa ragionare chiedendole “e a cosa serve essere il numero uno se non ci sono altri numeri?”. Rebel rivela a Gene che le piace che lui sia così come è. Così, i due intraprendono un viaggio attraverso Spotify.

Nella sala riunioni sono tutti turbati per la messa fuori gioco dei bot anti-virus ma Smile, infuriata, ha un asso nella manica: il cosiddetto “aggiornamento illegale”, che usa su un normale bot, ma diventa molto più grande e forte di quelli precedenti. Nel cestino, Ghimmifive si dispera come non mai. Nel frattempo, Gene e Rebel navigano letteralmente sulla superficie dei flussi audio delle canzoni di Spotify. In un certo momento Gene chiede a Rebel se è vero che quando una principessa fischietta gli uccelli scendono dal cielo, ma lei lo nega in modo molto deciso. Rebel gli ricorda che una ragazza emoji può essere soltanto una principessa oppure una sposa ed è per questo che vuole andare a vivere nel Cloud. In questi momenti i due provano sentimenti molto grandi e profondi, tuttavia sono quasi giunti a destinazione.

Intanto Ghimmifive trova una vecchia mail che Alex non ha mai inviato, dove alla fine del testo c’è proprio lui e che fa il suo lavoro: una mano che batte il cinque. La mail riguardava i sentimenti che Alex prova nei confronti di una sua compagna di classe, Addie, con cui non riesce a fare belle figure per colpa del suo cellulare. Gene giunge finalmente per tirare fuori Ghimmifive dal cestino e Rebel tira la corda e li riporta indietro sani e salvi. Intanto Barbara, la madre di Gene, sta provando a cercarlo dentro Instagram e finisce nell’album di Alex “vacanza in Francia”. In quel momento appare Bart, il padre di Gene e si scusa perché non è colpa di lei ciò che è accaduto, ma sua. Infatti Bart ha lo stesso difetto di Gene: può avere diverse espressioni ed è per questo che Gene è nato così, tuttavia quelle espressioni erano nascoste dentro di lui, sono venute fuori soltanto nel momento di massima tristezza fra il pensiero di aver perso sia lei che Gene. I due tornano di nuovo a cercare Gene, stavolta insieme.

Una volta che il trio si è riunito, Ghimmifive chiede a Rebel esattamente ciò che ha domandato anche Gene: se è vero che quando una principessa fischietta gli uccelli scendono giù dal cielo, ma lei nega di nuovo e dietro di loro si compone ciò che sembra essere il bot potenziato di Smile. I tre scappano cercando anche di raggiungere Dropbox e si separano nella speranza e nel tentativo di ingarbugliarlo. Avendo guadagnato un po’ di tempo, i tre riescono ad entrare in Dropbox sani e salvi, ma il bot è un malware illegale per cui non può entrarci, nonostante questo trova un modo per aggirarlo, utilizzando un’altra app. Il trio si trova ora di fronte al firewall cercando di indovinare la giusta password. Dopo tanti tentativi Rebel si arrende, ma Gene dice che se dovesse scegliere una password sceglierebbe il nome della ragazza che gli piace, ma Rebel ha già setacciato il telefono e non c’è traccia di una ragazza. Invece, Ghimmifive, mentre era nel cestino, è venuto a conoscenza dell’esistenza di una ragazza, solo che non si ricorda più il suo nome. Rebel fruga nel cestino hackerando e trova la mail e il nome della ragazza, Addie. Gene legge la mail a voce alta, rivelando che si tratta di una piccola poesia d’amore in rima. La password si rivela corretta e i tre finalmente entrano nel bellissimo Cloud.

Rebel inizia a riprogrammare Gene a malincuore, sapendo che poi si trasformerà in un “bah” e molto probabilmente dimenticherà i sentimenti che ha provato insieme a loro nelle ultime ore. Ghimmifive consiglia a Gene di esprimere i suoi sentimenti finché può. Così Gene parla a Rebel ed esprime tutto ciò che prova, tuttavia, Rebel è d’accordo se lui decidesse di non diventare più un “bah”, ma quando le propone di rimanere a vivere con lui nel Cloud per sempre lei ha un attimo di indecisione per via del fatto che ha sempre avuto i suoi progetti e non si considera una di quelle principesse che aspettano il loro principe. Proprio in quell’istante il codice programmato da Rebel ha effetto: Gene diventa un vero “bah” e mentre Rebel parla egli esce dalla stanza e raggiunge Ghimmifive, rimasto fuori ad aspettare. Il bot appare all’improvviso e riporta Gene nel telefono sotto gli occhi di Ghimmifive.

Ghimmifive avverte Rebel e lei, sapendo di non aver altra scelta per arrivare in tempo per salvare Gene, decide di ammettere ciò che ha sempre negato in passato: si toglie la parrucca e fischietta e dopo due tentativi andati male scende dal cielo un grande uccello blu simile a quello di Twitter. I due volano così a Messaggiopoli.

Gene è stato riportato nel centro messaggi e sta per essere cancellato da Smile davanti a tutte le emoji, le quali cominciano però a dubitare di Smile e della sua capacità di ragionare e decidere. In quel momento sopraggiungono i genitori di Gene e Bart, suo padre, dice a tutti che se cancelleranno suo figlio dovranno cancellare anche lui. Smile ordina al bot di cancellarli entrambi ma in quell’istante compaiono anche Ghimmifive e Rebel che mettono fuori gioco il bot, il quale cade proprio sopra Smile, rompendole i denti. Rebel rivela a Gene che ha rinunciato a sé stessa per lui, ma ormai lui è un “bah” a tutti gli effetti.

Alex si trova nel negozio e sta iniziando a formattare il telefono, cancellando tutte le app e chiunque vi sia all’interno. Rebel e Gene credono che se riuscissero ad aiutare Alex a parlare con Addie forse non li cancellerebbe, ma c’è tempo per mandare solo un messaggio. Gene si prepara e cerca di ricordare i momenti che più gli stavano a cuore e subito ritrova sé stesso, e comincia la scannerizzazione. Alex invia ad Addie la nuova “emoji animata” che è apparsa sullo schermo del cellulare e parla finalmente con Addie, la quale accetta subito la sua richiesta di andare al ballo di quella sera insieme a lui. Ormai tutti nel telefono vengono cancellati, anche Rebel e Gene. Alex però ha fretta di andare e l’assistente è occupata a parlare con un cliente, così Alex prende l’iniziativa di riprendersi il cellulare rinunciando alla formattazione e impedendo che tutto venga cancellato.

La sera che Alex va a ballare con Addie e i loro amici, le emoji a Messaggiopoli organizzano un ballo chiamato “emoji pop” in onore di Gene, lo stesso ballo ballato da Gene e Rebel quando cercavano di attraversare Just Dance.

Nella scena dopo i titoli di coda si vede Smile che indossa l’apparecchio per i suoi denti e che gioca a carte con le emoji inutilizzate che vivono nello scantinato.

Da quel momento inizia la grande fuga di Gene attraverso lo schermo del cellulare di Alex, entrando e uscendo dalle App insieme ad Hi-5, l’emoji del “dammi il cinque” che vorrebbe tornare ad essere fra i preferiti di Alex, e a Rebel, una hacker che sogna di fuggire nel Cloud dove potrà essere chiunque lei voglia.

Da questa descrizione è già evidente che, per immedesimarsi nella vicenda di Emoji – Accendi le emozioni, bisogna avere una conoscenza almeno rudimentale dei meccanismi e del vocabolario del web e della telefonia tecnologicamente avanzata. Chiunque non sia nativo digitale (come il regista-sceneggiatore, classe 1967) probabilmente si identificherà solo negli emoticon qui definiti “anziani”, ovvero quelli disegnati solo con i caratteri tipografici della tastiera. I più giovani, dai bambini ai millennial, si sintonizzeranno invece perfettamente con l’universo raccontato dal film e anticiperanno l’ingresso nelle singole App, riconoscendole dall’icona e dal sonoro prima ancora che Gene e compagni le nominino ufficialmente.

L’animazione è adeguatamente spartana e ipercolorata, e riproduce esattamente il look a metà fra il kitch e il kawaii (neologismo da youtuber che si traduce con “carino e coccoloso”) dei nostri I-phone e i nostri social. I simboli diventano personaggi e alcuni, come Mr. Cacca e Scompiscio, sono fatti apposta per solleticare la risata dei più piccoli. La trama però si preoccupa di sottolineare il valore dei rapporti umani diretti invece di quelli mediati dalla tecnologia, tanto per Alex, adolescente in piena crisi di crescita e con una cotta inespressa per una compagna phone-addicted quanto lui (ma l’obiettivo finale resta il ballo di fine anno, come nelle commedie rosa anni Cinquanta), quanto per Gene (che in italiano ha la voce di Tiziano Ferro) e compagni, che devono capire bene chi sono e comportarsi di conseguenza.

Scheda Film

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